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Teramo, costi dirigenti: 683mila euro in più

E’ stato raggiunto un primo accordo tra la Provincia di Teramo e la dirigenza dell’Ente sul contratto integrativo. Il fondo previsto e approvato dalla giunta provinciale ammonta a 683mila euro in cui sono ricompresi anche i 130mila euro dei compensi in favore dell’avvocato dirigente (che derivano dalla condanna alle spese delle controparti) e dei circa 16mila euro per attività di progettazione. Sul fondo pesa l’anomalia delle assegnazioni ad interim, anche plurime (dirigenti incaricati di settori vacanti oltre ai propri), che si è protratta anche nel 2012. In ogni caso la Provincia fa rilevare che il fondo è inferiore di 130mila euro rispetto a quello del 2009 – che era di 663mila euro sdenza i compensi dell’avocatura e senza le progettazioni) e in futuro si ridurrà ulteriormente fino a 485mila euro. I meccanismi di retribuzione dirigenziale, così come per gli altri dipendenti, sono fissati dal contratto nazionale e dalle norme dela contrattazione decentrata. «La volontà politica di questa amministrazione, in questi anni, è stata molto netta – dichiara il presidente Valter Catarra – abbiamo ridotto i dirigenti da 14 a 7;  i costi della struttura dirigenziale, dal 2009, si sono dimezzati passando da 1,8 milioni a 993mila euro. Anche il peso del Fondo sì è notevolmente ridotto in quanto, dopo l’ispezione da parte del Ministero delle Finanze, è stato rideterminato correttamente. Detto questo e ribadito il fatto che oggi noi abbiamo poco più della metà dei dirigenti a sovrintendere agli stessi settori, non c’è dubbio che nella Pubblica amministrazione ci sono degli automatismi che andrebbero riformati perché non adeguati né alla situazione storica che vive il Paese né alla condizione specifica in cui versano gli enti locali». Tutti i dati citati verranno correttamente inseriti nella Cronaca»

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