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Montesilvano: piano regolatore entro 2011

Sentire il parere dei cittadini e delle varie organizzazioni di categoria, attraverso un ciclo di incontri, per redigere, in maniera partecipata, una variante al Piano regolatore generale. E’ l’ultima iniziativa del Comune di Montesilvano

 

, presentata oggi dal sindaco Pasquale Cordoma, dall’assessore all’Urbanistica, Mimmo Di Giacomo, e dal docente universitario Lucio Zazzara, consulente del Comune per il progetto. Gli incontri con i cittadini avranno luogo, tra marzo e aprile, nelle diverse zone della città.
“Lavoreremo sulla qualità degli interventi – ha sottolineato Cordoma -, pensando ad una città diversa. Montesilvano ha bisogno di uno strumento di qualità. Abbiamo pensato ad incontri con i cittadini, ancor prima di quelli con le forze che operano sul territorio, proprio perché vogliamo sentire il loro parere, come vogliono che cambi il loro quatiere.  Mi auguro che vi sia un’ampia partecipazione”.
Il sindaco, secondo cui l’obiettivo è quello di “adottare il Prg in Consiglio comunale entro la fine del 2011”, ha fatto alcuni esempi di zone che hanno bisogno di un cambiamento: “Un lungomare diverso – ha sottolineato -, uno sviluppo sul lungofiume, area lasciata al degrado e alle esondazioni, e una via Vestina nuova”.
“Questa è la nostra idea di città che cambia – ha affermato l’assessore Di Giacomo -, una città che cresce in maniera armonica e non distratta. Oggi Montesilvano soffre per il Prg precedente, soprattutto dal punto di vista del traffico. Abbiamo anche in programma di coinvolgere le scuole, perché siamo convinti che gli occhi dei bambini dicano cose importanti”.
L’amministrazione comunale sottolinea che il Piano regolatore sarà redatto all’interno degli uffici tecnici del Comune, nonostante la carenza di personale, al fine di poter controllare le varie fasi, garantendo la qualità del risultato finale.
“Alla base c’é l’idea del territorio come testo già scritto su cui fare commenti – ha affermato Lucio Zazzara, ordinario di Urbanistica all’Università D’Annunzio di Pescara – e non come una lavagna da cancellare ogni volta. Bisogna cercare una lettura che consenta di mettere a fuoco i temi principali su cui costruire una città diversa, puntando ad un miglior utilizzo del patrimonio esistente”.

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