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Teramo. Api, “esclusi dal rinnovo del Consiglio Camerale”

“La crisi che il nostro territorio sta vivendo ha fatto divenire più esigente la Società nei confronti dei comportamenti di tutti, a tutti i livelli”, ha dichiarato il presidente dell’ API Teramo Alfonso Marcozzi. “Ad ottobre del 2014, avuto sentore di questa esigenza, avevamo invitato i vertici della Camera di Commercio della Provincia di Teramo ad una sorta di mobilitazione cosciente e responsabile considerata la procedura attivata per il rinnovo dei propri organi, unico ramo della Pubblica Amministrazione governato direttamente dagli imprenditori”, ha aggiunto. “ E’ arrivato il momento di dare spazio ad un ruolo attivo della Società, finalizzato a riordinare e rendere efficiente la spesa pubblica”, ha proseguito – “Il 10 marzo 2015 c’è stato il rinnovo del Consiglio Camerale dal quale siamo stati esclusi. I rappresentanti dell’ imprenditoria teramana si sono rifugiati, DI NUOVO, nella difesa degli interessi particolari, hanno trasmesso all’esterno un segnale di colleganza di relazioni, che si basa sui privilegi piuttosto che sui meriti, nel capitalismo delle relazioni che l’ API Teramo rifugge e contrasta con tutte le proprie forze”.

Viene pubblicata fedelmente la “LETTERA APERTA AGLI IMPRENDITORI TERAMANI ED AL NEO ELETTO PRESIDENTE DELLA CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA, ARTIGIANATO E AGRICOLTURA DELLA PROVINCIA DI TERAMO.”

Ad inizio anno,più precisamente il 30 gennaio 2015,con una “lettera aperta agli imprenditori teramani ed al vertice della Camera di Commercio di Teramo” la nostra Associazione imprenditoriale – A.P.I. Associazione delle Piccole e Medie Industrie della provincia di Teramo,è tornata a ribadire una condizione che non tutti ,con i propri comportamenti, hanno mostrato di percepire : che la crisi che il nostro territorio stà vivendo ha fatto divenire più esigente la Società nei confronti dei comportamenti, di tutti, a tutti i livelli. Ad ottobre del 2014 avevamo avuto sentore di questa esigenza e Vi avevamo invitato ad una sorta di mobilitazione cosciente e responsabile: “ è arrivato il momento di dare spazio ad un ruolo attivo della società finalizzato a riordinare e rendere efficiente la spesa pubblica”; Vi abbiamo chiaramente espresso una necessità del nostro territorio ,territorio che ha solo da perdere in un processo di conservazione di rendite,di privilegi;il modello partecipativo deve avere altre caratteristiche: si tratta di ricercare strumenti e soluzioni che guardino ai problemi ed alle priorità,un processo che non può essere fermato dagli interessi di parte,dalla politica,dalle lobby;dobbiamo entrare nel merito delle questioni senza ipocrisie e sotterfugi. Abbiamo giudicato questo bisogno estremamente positivo perché per lungo tempo la nostra Società si è solo debolmente occupata dell’interesse pubblico,del poco rispetto delle regole,della trascuratezza nei doveri ,del rifiuto delle proprie responsabilità;sono richieste che chiedono attenzione. Gli imprenditori si sono dati da fare per adeguare le loro aziende alle nuove esigenze adesso pretendono che si eliminino gli interessi particolari e che tutte le energie che il mondo imprenditoriale è in grado di manifestare venga incanalato verso l’interesse generale; i nostri imprenditori vogliono fatti concreti e responsabilità da parte degli amministratori pubblici,tutti sono chiamati a rendere conto del proprio operato. Abbiamo chiesto ascolto ai rappresentanti delle categorie presenti nel Consiglio della CAMERA DI COMMERCIO DI TERAMO , in occasione del rinnovo degli organi dell’Ente Camerale, su questi punti:

-far largo ad esponenti,prettamente imprenditori,NUOVI,evitando la riproposizione di chi quegli incarichi li ricopre già da 15/20 anni;

-eliminare i compensi per il Presidente ed i gettoni di presenza per i componenti del Consiglio e della Giunta Camerale;

-ridurre il numero dei componenti della Giunta Camerale;

-gli interventi delle Ente Camerale devono essere focalizzati su progettualità rilevanti per categorie economiche coinvolte;

-dismettere le partecipazioni non funzionali al ruolo della CCIAA;

-ristrutturare i costi di gestione ;

-razionalizzare il portafoglio dei servizi avvalendosi dell’alto grado di digitalizzazione raggiunto da diverse CCIAA;

-attuare l’opportunità più democratica, più ovvia per rinnovare i propri organismi: prevedere i rinnovi tramite l’Assemblea Generale di tutti gli iscritti alla CCIAA .

Abbiamo ripetutamente e pubblicamente riferito che non avevamo interesse a stare all’interno di un carrozzone che non sa lavorare per il bene delle imprese , aggiungendo come la voce dell’Associazione delle Piccole e Medie Industrie della Provincia di Teramo vuole essere uno stimolo per le coscienze affinché si possa assumere all’interno dell’Ente Camerale un atteggiamento diverso,recependo le istanze che vengono dal basso,le nostre, tese a richiamare le strutture pubbliche a comportamenti più opportuni ,tendere all’eliminazione degli interessi particolari e incanalare le energie che l’imprenditoria della nostra provincia è in grado di generare verso gli interessi generali. L’ API Teramo lavora per costruire questo consenso, per aprire alla nostra economia la prospettiva di un recupero di crescita derivante anche dall’abolizione delle inefficienze di sistema. Il 10 marzo 2015 c’è stato il rinnovo del Consiglio Camerale dal quale siamo stati esclusi;per la cronaca: nella scorsa consigliatura esprimevamo due membri nel Consiglio ed un membro nella Giunta Camerale. Bisognerebbe chiedersi tutti come mai è accaduto tutto questo. Escludendoci dall’Ente Camerale,tutti i rappresentanti dell’imprenditoria teramana non hanno fatto altro che rifugiarsi, DI NUOVO,nella difesa degli interessi particolari ,non hanno fatto altro che trasmettere all’esterno un segnale di colleganza di relazioni(il capitalismo delle relazioni ), che accorcia i legami di fiducia,che si basa sui privilegi(compensi,gettoni,ecc.) piuttosto che sui meriti,che aggrava le diseguaglianze,rende la società chiusa,poco aperta alla concorrenza e all’innovazione;relazioni siffatte favoriscono intrecci che altro risultato non danno se non l’espansione della spesa pubblica,inefficienze(ved.servizi che la CCIAA ha esternalizzato,subappaltato) tutte dirette a soddisfare gli interessi particolaristici.  Colleghi imprenditori, chi sono gli eletti?cosa conoscete degli eletti?sono stati riproposti gli antenati di 15/20 anni fa?Vi aggradano le modalità di elezione dei Vostri rappresentanti da parte delle relative Organizzazioni Imprenditoriali?Siete d’accordo a limitare per Statuto la numerosità dei mandati? Perchè non considerare di mutuare anche per la CCIAA di Teramo, il processo di rescissione dei legami personali tra diversi Enti avviato con l’introduzione del” DIVIETO di INTERLOCKING DIRECTORATES”,vale a dire la presenza simultanea nei Consigli di Amministrazione di diversi istituti di credito,assicurativi e finanziari,introdotto dall’art.36 del” decreto crescita” del 6 dicembre 2011? Il Decreto và reso effettivo anche per il nostro Ente Camerale;potrebbe autonomamente prevederlo nei confronti degli esponenti di nuova nomina ma anche nei confronti di quelli già in carica nominati con gli scorsi rinnovi e ora ,DI NUOVO ,riconfermati, così come potrebbero autonomamente prevedere l’elezione dei Consiglieri dell’Ente Camerale con la votazione diretta di ciascun legale rappresentante delle aziende iscritte alla locale Camera di Commercio. Sarebbe stato opportuno interessarci della CCIAA,UNICO RAMO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE GOVERNATO DIRETTAMENTE DAL MONDO IMPRENDITORIALE,di più e meglio,tutti,prima.

Il Presidente dell’ API Teramo

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