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Teramo. Hatria in crisi: ‘senza piano industriale’

Permane forte la preoccupazione dei sindacati circa il futuro dei lavoratori dell’Hatria di Teramo, che da oggi hanno iniziato lo sciopero di 8 ore (su un pacchetto di 20). Le Rsu e la segreteria della Filctem Cgil e Femca Cisl criticano il perdurare di una situazione di incertezza sulle prospettive aziendali, incertezza che hanno spinto i lavoratori a proclamare lo sciopero. In assenza di un piano industriale in grado di rilanciare l’attività, i sindacati non condividono la posizione dell’azienda – il fondo di investimenti americano CoBe Capital che ha acquistato dal Gruppo Marazzi – che vuole gli eventuali investimenti provenire unicamente dalla liquidità generata dalle attività in corso e non da una ricapitalizzazione funzionale ad una progettualità industriale. «Nel prendere atto positivamente di una trattativa in corso con un potenziale cliente – dicono i rappresentanti dei lavoratori -, non comprendiamo con quali modalità l’azienda intenda attrezzarsi per fare fronte all’ipotesi di incremento produttivo». Non è accettabile, cioè, che un eventuale incremento dei volumi di produzione si ripercuota unicamente sui ritmi produttivi e sulle condizioni di lavoro. «Va ricordato – aggiungono Cgil e Cisl – che i lavoratori hanno accettato il sacrificio del Contratto integrativo nel biennio 2014-2015 con l’impegno dell’azienda di investire per il rilancio dell’azienda, tutt’ora disatteso. «L’azienda – concludono i sindacati a motivazione dello sciopero – non ha avuto nessuno considerazione per il disagio e per gli ulteriori sacrifici salariali e allo stato attuale permane l’incertezza sulle prospettive aziendali, in assenza un piano per investimenti per l’efficientamento della produzione».

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