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Val di Sangro (CH). I sindacati denunciano: Consorzio Industriale allo stremo

“Che fine ha fatto il milione di euro per l’impianto di depurazione di Paglieta”? e “Perché la Regione fa causa a se stessa”? I sindacati esprimono così la confusione gestionale che rischia di travolgere il consorzio industriale Val di Sangro e accusano: “il Governo regionale, a distanza di quattro anni dagli annunci trionfalistici di rottamare i vecchi Consorzi industriali e creare la nuova Agenzia Regionale Attività Produttive, non ancora ne viene a capo e, con la legislatura regionale che volge al termine, qualunque ulteriore azione in tal senso assume i connotati di un’operazione di facciata e di propaganda elettorale. Nessuna risposta vera e concreta è venuta per la risoluzione dei problemi gestionali. Negli ultimi anni sono aumentati a dismisura i contenziosi; decine di incarichi legali sono stati assegnati per pratiche di recupero crediti nei confronti delle Aziende; si dubita che per dette pratiche i costi per il Consorzio siano superiori ai ricavi; inoltre le Aziende, già investite dalla congiuntura economica negativa, vengono ulteriormente gravate da atti giudiziari. L’aspetto più sconcertante è che si registrano contenziosi legali anche nei confronti di: Enti regionali, a loro volta commissariati, come l’A.T.O; Comuni che sono soci del Consorzio Industriale (consorziati che si fanno causa tra di loro); SASI S.p.A. (Società Abruzzese per il Servizio Idrico Integrato). I suddetti enti fanno capo ai vari assessorati regionali, quindi la regione fa causa a se stessa”. Il tema scottante è quello dell’attuazione della riforma regionale che prevede che i Consorzi Industriali confluiscano nell’ARAP, l’Azienda regionale delle Aree Produttive. Ma “l’attuazione della legge è, come avevano abbondantemente previsto le scriventi OO.SS., in forte ritardo dal momento che allo stato dell’arte ancora non è stata costituita l’ARAP, per cui, non essendo i commissari abilitati ad assumere decisioni proprie dell’Ente Pubblico Economico,  non sono  assicurate le manutenzioni di importanti e strategici impianti tecnologici, vitali per l’esistenza stessa dell’Ente”. E’ forte la denunzia delle rappresentanze sindacali, che temono la desertificazione del tessuto industriale in Val di Sangro e nel resto della regione: “La situazione di precarietà che si vive all’interno dei Consorzi industriali, assieme alla profondità della crisi che sta investendo molte aree industriale della Regione,  rischia di far regredire un equilibrio economico che alcune strutture consortili hanno mantenuto con fatica attraverso uno sviluppo dell’attività dei servizi alle aziende”.  “Si chiede, con vibrante convinzione, che la Regione Abruzzo inizi subito a correggere il progetto di costruzione di questo “nuovo edificio (ARAP)” e contestuale abbattimento dei “vecchi edifici (Consorzi per lo Sviluppo Industriale)”, sostituendolo con un opportuno progetto di “adeguamento e rinnovamento degli edifici esistenti”, per evitare la desertificazione del tessuto industriale della valle del Sangro e dell’Abruzzo intero”. Infine, i sindacati precisano: “E’ importante che tutti sappiano che il Consorzio Industriale del Sangro, a differenza di altri Enti, non ha rappresentato fino ad oggi un costo per la collettività, bensì in questi anni ha contribuito con i propri fondi a finanziare opere pubbliche e interventi sul territorio.In questi ultimi anni il Consorzio non ha ricevuto contributi statali e regionali, né per il suo funzionamento, né per investimenti utili alla realizzazione di nuove infrastrutture o al mantenimento di quelle esistenti. Mentre ha regolarmente contribuito a finanziare lo Stato e i Comuni attraverso il pagamento delle Imposte statali e locali (Irpef, Ici, Iva, Irap, etc.)”. 

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