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Pescara, Aurum: deputati a tavolo negoziale con Ministero

“Ben venga il coinvolgimento dei parlamentari abruzzesi, promosso dalla Cgil di Pescara, sulla vertenza Aurum. L’incontro di oggi con alcuni deputati, finalizzato a coinvolgere il ministero dello Sviluppo Economico, puo’ senza dubbio servire a far assurgere a questa vicenda una connotazione nazionale con l’obiettivo di salvaguardare nel migliore dei modi e con tutti i mezzi un’azienda che non vogliamo affatto perdere, in provincia di Pescara, cosi’ come non vogliamo che i 25 addetti restino di punto in bianco senza lavoro”. E’ il presidente della Provincia, Guerino Testa, ad intervenire sulla riunione promossa oggi dal sindacato con alcuni parlamentari del territorio. Ricordando che l’impegno della Provincia e’ “massimo” su questa vicenda, d’intesa con la Regione e con il sindacato, Testa fa notare pero’ che “in questa come in altre vertenze sarebbe opportuno non fare distinzioni di casacca, nel senso che a tutela dei lavoratori e’ sempre bene coinvolgere i parlamentari di tutte le forze politiche, senza fare differenze o preferenze tra centrodestra e centrosinistra. Se la Cgil ha deciso appositamente di lasciare fuori il Pdl da questo tavolo non posso che scuotere il capo – conclude il presidente della Provincia – perche’ di fronte a problematiche cosi’ delicate le ideologie non esistono e bisogna, anzi, auspicare e perseguire grande compattezza e unita’ di intenti”

L’INCONTRO DEI DEPUTATI ABRUZZO AL TAVOLO NEGOZIALE CON MINISTERO
Alla riunione con il segretario della Cgil, Paolo Castellucci e il segretario della Flai Cgil, Patrik Guobadia, hanno partecipato Antonio Castricone, Vittoria D’Incecco, Gianni Melilla e Gianluca Vacca che hanno deciso di “coinvolgere il Ministero dello Sviluppo Economico e quello del Lavoro per aprire un tavolo negoziale, alla presenza delle parti sociali, degli enti locali e della Regione per individuare soluzioni condivise che tutelino l’occupazione e la presenza produttiva dell’Aurum nel nostro territorio”. In una nota i parlamentari commentano che “la scelta della societa’ di chiudere lo stabilimento di Citta’ Sant’Angelo per delocalizzare a Saronno la produzione di un marchio cosi’ importante per il nostro territorio, appare grave e immotivata trattandosi di un’impresa non in crisi finanziaria e di mercato, che anzi nei primi mesi dell’anno ha incrementato del 20 per cento il proprio fatturato. Ci sembra assolutamente paradossale che un prodotto di ecellenza, legato profondamente alle radici storico culturali del nostro territorio, possa essere trasferito altrove e non invece essere valorizzato come produzione di eccellenza da sviluppare in questa zona”. I quattro auspicano di individuare “forze imprenditoriali locali disponibili e rilevare e investire sul marchio”.

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