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Teramo, Gran Sasso Teramano: sos alla Regione per i Fondi Fas

Un appello per i Prati di Tivo. Lo rivolge l’assessore comune Giorgio D’Ignazio che invita tutti a essere al fianco del presidente della Gran Sasso Teramano, Marco Bacchion, che si sta impegnando in un piano di salvataggio peraltro senza percepire alcuna indennità. «Il grave problema», scrive D’Ignazio, «è costituito dal fatto che, seppur dovessero arrivare finalmente i fondi Fas tanto agognati, questi ammonterebbero a circa 11.400.000 euro dei quali, ben 11 milioni dovrebbero essere destinati alla copertura del debito nei confronti della Banca Unicredit; 2 milioni e mezzo dovrebbero essere restituiti alla Regione, perché frutto di un finanziamento incompatibile con gli stessi Fondi Fas. Incombe, altresì, sulla Gran Sasso, un decreto ingiuntivo di 650.000 euro emesso dal Gruppo Doppelmayr – leader mondiale nel mercato funiviario – ed altri 150.000 euro per debiti di varia natura.Sappiamo che entro il 10 settembre si dovrà presentare un progetto per la sistemazione della sciovia “Doppio jolly”, la quale è giunta ormai a scadenza di utilizzo. Ricordo, che la medesima sciovia produce da sola ben il 70% del fatturato dei nostri impianti di risalita invernali». Provincia e Camera di commercio di Teramo i stanno impegnando al massimo, ricorda l’assessore. Ma non possono essere lasciate sole. D’Ignazio rivolge «un appello a tutte le forze politiche e, in maniera particolare, ai membri della Regione affinché si possa costituire una vera e propria “cordata” atta a scongiurare la chiusura degli impianti di risalita dei Prati di Tivo e di Prato Selva. Bisogna capire finalmente che è il turismo l’unica leva che, non solo a livello regionale, ma anche su un piano nazionale, può risollevare le sorti di una crisi che sta divenendo stagnante».

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