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Pescara. Trasporti: Tua, richiesto Piano industriale

Forza Italia chiede di conoscere il piano industriale della nuova società unica dei trasporti creata in Abruzzo. L’appello è partito questa mattina dal presidente della Commissione di Vigilanza in consiglio regionale, Mauro Febbo, e del capogruppo di Forza Italia, Lorenzo Sospiri. “Non è pensabile – sottolinea il capogruppo Sospiri – che il sottosegretario Camillo D’Alessandro continui a comunicare senza nessun contraddittorio: forse dimentica che Tua è di tutti, dell’Abruzzo, e noi siamo pronti a dare il nostro contributo sostenendo anche i sacrifici per rilanciare il settore dei trasporti ma pretendiamo che ci venga consegnato il Piano industriale e che se ne dibatta in Commissione. Siamo a disposizione della maggioranza per scongiurare la perdita dei posti di lavoro e la drastica diminuzione delle corse di linea”. Per Sospiri “la nuova società unica Tua è diventata una cosa di Camillo D’Alessandro, ovvero di D’Alfonso, visto che a quanto pare sono a conoscenza di cose di cui noi, i cittadini, gli utenti, i sindacati, non hanno nessuna contezza. A quanto pare una bozza di Piano industriale sarebbe stata consegnata solo alle organizzazioni sindacali, speriamo a tutte”. “Secondo le intenzioni della maggioranza – spiega Febbo – Tua nasceva con l’obiettivo di generare risparmi ma restano solo negli annunci, e non ne vediamo neanche l’ombra. Di concreto ci sono solo le dimissioni di D’Amico che testimoniamo come all’interno della società ci siano dei contrasti gestionali piuttosto rilevanti. Intanto anche le Organizzazioni sindacali cominciano a parlare di esuberi. Eravamo e siamo convinti che la fusione doveva essere preceduta dall’accordo sindacale per un nuovo contratto anche per chiarire le cose sugli esuberi che ci risultavano. D’Alessandro addirittura ha parlato di un solo licenziamento mentre le organizzazioni ne annunciano 45 nell’immediato e successivamente almeno 20 nella società di Sistema. I sindacati evidenziano anche che i fornitori non vengono pagati, ad eccezione del carburante; sono pagati con ritardo i contributi previdenziali (ritenute) con le conseguenze sanzioni e interessi e qualcuno annuncia che dal mese prossimo potrebbero non essere pagati gli stipendi. Intanto non viene ancora liquidata la quadrimestrale. In virtù delle nuove disposizioni governative – conclude Febbo – ci saranno anche altri problemi in futuro a causa della scelta di creare una società in house, cioè tutta pubblica”.

 

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