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Teramo. Vicenda Banca Tercas, lettera aperta di Enrico Gagliano

Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta a firma di Enrico Gagliano:

“Con riferimento alla vicenda BANCA TERCAS S.p.a., oltre alle responsabilità, in via di accertamento, dei singoli, esistono responsabilità che potremmo definire “di sistema”.

La sentenza è sibillina e senza appello: la degenerazione dei partiti è causa delle tribolazioni di BANCA TERCAS non meno di quanto lo sia dei debiti milionari e delle inefficienze di Ruzzo, Teramo Ambiente, Cirsu, Arpa, ecc..

In questo caso, tuttavia, c’è da considerare un’aggravante: stravolgere le regole del sistema creditizio e piegarle ai desiderata degli “amici” significa condizionare pesantemente lo sviluppo economico e sociale di un Paese; significa condizionare la libertà di iniziativa economica o fare in modo che si svolga “ …. in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”; interferire arbitrariamente e pesantemente nel meccanismo della libera competizione tra operatori economici; creare privilegi immotivati a favore di alcuni nei confronti di altri; premiare progetti industriali poco credibili ed impedire l’ingresso sul mercato di nuove imprese e la creazione di nuova occupazione; prendersi gioco dei risparmiatori e del risparmio, impedendo che questo “… acceda alla proprietà dell’abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese”.

Considerevole il numero di articoli della nostra Costituzione ridotti in macerie. Tradito lo spirito della nostra Carta Costituzionale.

Ma torniamo alle “miserie” di casa nostra. BANCA TERCAS è controllata per il 65% del capitale sociale dalla FONDAZIONE TERCAS il cui Statuto, sia nella versione precedente del 2007 sia in quella in vigore dal 4/10/2013, prevede che il Consiglio di Amministrazione della Fondazione venga eletto dal Consiglio di Indirizzo.

La maggior parte dei componenti del Consiglio di Indirizzo, anche se formalmente nominata da altri, è sostanzialmente designata dai partiti politici per il tramite di alcuni enti territoriali.

Secondo la formulazione del 2007, confermata in quella del 2013, all’art. 13 lo Statuto della FONDAZIONE prevede infatti che:

==== omissis =======

– due membri sono espressione della comunità di Teramo e sono designati dal Sindaco del Comune di Teramo;

– un membro è espressione della comunità di Atri ed è designato dal Sindaco del Comune di Atri;

– un membro è espressione della comunità di Nereto ed è designato dal Sindaco del Comune di Nereto;

– un membro è designato dal Presidente della Provincia di Teramo;

– un membro è designato dal Presidente della Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura della Provincia di Teramo;

– un membro è designato dal Rettore dell’Università degli Studi di Teramo;

– tre membri sono nominati direttamente dallo stesso Consiglio di Indirizzo.

Visti i rapporti di forza del tempo, era quasi scontato che fino al 2011 fosse il centrosinistra a detenere la maggioranza del Consiglio di indirizzo e a dettar legge anche nella nomine dei componenti del Consiglio di Amministrazione della Fondazione che a sua volta ha potere di vita o di morte sulla composizione del Consiglio di Amministrazione di BANCA TERCAS.

Schematizzando, finché il centrosinistra è stato in grado di conservare la maggioranza del Consiglio di Indirizzo della Fondazione, si è automaticamente assicurato il controllo del CdA della BANCA.

Dal 2011 in poi si è aperta invece una nuova fase in cui, cambiando i rapporti di forza all’interno del Consiglio di Indirizzo della Fondazione a causa del passaggio al centrodestra della guida politica d ella Provincia di Teramo, del Comune di Atri e di quello di Nereto, alla scadenza del mandato del “vecchio” CdA, la sostituzione dei componenti è stata improntata a differenti criteri “partitici” ma pur sempre nell’ottica della continuità spartitoria: oggi ad essere totalmente “nuovo” dell’ambiente Tercas è il solo Alessandro D’Ilario, assicuratore in Roseto degli Abruzzi.

Quanto al resto dei componenti, si tratta di volti già noti: oltre al Presidente, Prof. Mario Nuzzo, ritroviamo nel CdA della FONDAZIONE, promosso al rango di Vice Presidente, l’Avv. Vincenzo De Nardis, già membro del Consiglio di Indirizzo in quota centrodestra per il Comune di Teramo; così come Marino Iommarini e Raffaele Marinucci, entrambi in quota centrodestra in quanto precedentemente designati a far parte del Consiglio di Indirizzo dalle Amministrazioni Comunali di Atri e Nereto.

Ecco spiegato il meccanismo, perfettamente legittimo e previsto in Statuto, che dalla notte dei tempi ha consentito alle diverse fazioni di “scalare” e di mantenere il controllo della FONDAZIONE e, di conseguenza, anche della BANCA TERCAS, determinandone il bello ed il cattivo tempo.

Quanto siamo disposti a tollerare tutto questo? E’ accettabile che le FONDAZIONI BANCARIE e, quindi, le loro banche, possano essere scalate e controllate dai partiti?

Come la recente storia economica del nostro Paese insegna (vedi, ad esempio, Monte dei Paschi) esistono responsabilità politiche che investono il sistema dei partiti su scala ben più ampia di quella regionale dove operano “appena” 4 fondazioni bancarie a fronte di altre 84, concentrate soprattutto nelle regioni del Centro-Nord d’Italia: tutti i tentativi di riforma delle Fondazioni Bancarie e del loro rapporto con il sistema creditizio hanno fin qui miseramente fallito e, a parte la stampa di settore, questo punto non compare tra le priorità di intervento delle forze politiche oggi rappresentate in Parlamento.

Né qualcuno chiede cosa ne sia stato, ad esempio, della previsione normativa riguardante l’istituzione di un’Authority sugli enti no-profit, fondazioni bancarie comprese.

Sicché, per l’immediato futuro, non vi sono elementi per essere particolarmente ottimisti.

Nel frattempo la magistratura riempie i buchi lasciati dalla politica.

Enrico Gagliano”

 

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