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Le Scuole paghino i servizi di pulizia: 26mila posti a rischio

Un incontro “immediato” con il Ministero dell’Istruzione: lo chiedono le organizzazioni datoriali e sindacali a tutela dei 26 mila lavoratori occupati nelle imprese appaltatrici dei servizi di pulizia nelle scuole,

 

che “già da luglio rischiano il posto di lavoro”. Legacoopservizi, Federlavoro-confcooperative, Fise Anip-Confindustria, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltrasporti-Uil si sono incontrate oggi a Roma per denunciare la situazione di incertezza che “non riguarderà solo i lavoratori ma anche e scuole con pericolose ricadute sui livelli igienici, sulla manutenzione ordinaria e sulla sicurezza”. Una “condizione di instabilità”, che secondo i sindacati “potrebbe sfociare in una manifestazione nazionale”.
“Con una direttiva ministeriale – ha spiegato Massimo Stronati di Federlavoro – è stata concessa la proroga dei contratti di lavoro degli occupati fino al 30 giugno, per poi introdurre una fase provvisoria di almeno un anno in cui alle singole scuole viene data la possibilità di provvedere autonomamente all’acquisizione di questi servizi: le scuole quindi potranno chiamare chi vorranno anche lavoratori senza precisi requisiti”. In questo modo, ha aggiunto Elisa Camellini di Filcams-Cgil, “si mettono in crisi anche le scuole che contano su questo personale per l’apertura e chiusura degli istituti. Vogliamo un incontro con il Miur e, per farci sentire, stiamo già predisponendo una manifestazione sindacale congiunta probabilmente davanti al Miur. I dettagli saranno stabiliti i primi di marzo”.
Sindacati e associazioni di impresa hanno ricordato che la scorsa settimana era stato fissato e poi cancellato, un incontro con il Miur. “Il Ministero ha dimostrato di avere un atteggiamento di chiusura verso chi rappresenta il settore – ha aggiunto Claudia Giuliani di Confindustria – occorre un tavolo tecnico per condividere le modalità di gara e la proroga dei servizi fino all’emissione delle convenzioni Consip”. “Preoccupazione” l’hanno manifestata anche Giovanni Pirulli di Fisascat Cisl (“ci è stato impedito di lavorare”)e Marco Verzari di Uiltrasporti (“se il problema è la razionalizzazione delle risorse, ci impegnamo a trovare una soluzione con il Miur”), mentre secondo Gianfranco Piseri di Legacoop Servizi, la direttiva del Miur “é in contrasto con la normativa nazionale (piano antimafia) e comunitaria”.

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