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Pescara. Coldiretti: formazione, commercializzazione e filiera corta del fiore

Una serrata promozione della ricerca, indispensabile per l’innovazione di prodotto e di processo, e  una nuova strategia di mercato per far conoscere l’importanza di un prodotto che contribuisce al miglioramento genetico delle colture agroforestali, abbellire l’ambiente, a purificare l’aria, a diminuire l’inquinamento e a regolare il microclima degli ambienti urbani. Si aprono nuove prospettive e numerosi margini di crescita per le 250 aziende florovivaistiche abruzzesi che insistono su una superficie di circa 370 ettari principalmente concentrati nelle provincie di Teramo (148 ettari), Pescara (103 ettari), Chieti (83 ettari) e L’Aquila (40 ettari) e sviluppano una Plv di 50 milioni di euro. Un piccolo esercito, soprattutto in termini di frammentazione fondiaria ed esiguo rispetto alle realtà regionali italiane ad elevata vocazione florovivaistica, ma che può offrire grandi opportunità visto l’elevato valore economico dei prodotti commercializzati, come è emerso questa mattina nel corso del convegno “Il florovivaismo tra scelte nazionali e nuovo piano di sviluppo rurale della regione Abruzzo” promosso da Coldiretti in collaborazione con Campagna Amica e Assoflora nell’ambito della Mostra del fiore Florviva del porto turistico Marina di Pescara. Un workshop per fare il punto sulla realtà florovivaistica abruzzese ma anche per tracciare le prospettive di un settore con margini di crescita inaspettati ma che, ad oggi, manca di una strategia regionale di sviluppo in linea con le indicazioni contenute nel piano nazionale del florovivaismo. “Il potenziamento della filiera florovivaistica rappresenta un’importante opportunità di crescita per l’economia abruzzese  – ha commentato il direttore di Coldiretti Abruzzo Alberto Bertinelli che ha iontrodotto l’incontro – sono necessarie però ricerca, sperimentazione e formazione professionale accompagnate soprattutto da una adeguata strategia di commercializzazione e di valorizzazione del prodotto florovivaistico abruzzese. Il florovivaismo, in virtù della sua multifunzionalità, è un settore che potrebbe offrire numerosi sbocchi occupazionali – ha aggiunto il direttore – non solo all’interno delle aziende agricole ma anche su alcuni settori specifici come per esempio la gestione del verde urbano”. Premessa da cui, dopo i saluti del presidente della camera di commercio Daniele Becci e del presidente di Assoflora Guido Caravaggio, si sono susseguiti gli interventi di Fabio di Pietro, responsabile Fondi strutturali di Coldiretti Abruzzo, che ha presentato invece le opportunità che si aprono con il nuovo piano di sviluppo rurale e di Lorenzo Bazzana, responsabile nazionale del florovivaismo di Coldiretti, che ha evidenziato le difficoltà del florovivaismo quali frammentazione dell’offerta, carenza di distribuzione e aumento della concorrenza internazionale e dei costi di produzione. Bazzana ha inoltre fatto un forte richiamo all’esigenza di un controllo delle importazioni tale da evitare il periodico ripetersi di situazioni come quella della xilella, devastanti per il sistema florovivaistico italiano in ermini di danni diretti e di commercializzazione dei prodotti vivaistici. Uno scenario complesso e articolato, da cui sono emerse le proposte di Coldiretti per la valorizzazione del settore in un’ottica nazionale: riduzione dei costi aziendali attraverso una politica fiscale mirata; miglioramento della ricerca e della formazione professionale attraverso opportuni investimenti; riorganizzazione dell’offerta e della commercializzazione facilitando l’accesso ai finanziamenti e puntando allo sviluppo della filiera corta per permettere alle imprese di essere più vicine al mercato e di ridurre i margini di intermediazione a vantaggio delle imprese stesse; valorizzazione e promozione dei fiori attraverso l’adozione di un marchio della produzione made in Italy e sostenendo azioni mirate anche attraverso il coinvolgimento del territorio. Da parte sua, l’assessore regionale all’agricoltura Dino Pepe, che ha concluso l’incontro, ha ribadito “l’impegno della Regione a contribuire con il nuovo Piano di Sviluppo Rurale, ad affrontare alcuni temi strategici come l’innovazione, l’organizzazione dell’offerta e la commercializzazione del prodotto e la valorizzazione del settore florovivaistico abruzzese”.

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