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Tocco da Casauria. Lavoro, ministri firmi la cassa integrazione per i lavoratori Cir

I lavoratori della Compagnia italiana rimorchi (Cir), di Tocco da Casauria (Pescara) chiedono di definire la pratica della concessione della cassa integrazione guadagni straordinaria (Cigs). Pertanto il deputato di Sel Gianni Melilla ha presentato una interrogazione nella quale chiede al ministro del Lavoro “Se non intenda intervenire con urgenza per firmare l’accordo e scongiurare eventuali rivalse della banca sui lavoratori. “I 180 lavoratori – ricorda il parlamentare – fanno riferimento alla Cigs in proroga che fu stabilita in base ad un’intesa sottoscritta da azienda, parti sociali e ministero di durata fino al prossimo 31 ottobre ed erogata da un istituto di credito (con un massimo di 3 mila euro a lavoratore e 5 mila per quelli a zero ore) su garanzia firmata dalle maestranze. Il problema sollevato dai sindacati e’ che ancora oggi quell’intesa non e’ stata ratificata e i lavoratori in queste condizioni andrebbero incontro alla rivalsa della banca che vuole rientrare in possesso delle somme elargite in mancanza della copertura da parte dell’Inps. Ovviamente questo si puo’ scongiurare solo con la firma di quell’accordo. Una situazione paradossale – afferma Melilla – che tiene con il fiato sospeso 180 lavoratori della sede di Tocco da Casauria ed altrettanti di Bussolengo (Verona) e Nichelino (Torino). Il 7 luglio e’ scaduto il periodo di concordato preventivo accordato all’azienda toccolana dal tribunale di Verona (sede legale del gruppo Cir) e l’8 luglio si e’ entrati in regime di concordato liquidatorio, per il quale sempre il tribunale di Verona dovra’ nominare un commissario con funzioni di garante delle procedure. I lavoratori, del resto – osserva Melilla – con l’ingresso nella procedura concorsuale avrebbero diritto ad un altro anno di cigs”.

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