Ultime Notizie
HomeTutte le agenzieL'industrialePiano di marketing territoriale, ricerca, innovazione e internazionalizzazione sono i fattori chiave per far ripartire la regione secondo Sviluppo Italia Abruzzo IL PROGRAMMA OPERATIVO “ATTRAZIONE DI INVESTIMENTI”

Piano di marketing territoriale, ricerca, innovazione e internazionalizzazione sono i fattori chiave per far ripartire la regione secondo Sviluppo Italia Abruzzo IL PROGRAMMA OPERATIVO “ATTRAZIONE DI INVESTIMENTI”

di Fernando Marsili

 

 

L’Italia, nonostante la presenza di diversi fattori localizzativi che lo rendono un Paese con rilevanti potenzialità rispetto ad altri competitors, occupa le ultime posizioni per capacità di attrazione di IDE (Investimenti Diretti Esteri).

 

Da una elaborazione di Sviluppo Italia su dati UNCTAD e OCSE, riferiti al 2002, risulta che il nostro Paese ha attratto flussi di investimenti esteri in ragione dell’1,2% del proprio PIL, contro percentuali di gran lunga più elevate dei Paesi competitor (non solo la celebrata Irlanda: 15,9% del PIL, ma anche le meno citate Olanda e Finlandia: 7%, la Svezia: 4,6%, la Francia: 3,6%, ecc.). In Europa, solo l’Austria e la Grecia hanno performances meno brillanti dell’Italia (almeno in questo campo).

 

Ancora più preoccupante è la situazione che emerge dalla rilevazione annua effettuata dalla SDA Bocconi per conto del Word Economic Forum, la quale rileva la posizione competitiva delle varie Nazioni sulla base della percezione che gli imprenditori hanno del Paese in cui operano.

 

Ebbene, in tale speciale classifica, l’Italia occupa il non brillante (eufemismo) 47esimo  posto, dopo finanche il Botswana (nella precedente rilevazione, eravamo al 35esimo).

 

Infine, da una recente indagine svolta da Assess Change & Transfer Ltd (ACT), per conto di Sviluppo Italia S.p.a.,  è emerso che per 550 Manager di imprese estere <…. l’Italia è un paese potenzialmente attrattivo ma l’”Italian Business Model” frena la fiducia e manca una politica strutturata di sostegno agli IDE>.

 

Purtroppo, come ha scritto qualche giorno fa su “Il Sole – 24 ore “ l’Amministratore Delegato di Sviluppo Italia, Ing. M. Caputi, … “l’Italia non ha mai avuto finora una politica di attrazione di investimenti, al contrario dei concorrenti europei che, invece, hanno agenzie di sviluppo con numerosi anni di esperienza, consolidate linee di indirizzo ed ingenti risorse a disposizione”.

 

Per l’Abruzzo, tale situazione è ancora più negativa: dall’ultimo rapporto Ambrosetti (Gli indicatori e le politiche per migliorare il sistema Italia e la sua attrattività positiva) è emerso che la nostra Regione è quella meno capace, fra le regioni italiane, di attrarre flussi di IDE (Graf. 1).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alla luce di tale situazione, il Governo, con Delibera CIPE n. 62 del 02 agosto 2002,  ha affidato a  Sviluppo Italia l’incarico per la predisposizione e l’attuazione di un Piano di Marketing Territoriale (P. O. “Attrazione Investimenti”) finalizzato a favorire la crescita e lo sviluppo territoriale attraverso il supporto all’attività di attrazione di nuove imprese internazionali, destinato alle 8 regioni dell’Italia centro-meridionale, tra cui l’Abruzzo.

 

Il Programma Operativo, con riferimento alle criticità che limitano la capacità di attrazione di investimenti, si propone di:

  • individuare e catalogare l’offerta territoriale localizzativa d’eccellenza, intesa come insieme organizzato di assets tangibili ed intangibili destinata ai potenziali investitori;
  • comunicare le opportunità di insediamento, attraverso una mirata attività promozionale all’estero e contatto diretto (scouting) con gli investitori potenziali;
  • migliorare la percezione dell’Italia ed in particolare del Mezzogiorno come business location;
  • garantire certezze nello svolgimento del processo di localizzazione e di realizzazione delle infrastrutture necessarie, rispetto alle procedure ed ai tempi per l’accesso ai finanziamenti ed alle autorizzazioni;
  • offrire un supporto operativo all’investitore nelle varie fasi di analisi, valutazione e realizzazione del processo di localizzazione, estendendo gli interventi di assistenza anche alla fase post-insediamento.

 

L’organizzazione del Programma, alla cui attuazione sovrintende direttamente il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Dipartimento per le Politiche di Sviluppo e Coesione), è strutturata in diverse Fasi/Azioni, alla luce delle quali è prevista un’articolata serie di Attività, e l’attivazione di Strumenti, per il raggiungimento di specifici Obiettivi.

 

 

 

 

FASI/

AZIONI

Definizione dell’offerta territoriale

Promozione e scouting

Contrattualizzazione della decisione d’investimento

ATTIVITA’

  1. Definizione indicatori di capacità competitiva e standard di qualità localizzativa;
  2. Progettazione e realizzazione sistema informativo;
  3. Costruzione e gestione Catalogo opportunità localizzative;
  4. Posizionamento e marketing strategico, analisi settori chiave.

 

  1. Analisi domanda localizzativa;
  2. Corporate directory;
  3. Definizione strategica marketing operativo;
  4. Predisposizione sito Attrazione Investimenti e documentazione promozionale;
  5. Network per lo Scouting della domanda di investimento
  6. Formazione ed esecuzione del Contratto di Localizzazione;
  7. Supporto operativo al processo di insediamento;
  8. After care ( post insediamento,delocalizzazione, ampliamento).

 

STRUMENTI

  1. Catalogo delle opportunità localizzative;
  2. Sistema Informativo.

 

  1. Investitor Scouting Network;
  2. Portale;
  3. Eventi.
  4. Contratto di Localizzazione
 

OBIETTIVI

“Costruire l’offerta” territoriale secondo una logica settoriale

Promuovere l’offerta generando manifestazioni di interesse

Assicurare l’univocità di riferimento per l’investitore e le condizioni di localizzazione

 

 

Nell’ambito del Programma Operativo,  viene attivato un nuovo strumento, il Contratto di Localizzazione (CdL) che è il risultato di un’azione sinergica per lo sviluppo economico promossa da Sviluppo Italia, il Ministero delle Attività Produttive ed il Ministero dell’Economia e delle Finanze.

 

Ad oggi, il CdL è lo strumento più efficace per rispondere alle esigenze degli investitori. Il Contratto, stipulato tra Sviluppo Italia S.p.A. , Amministrazione Pubblica a livello centrale e locale, e Impresa, ha l’obiettivo di garantire la pronta disponibilità di infrastrutture e aree industriali, veloci tempi di insediamento, sostegno alla ricerca e alla formazione, erogazione diretta di incentivi e di partecipazione al capitale di rischio ad opera di un unico interlocutore.

 

Finora, sono in via di approvazione 3  CdL, un altro è all’esame del MAP e altri 15 sono in itinere. Il Contratto di Localizzazione ha una prima dotazione finanziaria di 140  milioni di euro.

 

Nell’ambito del P.O., inoltre, è prevista un’Azione di Promozione e Scouting che, fra l’altro, prevede:

 

–                     la realizzazione, d’intesa tra S.I. ed I.C.E., di un portale Investinitaly, il primo Portale nazionale per gli investimenti in Italia che, oltre ad informare e promuovere il Sistema Italia, offre nelle varie lingue, a tutti i soggetti istituzionali coinvolti, uno strumento di aggregazione e condivisione delle attività. Il portale è stato ufficialmente presentato a Roma il 27 ottobre 2004, nel corso di una manifestazione cui hanno partecipato, oltre ai massimi rappresentanti delle due istituzioni interessate, anche il Ministro per le Attività Produttive, On. Antonio Marzano;

 

–                    la costituzione dell’Investor Scouting Network (ISN), formato da Studi Legali, banche d’affari, società di consulenza, ecc. con l’obiettivo di:

 

a)                individuare la domanda di potenziali investitori esteri;

b)                promuovere l’offerta localizzativi di SI;

c)                realizzare il follow up dei contatti con le imprese;

d)                supportare l’investitore estero nella negoziazione del contatto.

 

I Paesi target  sono la Germania, la Francia, il Regno Unito, gli USA, i Paesi Bassi e la Cina.

 

Uno degli obiettivi più significativi del Programma Operativo è la individuazione delle aree – pilota: attraverso un articolato percorso, partendo dalla strutturazione dell’Offerta Territoriale (seguendo l’unico criterio – guida della competitività di settore), si arriva alla creazione di un vero e proprio Catalogo delle opportunità localizzative.

 

 Un primo importante risultato del Programma Operativo ha riguardato l’individuazione dei SETTORI STRATEGICI e dei SUB-SETTORI maggiormente attrattivi, scaturita da un’organica e capillare azione di analisi che si è basata sui seguenti fattori:

– settori in crescita e maggiormente dinamici;

– tipologia di flussi di IDE in entrata in Italia;

– settori strategici secondo gli orientamenti definiti dalle Agenzie di Sviluppo dei Paesi competitors.

 

I settori e sub-settori strategici scaturiti dalla metodologia suddetta sono i seguenti:

 

SETTORE

SUB-SETTORE

Aerospazio

Componentistica e sviluppo materiali

Automotive

Componentistica

Chimica

Chimica fine

ICT

Sviluppoo software

Meccanica

Meccanica strumentale

Nanotecnologie

R&S nei materiali

Scienze della vita

Biotecnologie; Farmaceutica

Turismo

Settore in fase di analisi

 

 

 

 

Successivamente, è stata valutata la capacità competitiva dei settori indicati e l’analisi dei vantaggi competitivi dell’Italia rispetto ai principali Paesi competitors. A tal proposito, sono stati definiti i fattori localizzativi più importanti per ciascuno dei settori e sub settori strategici individuati.

 

L’ultima parte del Programma Operativo comporterà l’individuazione del target verso cui orientare le attività di promozione.

 

 

 

Come stiamo sviluppando il programma operativo in Abruzzo?

 

Innanzitutto,  nel rispetto del modello relazionale di governance del Programma Operativo, definito dal DPS, che prevede il pieno coinvolgimento delle Regioni interessate, sia nel loro insieme che singolarmente, sono stati attivati rapporti di condivisione e di collaborazione con l’Assessorato alle Attività produttive della regione Abruzzo.

 

La prima azione sviluppata in Abruzzo ha riguardato un’attenta analisi del territorio, che si è basata su una metodologia ampiamente collaudata che incrocia dati quantitativi (dati statistici) e dati qualitativi (interviste ad opinion leader).

 

Sono state raccolte informazioni dettagliate relativamente ai seguenti aspetti:

 

 

 

L’analisi del territorio ha consentito l’identificazione, nei diversi Sistemi Territoriali regionali, dei sub-settori più competitivi in chiave di attrazione di investimenti esteri.

 

Per l’analisi settoriale ci si è basati, oltre che sugli indici di specializzazione e sulla presenza di determinati tipi di imprese, anche sui settori che “emergono” dalla programmazione regionale.

 

La metodologia alla base dello sviluppo del Programma Operativo implica la definizione di 2 tipologie di aree territoriali:

  • sistemi territoriali competitivi;
  • sistemi territoriali di minore competitività.

 

L’ultimo passaggio ha riguardato la selezione dei sistemi territoriali in cui i settori e sub-settori strategici hanno una certa consistenza e che, quindi, possono essere definiti sistemi competitivi.

 

Per tali sistemi territoriali è stato determinato il posizionamento  mettendo in correlazione Qualità, intesa come convenienze offerte dal sistema rispetto ai  fattori localizzativi dello specifico sub-settore, e Costi,  ovvero convenienze offerte dall’area rispetto alla struttura dei costi dello specifico sub/settore.

 

In prima istanza, sulla base della metodologia enunciata, finalizzata a costruire l’offerta territoriale secondo una logica settoriale,  in Abruzzo sono stati individuati  due sistemi territoriali:

  1. L’Aquila (comprensorio aquilano)
  2. Chieti  (Sangro-Aventino).

 

Il sub settore strategico di riferimento individuato per il primo sistema è il “Farmaceutico” (Settore “Scienza della vita”); per il secondo, invece, il settore strategico di riferimento individuato è il “Meccanico”.

 

Alla luce della matrice Qualità/Costi dei fattori localizzativi rilevanti per il settore, sia il sistema territoriale aquilano che quello del Sangro-Aventino si caratterizzano per costi medi e bassa qualità: detta matrice dà anche una visione complessiva dei sistemi territoriali nazionali concorrenti per livello di competitività.

La scelta delle 2 aree è stata condivisa dai principali attori regionali. L’Assessorato alle Attività produttive, con una nota formale indirizzata a Sviluppo Italia, ha manifestato il suo apprezzamento sia per quanto riguarda la definizione del percorso metodologico seguito per individuare i settori strategici e le aree competitive, sia per la scelta dei 2 Sistemi Territoriali.

 

Analogo apprezzamento è stato manifestato dagli attori locali che hanno partecipato ai work-shop di presentazione, tenuti nel corso del mese di dicembre, dei primi risultati del Piano Operativo “Attrazione Investimenti”, e si confida che altri consensi possano essere manifestati (almeno si spera) nei  prossimi seminari in programma nel prossimo mese di febbraio.

 

Mi sembra giusto puntualizzare, per evitare critiche e perplessità, che la metodologia a base dello sviluppo del Programma Operativo, pur enfatizzando i Sistemi Territoriali Competitivi, in cui sono presenti i settori e sub-settori strategici, non sottovaluta né accantona, né tanto meno trascura gli altri sistemi territoriali a vocazione non strategica, per i quali sono previste specifiche azioni finalizzate a definire preliminarmente il gap di competitività e, successivamente, a progettare/attuare interventi tesi ad una progressiva riduzione/eliminazione dello stesso.

 

L’ultima azione relativa all’Abruzzo ha riguardato un’analisi dettagliata del settore turistico, che si è basata su indagini statistiche e valutazione della strategia turistica regionale. 

 

L’analisi  ha consentito di raccogliere indicazioni sui sub-settori turistici e sui territori considerati strategici/prioritari dalla Regione Abruzzo.

 

Lo sviluppo del Piano di marketing territoriale (teso, va ricordato, all’attrazione di investimenti esteri) ci ha fornito importanti indicazioni sui fattori sui quali deve far leva l’Abruzzo per rilanciare la sua economia  e tornare ad essere in grado di attrarre nuovi investimenti esteri.

 

Questo problema diventa cruciale per la nostra regione dal momento che, come evidenziato,  è quella meno capace di attrarre flussi di IDE.

 

L’Abruzzo sta vivendo, come nota giustamente il Prof. Mauro, una fase di riflessione e cambiamento, dopo un periodo di grande sviluppo e modernizzazione (1964-1994).

 

 Il marketing territoriale, se ben utilizzato e, soprattutto, se riusciremo ad integrare i diversi Piani finalizzati all’attrattività, può costituire un ottimo strumento per ridare slancio e vigore alla nostra economia.

 

Ma la capacità di attrarre nuovi investimenti, di innervare, attraverso intelligenti politiche di marketing interno, le reti corte dell’economia regionale, di conquistare nuovi mercati di sbocco per i nostri prodotti, di valorizzare l’ingente patrimonio, non solo ambientale ma anche storico-culturale abruzzese, presuppone una maggiore apertura del sistema  economico e produttivo e la valorizzazione e messa in rete del sistema della conoscenza e della ricerca, il quale va collegato con il sistema produttivo.  

 

E’ necessario, quindi, al più presto, dinamizzare l’apparato produttivo regionale rendendolo capace  di esprimere un elevato livello di innovazione,  facendo leva sulle competenze e sulle conoscenze radicate sul territorio, per consentire ai sistemi locali regionali di porsi  come  poli di eccellenza tecnologica, progettuale, stilistica e tecnico-professionale a livello internazionale, così da facilitare l’attrazione di nuovi flussi di IDE.

 

La crescente attenzione al tema dell’attrazione di Investimenti Esteri è motivata dai diversi benefici che possono derivare dalla localizzazione di nuove attività per lo sviluppo economico locale, quali:

  • Crescita dell’occupazione;
  • Aumento dello stock di capitale;
  • Trasferimento di tecnologia;
  • Apertura di nuovi mercati;
  • Miglioramento delle condizioni macroeconomiche;
  • Sviluppo delle “componenti immateriali”.

 

Il Piano di marketing  territoriale, quindi, per essere efficace deve necessariamente essere accompagnato da azioni attivate dai policy maker e dal mondo dell’impresa,  finalizzate a rendere più attrattivo il sistema regionale nel suo complesso.

 

Ricerca, innovazione, internazionalizzazione: sono questi i fattori su cui puntare per competere su mercati sempre più aperti e flessibili e per ridare slancio e vigore all’economia regionale.

 

Ferdinando Marsili

??????

Sviluppo Italia Abruzzo

 

Print Friendly, PDF & Email

Condividi