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Regione. Personale: Direr, ente non vuole serena riflessione

“A conclusione della riunione di informazione sulla proposta di riorganizzazione della Giunta regionale il Direr, sindacato di quadri e dirigenti della Giunta regionale, prende atto della volontà dell’ Amministrazione regionale di continuare nell’iter intrapreso senza voler aprire un momento di serena riflessione”. Lo scrive in una nota il segretario regionale Silvano de Paolis. “Le osservazioni del sindacato, ispirate ad un’ottica di collaborazione – afferma – prendevano atto della necessità del riassetto della precedente organizzazione definita dalla Giunta regionale ed erano rivolte a dare efficacia ad una organizzazione degli uffici ispirata ai principi guida dell’azione della Pubblica Amministrazione: lavoro su obiettivi misurabili e per progetti definiti. Ci siamo trovati di fronte una proposta che articola l’organizzazione per competenze e che risente dell’assenza di un disegno strategico complessivo di governance. Quali sono le scelte di fondo dell’amministrazione al di là delle frasi retoriche?. Restano ignote. Resistono e si dilatano il numero degli uffici periferici e si duplicano le strutture di riferimento per Bruxelles, così come quelle che si occupano di programmazione dei fondi statali e comunitari. Rimangono le sovrapposizioni e le duplicazioni nelle strutture e nei Servizi; rimangono le sperequazioni fra i Servizi molto strutturati e Servizi quasi fantasma con una struttura organizzativa pressoché inesistente; rimane la frammentazione nella programmazione e nella politica comunitaria”. Secondo de Paolis “vengono sostanzialmente modificate anche le competenze dei Dipartimenti con l’articolazione di nuovi compiti e diverse competenze e , dunque, per rispetto dei principi di trasparenza sarà necessario replicare i bandi per il conferimento degli incarichi Direttoriali. E’ aumentato il numero dei dirigenti venuti dall’esterno e ben sette colleghi sono ancora senza incarico di Servizio da parecchi mesi con immotivato aggravio di spesa. Sono di fatto aumentati i costi della struttura dirigenziale – si rammenta che è la somma che fa il totale e pertanto si controlli il monte salari dedicato – senza alcuna programmazione del fabbisogno di personale, con ragionamenti che appaiono non conformi al rispetto delle persone, mentre perdurano gravi ed inaccettabili inadempienze contrattuali. Il Direr – osserva infine il segretario abruzzese – è contrario a questo disegno di riforma: ribadisce che a suo giudizio il taglio del 10% delle posizioni dirigenziali ed in particolare dei contratti esterni e dei comandi (che invece si cerca di aumentare ulteriormente) determinerebbe un reale risparmio e eviterebbe di stressare il sistema peraltro non ponendo le condizioni per assicurare risposte adeguate all’utenza esterna e per non creare disservizi con pesanti ricadute sui cittadini e sull’intera comunità abruzzese”.

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