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Officina L’Aquila, Comitato Filiera dell’Edilizia: creato presso l’Api un data base per fermare le imprese “mordi e fuggi”

Trecentocinquanta famiglie e un totale di 130 ml di fatturato l’anno è il biglietto da visita del Comitato Filiera dell’Edilizia (Cfe) dell’Apindustria aquilana (Api): in Officina L’Aquila 2014 è entrato come padre fondatore del Comitato Promotore e sarà al IV Salone della Ricostruzione il prossimo 2 aprile per sostenere e fornire informative pratiche alle imprese della ricostruzione.

Promosso e coordinato da Carmine Scimia, è un un network di imprese di fornitura – rivenditori di materiali, noleggio macchine e attrezzature, ecc… specificatamente coinvolti nelle tematiche della ricostruzione – decise ad arginare il fenomeno delle imprese “mordi e fuggi”, quelle che vengono all’Aquila spacciandosi per affidabili e con forte liquidità, prendono i cantieri, incassano e poi si squagliano lasciando sul territorio solo gli insoluti e i danni di lavori da rifare da capo. Il “dissuasore” del fenomeno è un centro dati che il Comitato ha realizzato con tempo e perizia nel quale sono riportate le “abitudini di pagamento” degli operatori: prima di scegliere la ditta alla quale affidare i lavori di ricostruzione della propria casa, è possibile accedere al sistema e verificare la reale situazione di serietà e liquidità dell’impresa alla quale si vuole affidare il cantiere. Certamente, onde evitare di incorrere nelle censure della legge, sono state previste giuste contromisure: l’estratto sull’azienda deve essere richiesto da un iscritto al Comitato e per il tramite dell’Api (Associazione piccole industrie dell’Aquila) presso la quale il Cfe è costituito.

L’iniziativa, nelle aspettative, sarà portata avanti con il Comune che dispone solo di un elenco attualmente poco aggiornato, pubblicato sul sito, relativo alla situazione dei pagamenti di ciascun cantiere: nella sostanza un’informativa poco fruibile e incapace di prevenire commesse ed incarichi a male intenzionati. Di fatto, chi consulta il sito ha già conferito il mandato e scopre solo a cantiere avanzato che i pagamenti ai fornitori e ai subappaltatori sono indietro: un’anagrafe fine a se stessa, che fotografa lo stato dell’arte ma non previene il malaffare.

Anche a fronte della speculazione derivante dalla nuova disciplina sul concordato in bianco il Comitato – coinvolgendo i rappresentanti politici locali e le imprese virtuose – ha messo allo studio l’individuazione degli anticorpi contro il meccanismo perverso con il quale le imprese possono congelare i pagamenti dai 60 ai 180 giorni a mezzo di una semplice autocertificazione di difficoltà economico-finanziaria. Un provvedimento che all’Aquila renderebbe legale non pagare chi ha seriamente lavorato e quindi speso di tasca propria, con evidente, ulteriore e gravissimo, attacco al territorio e alle sue risorse: ad oggi, legge dello Stato compiacente, le piccole e medie imprese che lavorano in sub appalto delle grandi, sedicenti affidabili, possono restare con i conti in rosso dopo aver investito e pagato tutto con soldi propri, addetti compresi. A questo punto, i Durc negati alle imprese che scappano significano poca cosa, molto, invece, per chi all’Aquila ci vive e ci lavora da sempre, e che senza il Documento Unico Regolarità Contributiva smette definitivamente di lavorare.

Altra iniziativa è la fattibilità di joint ventures tra imprese e banche: gli imprenditori sanno come acquistare un’automobile ma non sanno come acquistare denaro garantendo se stesse. Una situazione esemplificativa potrebbe essere la seguente: se un imprenditore, un fornitore ed una banca si garantiscono reciprocamente, uno sulla esecuzione della commessa, uno sulla fornitura e l’altra sul credito il gioco è fatto, ecco la garanzia del credito e dell’affidabilità della consegna lavori.

Chiaramente, data la forza propositiva e fortemente orientata alla protezione della Città, il Comitato ha saputo acquisire un ruolo attore all’interno di Officina L’Aquila, con la quale si è integrata e ha disegnato un sistema di interfaccia con le imprese in funzione per tutto l’anno e non solo nei giorni del salone.

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