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L’Aquila, Squinzi, Orsolini: tutti e tre insieme si potevano evitare

Bene avrebbe fatto il Presidente di Confindustria a recarsi oggi all’Aquila come Presidente di Mapei: venire ad inaugurare la sala mostra di un suo cliente con le insegne di Confindustria addosso non è stata una scelta opportuna. E non si dica che è all’Aquila come imprenditore e non in veste ufficiale, come ha sostenuto Confindustria L’Aquila in un tentativo peregrino di prenderne le parti, perché l’invito di Orsolini parla chiaro e la tappa nella locale Associazione datoriale pure. Che non ci siano state comunicazioni ufficiali provenienti da Roma – che comunque ha autorizzato l’operazione – è un fatto privo di qualsiasi significato. Seppure fosse solo per dovere o formalità, Squinzi nella locale Confindustria ci è andato e certo non lo ha fatto rispondendo ai doveri di un imprenditore qualunque, bensì a quelli del Presidente dell’intero Sistema: o vogliamo ipotizzare un cambio di vessilli prima di entrare e quando è riuscito, come sembra potersi dedurre dalle dichiarazioni di chi ha esplicitato ufficialmente il senso della sua presenza?20140911_175211_resized

In questi anni all’Aquila non si è mai visto, circostanza notata da tanti, ma adesso sbuca fuori per rendere omaggio ad un suo cliente: ha fatto bene, ha curato i suoi interessi, ma come Presidente deve curare quelli di tutti gli Imprenditori e all’Aquila con il biliardino gigante magari se ne trovano pure tanti… Tra eventi selezionati e occasioni di rilievo all’Aquila se ne sono visti di tutti i tipi ma mai il Presidente è venuto nella Città ferita, neanche per un Confindustriale Aquilano, e dire che le occasioni non sono mancate… quanti gli inviti gli sono stati inoltrati… Venire a parlare di Ricostruzione adesso, a Noi che qui ci stavamo per lasciare la pelle, forse anche più nel post terremoto che nel durante, in uno showroom e per l’inaugurazione di un viterbese che è venuto solo nel Cantiere più grande d’Europa, bèh, bèh… si rischia di pestare i calli a chi con il terremoto non ha perso solo i familiari, la casa e il lavoro ma pure la salute.

Senza entrare nel paniere delle disgrazie che hanno colpito gli aquilani con la tragedia del 6 aprile – perché tanto solo tra loro se le possono raccontare, per gli altri è acqua passata e trattasi di lamentela acida come il latte andato a male – il dato da tenere in debita considerazione è il seguente, e ce lo dice chiaro chiaro Donatella Martini, la conoscono tutti perché la sua è un’azienda storica di quelle che esistono fin dal dopo guerra, e se ne capisce il perché: mette tutto quello che ha sul territorio, soldi compresi, come ha fatto a fine aprile 2009. “Noi abbiamo riavviato l’attività subito, abbiamo lavorato all’aperto per 2 anni, c’erano solo macerie e ce le siamo levate da soli se volevamo continuare ad esistere. I locali li abbiamo rifatti a spese nostre e solo nel 2011: gli 80mila euro del Comune sono stati una goccia nel mare. Abbiamo ripreso tutti i dipendenti poco per volta e siamo andati avanti: molti di loro rappresentano famiglie monoreddito, non potevamo pensare solo agli affari nostri”. E dello stesso tenore era l’uscita di ieri di Carmine Scima a nome di tutta la Filiera della Ricostruzione, 350 famiglie per 130 ml di fatturato.

Squinzi e Cialente al taglio del nastro

Squinzi e Cialente al taglio del nastro

La questione non è di campanile, né contro la logica commerciale, ma semplicemente di opportunà: in questo territorio si sono consumate tragedie che non vale più la pena di stare a raccontare, e prima che si torni ad una normalità interiore passeranno un paio di generazioni, tre o quattro per una normalità infrastrutturale. Forse si poteva venire ad inaugurare qualcosa di appartenente al territorio, magari di qualcuno che tanto si è speso in questi anni bui, per tanti ancora un tunnel senza luce.

Tutto qua. Il mondo non è fatto di affari. Tutt’altro. Ci sono rispetto, amicizia, devozione, amore per la propria terra, aiuto al vicino di casa… credito alle aziende del territorio sprovviste di assicurazione: l’insieme costituisce la dignità e l’orgoglio del nome che si porta. Che certo non si compra con un paio di banner.

E se il Presidente vuole tornare ancora, ed è fin d’ora invitato, gli spieghiamo pure la storia degli aquilani che sarebbero solo degli assistiti. E magari anche quella dei fondi sisma che Confindustria L’Aquila ha girocontato sul suo conto ordinario e dei quali non ha eseguito separata rendicontazione. Ma su questo probabilmente riceverà notizie dalla Procura che, a quanto pare, ha deciso di vederci chiaro.

L’Aquila, 11 settembre 2014

Maria Paola Iannella

Consigliere Confindustria espulso da Confindustria L’Aquila

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