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Teramo, successo per il Braga: un milione per evitare chiusura

Mentre rappresenta  un pezzo di storia abruzzese,  il Braga, continua a coltivare le ambizioni e i sogni  di centinaia di studenti che stanno investendo sull’alta formazione culturale. La sua salvezza non è certo questione di campanile ma di visione politica rispetto ad una regione che ha bisogno di scommettere anche sui suoi simboli per restituire fiducia e ottimismo soprattutto ai giovani”  afferma il presidente della Provincia, Valter Catarra, in riferimento alla decisione del Consiglio Regionale che ieri notte ha deliberato un contributo di 1 milione di euro.

“Va riconosciuto l’impegno di tutti coloro che si sono spesi in maniera bipartisan a favore del Braga; i consiglieri regionali Venturoni e Ruffini, ai quali va tutta la nostra gratitudine per essersi fatti carico di far comprendere le ragioni dell’istituto, il nostro presidente del Consiglio Mauro Martino che  ha partecipato ai lavori della commissione regionale, il sindaco Brucchi, il presidente dell’Istituto, Luciano D’Amico e i suoi docenti, fino al Governatore Gianni Chiodi.
Le ragioni del Braga,  per noi, valgono anche per le istituzioni culturali di altri territori e di altre province ai quali garantiremo lo stesso sostegno e lo stesso appoggio”.

Considerato che la crisi economica del Braga – che come altri 21 Istituti di alta formazione in Italia hanno in corso un processo di statizzazione e sono sostenuti dagli enti locali – è determinata, sostanzialmente, dalla drastica riduzione dei contributi  (La Provincia con i suoi circa 500 mila euro l’anno è il principale ente finanziatore) Valter Catarra sottolinea:

“Va ricordato che proprio la scellerata politica di tagli agli enti locali e in particolare alle Province, operata dal Governo, è alla base delle tante emergenze che si stanno sovrapponendo e che stanno avendo ricadute insopportabili sui cittadini, sulle imprese e sul tessuto sociale. Per questo, continuare a far vivere il Braga, è una vittoria di tutti gli abruzzesi nel segno di una solidarietà istituzionale e politica senza la quale è davvero difficile immaginare un futuro”.

Proprio martedì scorso, il presidente Catarra, insieme ad altri presidenti di Provincia, ha partecipato a Roma agli incontri che si sono svolti presso l’UPI per mettere a punto gli emendamenti al Decreto Legislativo 35 – quello sul pagamento dei debiti scaduti della PA e sul versamento di tributi degli enti locali – emendamenti che poi sono stati consegnati ai gruppi parlamentari.

“Un Decreto che ha allarmato lo stesso Parlamento perchè da una parte proclama la volontà di pagare i debiti alle imprese, dall’altra prevede meccanismi farraginosi ed estremamente aggravati da passaggi burocratici e non mette a disposizione le risorse necessarie tagliando ulteriormente i trasferimenti alle Province.  Va modificato, in particolare, l’articolo 10 e alleggerito di almeno 400 milioni il taglio previsto. Altrimenti sono a rischio servizi essenziali, come pure l’ordinario pagamento degli stipendi e certamente i pagamenti alle imprese”.

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