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Pescara, porto: Imu, Tares e tasse sospese fino a 2014

Il pagamento delle tasse comunali Imu e Tares-Tarsu sospeso sino al 2014 non solo per la marineria, ma anche per gli operatori portuali del settore commerciale residenti a Pescara: a ufficializzare la decisione è stato, ieri, il sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia, al termine dell’incontro con l’assessore ai Tributi, Massimo Filippello, e con Bruno Santori, in rappresentanza della Sanmar, e i pescatori Mimmo Grosso e Giovanni Verzulli.
«I pagamenti del 2013 saranno rinviati sino al 2014», ha spiegato Mascia, «quando sarà comunque data l’opportunità a tutti di rateizzare i pagamenti, in modo da non arrivare alle successive scadenze con l’acqua alla gola. L’ufficio tributi, su mandato della giunta, sta predisponendo la relativa delibera che sottoporremo all’esame del consiglio comunale entro il 13 maggio prossimo, ossia non appena il governo stesso avrà deliberato sull’Imu. Il nostro obiettivo è quello di venire incontro alle esigenze di quelle imprese e lavoratori che sono in forte difficoltà dopo un anno di inattività forzata».
«Ho anche contattato il sindaco di Silvi, Gaetano Vallescura», ha aggiunto Mascia, «per fissare un incontro con alcuni operatori della pesca che, pur lavorando a Pescara, abitano a Silvi, per verificare la possibilità di un’applicazione della stessa agevolazione anche per loro».
Un’altra buona notizia per la marineria pescarese è giunta, sempre ieri, dalla Regione. L’assessore regionale alla Pesca, Mauro Febbo, infatti, ha annunciato che,per quanto riguarda la Cig (Cassa integrazione in deroga) per i lavoratori della marineria di Pescara, «nel corso dell’incontro al ministero abbiamo ricevuto parere favorevole alle nostre richieste». «Nel corso della riunione», ha spiegato l’assessore, «tutte le organizzazioni professionali e sindacali hanno votato la modifica relativa alla Cig destinata agli operatori del porto di Pescara» per la quale si erano profilate alcune difficoltà, visto che nel 2012 non avevano praticamente effettuato nessuna giornata di lavoro. «Se il decreto interministeriale avesse mantenuto inalterato il dispositivo del 2012», ha aggiunto Febbo, «con la cassa integrazione riconosciuta per un periodo non superiore alle giornate retribuite al lavoratore nell’anno precedente, ben 166 marittimi sarebbero rimasti senza nessun sostegno. Ora però, grazie al lavoro portato avanti i questi mesi, siamo riusciti a ottenere questo risultato importante in attesa del Tavolo tecnico che si riunirà il 7 maggio e nel corso del quale si discuteranno le modalità per reperire i fondi».
Per quanto riguarda la deroga al fermo biologico, «anche in questo caso», ha concluso Febbo, «abbiamo registrato il sostegno unanime delle organizzazioni e i vertici del Mipaaf si sono impegnati ad effettuare tutte le valutazioni scientifiche del caso per arrivare ad una risposta ne più breve tempo possibile».

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