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Pescara. Assemblea annuale Confindustria, ecco la fotografia dell’economia pescarese

Di seguito la prima parte della relazione del presidente di Confindustria Pescara.

Dalla recente analisi della CCIAA di Pescara, i dati della provincia per l’anno 2012 continuano ad essere non gratificanti, soprattutto per quanto concerne l’occupazione, le concessioni di credito, lo stato di solvenza, i consumi delle famiglie e di conseguenza il sistema imprenditoriale. Quest’ultimo, sebbene Pescara a fine 2012 abbia dimostrato una certa vivacità registrando un miglioramento del tasso di sviluppo, grazie all’aumento delle iscrizioni ed alla diminuzione di cessazioni, registra un saldo comunque negativo. Pescara è stata infatti l’unica provincia abruzzese a registrare sia un aumento di iscrizioni cheuna diminuzione di cessazioni,eventi che, congiuntamente combinati, hanno portato il tasso di sviluppo della nostra provincia da -1,04% a -0,29%.Il Valore Aggiunto della produzione di beni e servizi della nostra provincia ha continuato ad aumentare, ma in misura inferiore rispetto allo scorso anno (variazione del +2,7% contro il +6,5% del 2011). Il settore trainante della nostra economia continua ad essere quello dei Servizi, sia in termini di numero di imprese che di termini di ricchezza prodotta.Questa situazione di difficoltà delle nostre imprese è andata ad incidere anche sul quadro occupazionale. Il tasso di disoccupazione, infatti, è passato dall’8,8% del2011 al 12,8% del 2012, un livello mai registrato negli ultimi dieci anni ed al di sopra della media regionale e nazionale. Andamento del tasso di disoccupazione Pescara, Abruzzo, Italia dal 2004 al 2012.Il numero di ore autorizzate di CIG, per il complesso dei settori di attività economica, nel 2012, è aumentato, ma di poco, rispetto all’incremento registratosi lo scorso anno, segnando un incremento dell’ 1,23% (contro il27% del 2011), valore molto al di sotto della media regionale (+10%) e nazionale (+12%).Tale incremento è stato causato dal solo aumento del ricorso alle ore di CIG ordinaria, mentre diminuiscono le ore di CIG straordinaria.Dopo l’aumento di esportazioni verificatosi nel 2011 pari al +23,7%, causato forse dal fatto che esportare aveva rappresentato l’unica alternativa al calo dei consumi interni, Pescara, a fine 2012, segna una variazione rispetto al 2011 del -2,9%, al pari di quanto accaduto, anche a livello regionale (-4,8%). L’export italiano è passato invece da +11,4% a +3,7%. Pescara, tuttavia, si è mantenuta al di sopra del decremento subito dalla nostra regione. Settore trainante, nonostante la perdita di quasi 5 punti percentuali rispetto allo scorso anno,permane ancora quello della Metalmeccanica ed elettronica che da solo ha rappresentato il 37% delle esportazioni pescaresi.Un particolare interessante: la contrazione del settore Alimentare del -3,8% non ha minimamente interessato le Bevande, in cui è ricompreso in maggior misura il Vino, e le cui esportazioni sono aumentate in valore del 12%.Concludendo, la crisi economica è ancora in atto e le previsioni per il 2013, non sono di certo migliori. E’ infatti solo a fine 2014 che, secondo le previsioni di Unioncamere-Prometeia, si potranno cominciare ad intravedere i primi segnali di ripresa.In questo quadro Partiti, Istituzioni, Sindacati, le stesse Associazioni del mondo imprenditoriale sembrano congelate, incapaci di cambiare. La nostra Organizzazione per prima deve attrezzarsi energicamente, deve agire da battistrada per innovazione e crescita, alla testa del profondo cambiamento che è necessario all’Italia. Ribadisco: la soluzione può venire solo da noi, dal nostro impegno, dalla nostra coesione, dalla nostra capacità.

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