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Regione. Economia: osservatorio Unicredit, in Abruzzo segnali di ripresa

Dopo un 2014 inferiore alle attese, gli indicatori economici dell’Abruzzo per l’anno in corso potrebbero riservare qualche segnale di ripresa. Lo confermano i dati dell’Osservatorio dei Territori, elaborato dalla struttura Territorial and Sectorial Intelligence di UniCredit, che analizza il quadro congiunturale della regione e la dinamica dei principali indicatori, anche in chiave prospettica. Lo studio evidenzia come, sebbene nel terzo trimestre del 2014 peggiori il quadro dell’attività economica abruzzese, con un accrescimento del divario con l’andamento nazionale, le previsioni per l’anno in corso sono di una prosecuzione del processo di graduale attenuazione della contrazione del Pil della regione. Entrando nel dettaglio, infatti, l’analisi di UniCredit conferma come il Pil abruzzese, pur rimanendo in territorio negativo anche nel 2015, mostri un progressivo miglioramento rispetto al minimo di due anni fa. Dopo il tonfo del 2013, infatti, anno in cui il Pil abruzzese è sceso del 4,8% su base annua anche a causa del difficile scenario economico internazionale, lo studio stima per l’anno appena concluso una riduzione del calo, con una flessione dell’1,7%, mentre per il 2015 il tasso di variazione è ancora più contenuto (-0,4%). Per l’Italia invece è previsto un ritorno del Pil in territorio positivo, a +0,7%. “Questi dati – commenta Frederik Geertman, Regional Manager per il Centro Italia di UniCredit – testimoniano come si intravedano i primi segnali incoraggianti che lasciano sperare in una ripartenza, anche se l’economia della Regione resterà anche per il 2015 in una situazione di difficoltà. In questo scenario è quindi fondamentale far ripartire gli investimenti e se c’è una cosa che non manca in questo momento è la liquidità. Proprio allo scopo di stimolare la domanda di credito, UniCredit nel 2014, con il programma Valore Europa, ha messo a disposizione del settore produttivo del Centro Italia oltre 1 miliardo di euro interamente destinati all’economia reale, trasferendo ai clienti i benefici del minor costo del denaro. Ora ci apprestiamo a dare il via alla seconda edizione del programma che si propone di valorizzare i fondi BCE stimolando la crescita e allargando l’accesso al credito per le imprese, oltre che supportando gli investimenti delle famiglie su progetti sostenibili. La priorità andrà alle imprese che intendono fare investimenti pluriennali per sostenere lo sviluppo e ricominciare a crescere”. “Anche nel 2015 dunque – prosegue Geertman – siamo impegnati a stimolare nuova domanda di credito, cosi’ da rafforzare questi primi segnali positivi che stiamo registrando e contribuire al percorso di ripresa del Paese”. Dall’Osservatorio dei Territori di UniCredit emerge come il valore aggiunto dei servizi sia quello che registra il miglior dato nel 2015, passando da una flessione del -2,9% nel 2013 al -0,2% di oggi. Anche per gli altri settori si attende un miglioramento generalizzato, di cui beneficia in particolare l’industria (che passa dal -11% del 2013 a -0,4% di quest’anno). Resta ancora in difficoltà il settore delle costruzioni, per quanto nel 2015 continui un andamento in miglioramento rispetto al 2013, passando dal -9,5% al -3,7%.  Dopo il balzo in avanti dello scorso anno, nel 2015 rallenta la crescita delle esportazioni, che, secondo lo studio di UniCredit, passano da un +4,9% nel 2014 a un +2,3% nell’anno in corso, mantenendosi in territorio positivo. Analizzando i dati di export per settore, nel periodo luglio 2013-giugno 2014 si registrano ottime performance per l’industria metallurgica (+12,4%) e per il settore degli articoli in gomma e delle materie plastiche (+8,4%). In moderato aumento anche le vendite estere dei prodotti di altre attivita’ manifatturiere (+6,9%), dei prodotti alimentari (+5,7%) e dei mezzi di trasporto (+3,3%), mentre risultano in contrazione le esportazioni degli altri principali settori. Relativamente ai paesi di destinazione, sono cresciuti significativamente nel periodo esaminato i flussi di export abruzzese diretti verso quasi tutti i principali mercati, in special modo Turchia (+55,9%) e Ungheria (+37,4%). Bene anche le esportazioni verso Slovenia (+18,9%) e Polonia (+15,2%). In riduzione invece i flussi dell’export regionale verso Stati Uniti e Russia. Si rafforza la dinamica delle importazioni in regione che, dopo il balzo dell’5% segnato lo scorso anno, continua a crescere e per il 2015 si attesta su un +6,1%, superando il dato nazionale (+4,9%). Per quanto riguarda il numero di occupati, per quest’anno si stima un recupero rispetto al minimo toccato nel 2014 (-0,6% vs -3,5% del 2014 e -3,4% del 2013). A livello settoriale la dinamica occupazionale migliore è quella dei servizi, con gli addetti che rimangono stabili rispetto all’anno precedente, mentre il dato è negativo per gli altri comparti produttivi, pur con un rallentamento della flessione per industria e costruzioni. Per quello che riguarda la condizione economica delle famiglie in Abruzzo, i consumi hanno sperimentato una ripresa nel 2014 (+1,5%), che si indebolisce nel 2015 (+0,7%), pur con una variazione su base annua ancora positiva. Per l’anno in corso continua a crescere anche il reddito disponibile (+0,6%), tornato ad una leggera crescita già nel 2014 (+0,2%). La propensione al risparmio (ossia la quota di reddito disponibile accantonata dalle famiglie per il risparmio) rimane stabile rispetto all’anno precedente.

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