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Teramo, lavoratori Ponte Vezzola: Sindaco garantisce stipendi

E’ rientrato l’allarme sul blocco dei lavori a Ponte Vezzola minacciato da un presidio di 20 operai lasciati senza stipnedio dalla Coestra, la ditta che ha in appalto dall’Anas la ricostruzione del ponte che collega Scapriano e Piano della Lenta a viale Bovio. Dopo la mobilitazione di questa mattina nell’area di cantiere, dove è sopraggiunto anche il sindaco Brucchi, sono arrivate garanzie sul pagamento delle mensilità arretrate. La notizia è stata diffusa proprio dal sindaco dopo un colloquio con i vertici dell’azienda e delll’Anas durante il quale è emerso che il mancato pagamento delle mensilità arretrate ai lavoratori era frutto di un problema tecnico che verrà risolto entro domani. Con questa garanzia gli operai hanno lasciato il presidio e i lavori riprenderanno già domattina nella speranza che il maltempo non ostacoli ulteriormente la riapertura prevista a metà giugno.

Si riaccende la speranza dei residenti e commercianti della zona di Ponte Vezzola di vedere riaperta a breve la strada che porta verso viale Bovio e la città.  Questa mattina venti operai della Coestra di Firenze, la ditta che ha in appalto dall’Anas i lavori di ricostruzione del ponte che collega Scapriano e Piano della Lenta a viale Bovio, avevano bloccato il cantiere. La latitanza o le poche certezze date dall’azienda li hanno indotti a fermare i lavori fino a nuova data: gli operai di Teramo hanno le stesse difficoltà di coloro che lavorano per la stessa ditta in altre zone d’Italia, come a La Spezia, dove c’è l’impegno nei lavori di esecuzione di altre opere per conto dell’Anas, sempre sulla stessa statale 81 così come il ponte sul fosso Stregone (dove è bloccato il cantiere). La mobilitazione degli operai che questa mattina hanno affisso uno striscione e sono organizzati in un picchetto, ha indotto il sindaco Maurizio Brucchi a recarsi sul cantiere e  a parlare  agli operai, garantendo il suo impegno per mediare, anche attraverso l’Anas, per una soluzione alla vicenda. Il caso è degno di interesse perché sul ponte c’è grande aspettativa e un cronoprogramma intenso con date serrate:  avrebbe già dovuto riaprire alla fine di maggio ma la data è slittata ancora di 15 giorni, con altra incertezza anche per la nuova scadenza.

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