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Pescara. Confindustria Abruzzo, quadro sconfortante dalla relazione semestrale

La caduta della domanda dei beni di consumo, la carenza di liquidita’ che investe in particolar modo il sistema delle piccole e medie imprese, la crescita delle ore di cassa integrazione con una vera e propria esplosione di quella in deroga. E’ quanto emergere dall’Indagine semestrale sull’industria abruzzese relativa al secondo semestre 2012. I dati sono stati illustrati alla stampa, questa mattina, a Pescara, da Mauro Angelucci, presidente degli industriali abruzzesi. Il rapporto mette in evidenza “una situazione di grande criticita’ e difficolta’” e “particolari segnali di cedimento che rischiano di mettere a repentaglio il futuro stesso dell’imprenditoria e della collettivita’”. Nello specifico, il tasso di disoccupazione a livello regionale e’ aumentato di un ulteriore 0,5 per cento, anche se e’ risultato inferiore alla media nazionale. Da segnalare l’ulteriore decremento del numero di aziende manifatturiere presenti a livello regionale. Nel secondo semestre del 2012, infatti, il saldo netto e’ stato negativo per 143 unita’ che si aggiungono alle -305 del I semestre. Si evidenzia quindi un saldo demografico annuale negativo per 448 unita’, piu’ grave di quello registrato nel 2011, quando le cancellazioni avevano superato le iscrizioni di 388 unita’. L’indagine mette inoltre in risalto il sostanziale blocco degli investimenti. Le aziende abruzzesi che hanno investito sono infatti meno del dieci per cento. Gli investimenti hanno guardato solo i settori: chimico, gomma e plastica; farmaceutico; elettronica; alimentari e bevande. La situazione di sostanziale blocco degli investimenti continuera’ anche nel I semestre 2013. Inoltre i dati mostrano il perdurare di una sostanziale stabilita’, con orientamento all’ulteriore contrazione, degli indicatori produttivi, una nuova frenata delle vendite ed una tendenziale stagnazione delle esportazioni. Alla luce di questa situazione Confindustria teme il fenomeno della deindustrializzazione e non esclude possibili delocalizzazioni verso contesti produttivi piu’ favorevoli, come sta avvenendo anche in altri contesti regionali ed europei. Per Confindustria il trend che emerge dall’Indagine “e’ particolarmente indicativo di una situazione in essere che e’ senza dubbio grave e che sicuramente non potra’ migliorare nel breve” e “sono quanto mai necessari interventi strutturali volti a sostenere la ripresa del comparto produttivo che rischia, nel frattempo, letteralmente di sgretolarsi”. L’associazione degli industriali chiede “misure aggiuntive a sostegno delle imprese e dell’occupazione” e “un particolare impegno con riferimento ad una serie di interventi a valenza nazionale”. Nello specifico Confindustria chiede di rendere il piu’ efficace e tempestivo possibile il pagamento dei crediti della Pubblica Amministrazione alle imprese; stimolare il Governo nazionale a riconoscere le aree di crisi regionali individuate dalla giunta regionale ed intervenire a livello nazionale per assicurare i finanziamenti ed il sostegno politico necessari per la ricostruzione della citta’ di L’Aquila e del cratere. Inoltre chiede di implementare azioni di rafforzamento del sistema creditizio e di ispirare la politica energetica regionale agli indirizzi contenuti nella Strategia Energetica Nazionale. Tra le richieste anche quella di favorire lo sviluppo del turismo, specialmente con riferimento alle aree interne, in un’ottica prettamente eco- sostenibile.

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