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Pescara, dragaggio: 60 mln di danni 

Il presidente della Camera di Commercio di Pescara, Daniele Becci, intervenendo nel corso di una conferenza stampa in merito al dragaggio del porto del capoluogo adriatico, bloccato nei giorni scorsi dalla magistratura nell’ambito di un’inchiesta sulla presenza di pesticidi, ha parlato di una «situazione drammatica e di un disastro economico da cui bisogna assolutamente venir fuori» ed ha annunciato che sono in corso «profonde riflessioni, perchè qualcuno il conto lo dovrà pagare». Alla presenza del presidente della Provincia di Pescara e commissario per il dragaggio, Guerino Testa, e dei rappresentanti dell’ente camerale, Becci ha evidenziato il valore economico ed i danni dei settori coinvolti: «quello della balneazione – ha detto -, che ha un volume d’affari, tra Montesilvano (Pescara) e Pescara, di 38,5 milioni di euro; quello della Pesca, con 80 pescherecci, 70 vongolare, 10 lampare e 600 addetti (10 mln di euro); quello del traffico commerciale e turistico (15 mln di euro)». «Vorremmo capire perchè ogni volta ce c’è un’iniziativa – ha proseguito Becci – spuntano fuori una serie di esposti che bloccano la città. Iniziamo a pensare che ci sia una volontà di fermare tutte le iniziative che sviluppano l’economia. Questo non è un attacco alla magistratura, che ha l’obbligo di esercitare l’azione penale, nè alle associazioni ambientaliste, per cui nutriamo il massimo rispetto. Ma vogliamo che lo stesso rispetto sia dato a noi». Sottolineando che «Pescara è allo sbando e la situazione del Porto è definitivamente compromessa», Becci ha chiesto di sapere quale sia «il soggetto che deve dirci quale intervento portare avanti e in che modo» ed ha invitato i parlamentari abruzzesi ad «interessarsi alla vicenda perchè saranno loro ad essere chiamati in causa, dato che Testa è stato lasciato solo». Il commissario straordinario per il dragaggio, Guerino Testa, ha affermato che «se le ipotesi di ambientalisti, geologi e di tutti coloro che hanno dipinto Pescara come un inferno saranno confermate, dovremmo interdire la balneazione e chiudere anche il mercato ittico. Ma se i dati dovessero essere smentiti – ha precisato – qualcuno dovrà pagare, perchè è stata danneggiata l’immagine della città». Durissime le parole del pescatore Francesco Scordella: «Dovete vergognarvi tutti – ha detto – e dovete assumervi le vostre responsabilità. Si parla tanto di sicurezza sul lavoro, ma sapete in che condizioni lavoriamo? Prima o poi – ha concluso – ci sarà qualche disgrazia e allora capirete».

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