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Pescara. Commercio, vetrine e insegne spente per protesta

La Confcommercio ha deciso: per protestare contro l’operato del Comune di Pescara, l’associazione di categoria ha deliberato di promuovere lo spegnimento graduale delle insegne e delle vetrine delle attivita’ cittadine, come annuncia il presidente, Ezio Ardizzi. “Siamo veramente stufi – spiega – di un’amministrazione che continua a fare orecchie da mercante ad ogni nostra richiesta mentre intorno si assiste alla fine del commercio e al declino economico della citta’”. Con lo spegnimento di insegne e vetrine, che per la Confcommercio dovra’ interessare tutto il territorio, si arrivera’ ad avere “una citta’ triste, macabra, insicura che sara’ lo specchio del fallimento della strategia di questo Comune”. La giunta Mascia viene accusata di aver portato avanti “interventi scriteriati e una politica fiscale insostenibile” con difficolta’ enormi per ditte e famiglie. Gli ultimi fatti contestati dalla Confcommercio sono l’intervento su corso Vittorio, che “ha gia’ azzerato gli incassi delle attivita’ della zona”, e le cartelle Tares che “sono piombate sulle aziende come macigni impossibili da corrispondere”. L’associazione annuncia di essersi attivata per partecipare alla manifestazione delle imprese del commercio, del turismo, dei servizi e dell’artigianato che si terra’ il prossimo 18 febbraio a Roma.

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