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Teramo, Tares: a giugno la prima rata scontata

Il Consiglio comunale fa slittare di dieci giorni il versamento della nuova tassa sui rifiuti, si pagherà solo il 35 per cento Slitta la scadenza per il pagamento della Tares, confermato lo sconto sulla prima rata. La tassa andrà versata entro il 10 giugno e non più a fine maggio, come inizialmente previsto dal Comune. Lo spostamento di dieci giorni del termine ultimo di versamento della quota è stato annunciato durante il consiglio comunale di ieri dal vicesindaco e assessore alle finanze Alfonso Di Sabatino Martina. Nella seduta, infatti, è stato approvata la delibera che disciplina le modalità con cui pagare l’imposta destinata a rimpiazzare la Tia. A imporre l’arrivo in aula dell’atto è stato un decreto ministeriale emesso qualche giorno fa, per cui l’amministrazione ha dovuto adeguarsi in extremis a questa disposizione. «Di conseguenza è stato necessario prolungare la scadenza», ha evidenziato Di Sabatino Martina, «perché altrimenti non ci sarebbero stati i tempi indicati per il rispetto delle norme». Passiamo quindi al pagamento: l’amministrazione ha disciplinato il versamento delle prime due rate. Entro il 10 giugno bisognerà pagare solo il 35% ed a fine settembre andrà pagato il 45%. Queste percentuali erano state già riviste nei giorni scorsi dalla giunta, e ieri sono state confermate. Nella prima stesura della delibera, infatti, le rate erano state fissate al 50% e al 25%, Su richiesta di imprenditori e commercianti, che hanno fatto rilevare come il carico fiscale di giugno sarà molto pesante, l’amministrazione ha ridistribuito il peso dei due pagamenti alleggerendo il primo. Da definire resta la terza rata, che scadrà il 31 dicembre. I contribuenti dovranno versare la quota residua, pari al 25% del totale, a cui potrebbe aggiungersi un un conguaglio corrispondente all’aumento di 30 centesimi al metro quadro sulla superficie complessiva tassabile. In apertura dei lavori è stato ufficializzato il passaggio a “Città di virtù” di Valdo Di Bonaventura e Paolo Albi, che hanno lasciato rispettivamente l’Idv e Futuro e libertà. A porre l’attenzione sul Ruzzo e sulle dimissioni del presidente Vittorio Scuteri è stato il capogruppo di “Futuro in” Franco Fracassa. Il consigliere ha sottolineato l’impegno del massimo rappresentante dell’azienda per il risanamento dei conti chiedendo chiarimenti al sindaco Maurizio Brucchi su come sarà gestita la crisi. Sulla questione è intervenuto anche il segretario provinciale del Pd Robert Verrocchio. «Finiamola con le faide interne al centrodestra che si consumano a danno della società», ha evidenziato, «i sindaci non sono mai stati convocati, i debiti sono aumentati, il piano di rientro non c’è». In aula Brucchi ha ribadito che il consiglio di amministrazione del Ruzzo va azzerato, evidenziando la litigiosità nella gestione della società, e ha replicato a Verrocchio. Il centrosinistra, secondo il sindaco, dovrebbe “tenere un profilo più basso” perché responsabile dei debiti accumulati in passato dal Ruzzo.

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