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Prima nota sul bilancio di previsione per l’anno 2002 della Regione Abruzzo Cosa chiede Confindustria Abruzzo

In vista della stesura definitiva del Bilancio di previsione per l’anno 2002 della Regione Abruzzo, il Presidente di Confindustria Abruzzo, Donato Lombardi, ha trasmesso all’Assessore regionale al Bilancio, Vincenzo Palmerio, e al Presidente della Regione Abruzzo, Giovanni Pace, una prima nota che riportiamo integralmente.


 

Confindustria Abruzzo ritiene che la predisposizione del bilancio debba avvenire in funzione di una preventiva programmazione regionale che individui nel sistema produttivo lo strumento prioritario di sviluppo del territorio. In termini generali, quindi, il Bilancio, quale strumento di indirizzo programmatico della Regione, deve privilegiare, assegnando loro il massimo delle risorse possibili, le Attività Produttive nel loro complesso e gli interventi a loro supporto (formazione, infrastrutture, servizi, ecc.). Ciò quale dimostrazione consapevole, da parte della Regione, della volontà politica di voler individuare nel sistema produttivo il fattore prioritario dello sviluppo complessivo del Territorio. Questa, per Confindustria Abruzzo, è una scelta obbligata: solo la crescita del sistema produttivo nel suo complesso, infatti, potrà porre in essere quel circolo virtuoso che potrà garantire maggiori investimenti, più occupazione, maggiore ricchezza e, quindi, più entrate per l’Amministrazione pubblica e di conseguenza lo sviluppo e l’efficienza anche degli altri comparti e delle altre attività di tipo sociale (sanità, cultura e sport, ecc.). In caso contrario si metterà in moto un meccanismo vizioso che, soprattutto alla luce della recente riforma federalista e al conseguente venire meno di risorse statali “ripianatrici”, determinerà il progressivo e sempre maggiore impoverimento delle attività economiche e quindi anche di quelle sociali.

In considerazione della rigidità del Bilancio Regionale e della scarsità delle risorse effettivamente disponibili, pertanto, è ovvio che il bilancio dovrà essere fortemente orientato alla riduzione e soprattutto alla razionalizzazione della spesa corrente, con seri controlli sui costi, nel rispetto dell’efficienza dei servizi e delle prestazioni che dovranno essere resi alla collettività ed alle Imprese.

Tale discorso assume particolare rilievo per la spesa sanitaria che, impegnando una quota molto consistente del bilancio regionale, necessità assolutamente di interventi incisivi al fine di permettere significativi margini di manovra per assicurare le risorse da destinare alle attività produttive nel senso anzidetto.

 

Sempre da un punto di vista generale, peraltro, nell’ottica da noi sostenuta, si apprezza nel bilancio in discussione sia la previsione di non aumentare la pressione fiscale, sia l’impostazione per UPB (Unità Previsionali di Base), che permetterà la semplificazione del Bilancio stesso e soprattutto un maggiore margine di manovra, da parte della Giunta Regionale, nell’assegnazione delle risorse nell’ambito delle singole UPB.

 

In relazione alla politica fiscale, peraltro, Confindustria Abruzzo ritiene che l’amministrazione regionale potrebbe orientare la propria azione verso forme di sostegno ed incentivazione a favore di progetti di sviluppo imprenditoriali (ad esempio bonus fiscali in riferimento all’IRAP), in particolare a favore di particolari zone bisognose di sostegno (vedi aree interne).

 

Quanto sopra premesso, a livello più analitico, dobbiamo rilevare, però, da una parte una insufficiente riduzione e razionalizzazione della spesa corrente e di quella sanitaria, e dall’altra una ulteriore riduzione delle risorse a favore del settore Industriale.

 

Con riferimento a quest’ultimo aspetto, senza per questo contraddire quanto da noi sempre sostenuto circa la valenza complessiva di tutte le attività produttive (purché veramente tali), dobbiamo purtroppo rilevare come in effetti negli ultimi anni, e in particolare nell’attuale bozza di bilancio previsionale, le risorse destinate al settore Industria siano veramente esigue, soprattutto se paragonate a quelle assegnate ad altri settori economici. Ciò, anche considerando le altre risorse previste dal DOCUP che, comunque, anche se con diverse capacità di accesso, riguardano in uguale misura sia l’Industria che le altre attività economiche. A dimostrazione di quanto detto, ad esempio, basta scorrere le voci di bilancio per rendersi conto che per l’Industria in senso stretto sono previste solo due voci riguardanti entrambe i Contributi per l’accesso al credito tramite i Consorzi Fidi (LL.RR. n.59/80 e n.53/99).

In considerazione di ciò, non potendosi predisporre al momento e in tempo utile provvedimenti di legge ulteriori a favore dell’Industria da inserire nel bilancio, Confindustria Abruzzo chiede quanto segue:

 

1) Aumento, peraltro da tempo richiesto da Confindustria Abruzzo, ad almeno 3.500.000 complessivi di Euro delle risorse a favore dei Consorzi Fidi –LL.RR. n.59/80 e n.53/99-;

2) Inserimento nel Bilancio Regionale di Previsione 2002, con relativo finanziamento, dei provvedimenti di cui al TESTO COORDINATO D.D.L.R. “SVILUPPO IMPRENDITORIALE ABRUZZO- INTERVENTI FINALIZZATI ALLA NUOVA IMPRENDITORIA, A QUELLA ESISTENTE ED INTERVENTI COORDINATI PER LE INFRASTRUTTURE” elaborato dall’Assessorato alle Attività Produttive, prevedendo una riserva parziale di risorse a favore delle sole PM Industriali. Per tale richiesta si chiede la possibilità di inserire nel Bilancio il DDLR in questione, qualificandolo e sostanziandolo come Legge di Bilancio (in sostanza finanziare il DDLR nell’ambito della Legge di Bilancio superando, così, le normali procedure di approvazione).

3) Istituzione di un cospicuo “Fondo per lo Sviluppo” volto ad assicurare risorse per progetti di investimento e iniziative di progetti di legge futuri a favore del sistema delle PMI.

Maggiori risorse per opere infrastrutturali per l’Industria (Aree Industriali).

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