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Teramo, crisi: chiuse 700 aziende (Maurizio Di Biagio)

Che la notte dell’economia locale sia ancora buia, è confermato dai dati di Confesercenti che disegnano un quadro sempre più fosco. Nel settore commercio solo lo scorso anno il nostro territorio ha visto cessare ben 679 attività: un dato allarmante che pone questa crisi fuori da ogni schema tradizionale. Un dato che non viene contrastato dall’apertura di nuove attività (429) e che crea dunque un saldo negativo di meno 250. Un duro colpo all’economia teramana ribadito dal presidente provinciale uscente di Confesercenti, Antonio Topitti, (l’entrante è il pinetese Daniele Erasmi) che riferisce come «la crisi si sia talmente acuita, che nelle ultime festività natalizie, per la prima volta si è registrato un forte calo delle vendite dei prodotti alimentari, aggiungendosi alle contrazioni di consumo dei farmaci e dei servizi a tutela della salute». La crisi profonda ha colpito anche il turismo dove le cessazioni sono state 237, le aperture 138, con un dato passivo di meno 99 unità: «Un trend fortemente negativo in tutti i settori sia a livello regionale che provinciale». «Le attività ancora in esercizio – prosegue Topitti – a fronte di un calo del fatturato in media dal 20 al 50 %, riscontrano costanti aumenti dei costi di gestione per la crescita dei costi degli affitti». In tutto ciò, l’accesso al credito sempre meno consentito, «è di fatto bloccato: è sicuramente da rendere con urgenza più snello ed agevole, affinché le aziende possano avere un po’ di respiro e la tanto agognata liquidità di cui hanno bisogno». Confesercenti fa leva anche sulla nuova legge regionale sui confidi: «Invochiamo un’accelerazione per la erogazione al più presto dei 15 milioni di Euro del microcredito stanziato dalla Regione a favore delle imprese che ne hanno fatto richiesta e avuto diritto. Sono passati sei mesi da quando si è chiuso il bando, in queste ultime settimane ai beneficiari sono arrivate le lettere di notifica, ma la liquidità reale è ancora lungi dall’essere nella disponibilità degli operatori». Anche Confesercenti si oppone a quei processi di petrolizzazione che interessano le nostre coste marine ed anche l’ interno, dal momento che, fa presente Topitti, «la Provincia di Teramo produce oltre il 60 % di tutto il turismo regionale con punte elevatissime nel turismo balneare». Topitti plaude alla nuova legge regionale che ha imposto un limite massimo di 600 mq per le nuove attività e non più di 250: «I primi effetti positivi già si intravedono con il ritorno della media distribuzione nel centro cittadino». L’associazione infine dice di continuare a lavorare per favorire le forme di aggregazione delle attività commerciali in Consorzi di Via e Centri Commerciali Naturali: «Il Consorzio Shopping in Teramo Centro è diventato un punto di riferimento a livello regionale, nel frattempo si sono concretizzate nuove iniziative come il Consorzio Di Via Trieste a Giulianova e il rilancio dell’Associazione Pinetese».

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