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L’arte fa bene all’impresa e alla città

Pescara, 29 agosto 2011 Si è proteso oltre la mezzanotte quello che doveva essere l’ultimo incontro firmato SPARTA – dell’altra arte, ma sarebbe potuto continuare ad oltranza per l’interesse che il tema della serata ha generato nell’”arena” del Circolo Aternino. Oltre 100 le presenze accolte dal dirimpettaio Ennio Flaiano che, attraverso la voce di Domenico Galasso, ha snocciolato alcune delle sue riflessioni più ironiche sul tema dell’arte e l’impresa. Anche per questi numeri l’Amministrazione Comunale ha deciso di prolungare la mostra fino al 20 settembre. Se nel momento storico del mecenatismo la cultura era vista come un bene che non produce reddito, “oggi”, afferma Marco Filippini, amministratore di EuroProjects, “la cultura può interessare all’impresa”. E la teoria è ampiamente ed efficacemente supportata dalle testimonianze di Marcello Zaccagnini, noto impresario abruzzese nel settore vitivinicolo e di Elena Petruzzi, eccellenza dell’imprenditoria femminile alla guida dello Sporting Hotel Villa Maria, intervenuti entrambi all’incontro Arte che impresa tenutosi lo scorso lunedì 29 agosto presso il Circolo Aternino. I due imprenditori hanno raccontato il legame fra le loro attività di business e l’arte, evidenziando che “un’impresa non ha un ruolo solo economico ma anche sociale”. Concetto sostenuto strenuamente anche da Edoardo Oliva, direttore artistico del Teatro Immediato, che è riuscito nell’”impresa”di coinvolgere 72 partner privati, offrendo loro benefit. I fattori di esternalità sono stati illustrati durante l’incontro da Alessandro Crociata, ricercatore in Economia e Cultura presso l’Università D’Annunzio di Chieti: “La cultura è un attivatore di progetti mentali e produce effetti positivi sull’individuo, facilitando la dinamica di interazione nelle aziende e aumentando le capacità di problem solving”. Nella nutrita schiera di relatori, caratterizzata da un’inusuale eterogeneità, ha colpito per i dati forniti l’intervento di Fabrizio Barbarossa, autore di Google Marketing, guida al più grande mercato del mondo: “ Nel mondo 124 milioni di persone ogni mese cercano la parola arte su internet”, un valore indice sia dell’interesse che ruota intorno a questo settore sia di quanto internet oggi rappresenti uno strumento ben più che valido per il settore artistico, grazie alla possibilità di fare comunità e business. Perfettamente in linea con Barbarossa l’intervento di Simone D’Alessandro, dottore di ricerca in Scienze Sociali presso l’Università D’Annunzio di Chieti: “Spesso la soluzione di un problema è il suo rovesciamento”, ha affermato il sociologo invitando i presenti a rovesciare i sistemi precedenti, guardando le cose con occhi nuovi. In un contesto in cui l’amministrazione pubblica spesso non riesce ad offrire alla cultura le opportunità che merita, Alessandro Addari invita a non aspettare che qualcuno offra delle occasioni: “I cambiamenti partono dal basso” ricorda il Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Pescara, portando l’esempio di Lucia Zappacosta, che con il progetto Videoartscope si è aggiudicata il premio Startimpresa 2009. La giovane gallerista, che ha partecipato all’incontro in qualità di rappresentante del distretto culturale che sta nascendo intorno a SPARTA, ha illustrato come la mostra sia diventata un contenitore di idee e riflessioni sul contemporaneo, coniugando le opere di 24 artisti under 35 di fama internazionale con le esperienze di alcune eccellenti aziende locali che con le loro diverse esperienze “hanno arricchito SPARTA, portando a un senso condiviso”. Un originale metodo organizzativo che ha incuriosito relatori e pubblico per le potenzialità, la progettualità e la capacità di attuazione delle idee. SPARTA, in meno di due mesi, si è imposto come luogo di aggregazione culturale, (oltre 500 presenze) arricchendo la città con contenuti e tematiche innovative e diventando un luogo di confronto sulla contemporaneità.
Di seguito, i punti principali toccati dai relatori nei loro interventi
Alessandro Addari: Lucia rappresenta il punto di contatto fra arte e impresa con il suo progetto Videoartscope, che si è aggiudicato il premio Startimpresa 2009 di Confindustria giovani Pescara. Lo Stato taglia i fondi alla cultura. Non ci aspettiamo che qualcuno ci dia l’opportunità: i cambiamenti partono dal basso
Fabrizio Barbarossa: Internet è un nuovo strumento che può diventare funzionale al business dell’arte. Al giorno d’oggi 2 miliardi di persone sono collegate alla rete (il 30% della popolazione mondiale). Ogni mese 1.830.000 persone si collegano alla rete per cercare arte. Nel Mondo 124 milioni di persone al mese inseriscono la parola arte nei motori di ricerca. C’è quindi un grande interesse per l’argomento e internet è fruibile da tantissime persone. Grazie ad internet possiamo fare comunità (forum, social networks) e fare business. Aldilà dell’aspetto tecnico è importante essere in grado di scrivere degli ottimi contenuti. Quindi CONTENT e SOCIAL sono due parole chiave per fare arte oggi.
Simone D’Alessandro: Esempi storici di connubio fra arte e impresa sono il libro bullonato e la bottiglietta del Campari, disegnati da Fortunato Depero. Rich Gold scrive “le leggi della pienezza”, regole sull’innovazione e sostiene che bisogna cercare una regola rovesciando i sistemi precedenti (ecosistema delle innovazioni). Spesso la soluzione di un problema è il suo rovesciamento. Forse dovremmo guardare le cose vecchie con occhi nuovi. Come può un artista fare mercato? I grandi artisti sono sempre stati imprenditori di sé stessi (da Dalì a Ken Follett). Essere artista ed essere imprenditori quindi può voler dire la stessa cosa. Bisogna sperimentare l’arte per creare nuove dinamiche.
Alessandro Crociata: Quale può essere il ruolo della cultura nelle tematiche di sviluppo? Secondo gli studiosi dell’economia della cultura ci sono 3 momenti storici: il mecenatismo, le industrie culturali e le piattaforme culturali.
Mecenatismo: la cultura è vista come bene che non produce reddito, è un mercato atipico. Il ruolo della cultura consiste nell’elevare lo spirito, è civilizzante per uno stato. Si sostengono teatri, musei, ecc nei centri storici.
Industrie culturali: A cavallo fra il XIX e XX secolo con le innovazioni tecnologiche e lo sviluppo dei media aumenta la domanda e anche nel pensiero economico si considera la cultura una fetta dell’economia, integrata con la filiera del turismo. Il settore culturale può produrre ricchezza.
Piattaforme culturali: la cultura produce valore non su una ma su più filiere. La cultura produce valore perché è un attivatore di processi mentali.
Quello che sta accadendo oggi è che il ruolo della cultura sta uscendo da un settore specifico e sta acquistando una valenza fondamentale in qualsiasi settore (si pensi ad architettura, moda, design…) Bisogna fare qualcosa di nuovo e solo la cultura può produrre questi effetti sull’individuo. La cultura facilita la dinamica di interazione nelle aziende: esperienze laboratori ali in azienda aumentano le capacità di problem solving. È dimostrato che il consumo di cultura agisce positivamente anche sulla raccolta differenziata.
Edoardo Oliva: per salvare il teatro immediato lui e i suoi soci hanno trovato 72 partner privati a cui in cambio del sostegno economico offrono corsi di dizione, comunicazione, tessere scontate… la crescita degli abbonamenti è stata esponenziale e anche alla Feltrinelli si è registrato un aumento delle vendite.
Zaccagnini: Diego Della Valle a Roma ha ristrutturato il Colosseo: per lui è stata una grande operazione di marketing. Joseph Beuys si è innamorato della sua bottiglia di vino definendola un’opera d’arte con del vino dentro. Anche James Rosenquist, l’unico padre della popart ancora in vita, si è innamorato del suo vino e l’ha ospitato a casa sua. Achi studia le strategie di marketing e il design per la sua azienda, Zaccagnini chiede di trasmettere emozioni. Non vuole che venga usata la parola “vino”. Iniziative della cantina: Uvarte e Pigro, concerto in memoria di Ivan Graziani. Ogni anno un artista dipinge un fiore per Ivan.
Elena Petruzzi:Un’impresa non ha un ruolo solo economico ma anche sociale. Abbiamo cercato di essere vicini a iniziative culturali del territorio, sostenendo mostre d’arte, festival del jazz, ospitando gli artisti anche nella stuttura per i convegni. Xenìa (ospitalità) è un’iniziativa in cui ospitiamo un artista chiedendogli di realizzare un’opera che poi rimane all’interno della struttura. Invitiamo appassionati e studenti, a cui diamo la possibilità di interagire con gli artisti.
Lucia Zappacosta: SPARTA è stata la dimostrazione che mescolando le carte si poteva avvicinare persone che non c’entravano niente. Oltre ad una mostra è diventata un contenitore di idee dove riflettere sulla contemporaneità e dove le aziende si sono potute presentare. A Pescara serve un posto in cui confrontarsi su queste tematiche. Pubblico vario e contenuti innovativi. Il punto di contatto è la serietà con cui si porta avanti la ricerca. Competenza, sperimentazione, capacità e coraggio di portare avanti esperienze. Partire da punti di vista diversi, con persone diverse, ha arricchito SPARTA, ha portato a un senso condiviso. Abbiamo contattato aziende che hanno portato la loro competenza, Rò Film per le riprese, Arago Design che ha fatto una bellissima presentazione, Abruzzo Impresa per la comunicazione stampata e molti altri ancora. Ad ognuno di loro abbiamo chiesto uno scambio per essere competitivi. Ci piacerebbe che questo gruppo si ampliasse per continuare a discutere di contemporaneità. L’arte contemporanea è una leva competitiva per la nostra città, grazie anche a chi è venuto prima di noi, i Fuori Uso di Cesare Manzo, Beuys a Bolognano. Pescara nelle fiere di arte contemporanea non viene mai confusa con altre città dal nome simile, come Pesaro o Perugia.
Marco Filippini: La cultura oggi può interessare all’impresa. Portare in azienda l’arte non p una cosa di facciata. La creatività e l’innovazione, se portati in azienda, non possono non portare benefit. Più che alla formazione di un distretto culturale auspico alla nascita di una piattaforma che tenga uniti arte e impresa.

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