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L’Aquila, Salone Ricostruzione. Santori (Confesercenti): la ricostruzione rapida un diritto degli imprenditori

Tra le associazioni di categoria presenti alla terza edizione del Salone della Ricostruzione non poteva mancare la Confesercenti del neo presidente regionale Bruno Santori, al quale abbiamo chiesto un pensiero su L’Aquila e il Salone.

Che significato ha per voi partecipare al Salone della Ricostruzione?

«Vuol dire sostenere innanzitutto il diritto degli imprenditori aquilani ad una ricostruzione rapida, efficiente, che non rimetta in piedi solo le mura ma sostenga anche le economie del territorio. E credere anche che la ricostruzione possa essere un momento determinante per far ripartire l’economia dell’Abruzzo. La ricostruzione può essere una grande occasione di crescita economica che l’Abruzzo, a causa di troppe e inutili lungaggini burocratiche, divisioni politiche, litigi, rischia di sprecare irrimediabilmente».

Siate stati già presenti al Salone della Ricostruzione? Se sì, che cosa vi ha portato a confermare la vostra presenza?

«Siamo già stati presenti e ripetiamo la nostra esperienza perché crediamo sia un’occasione preziosa di relazioni. Abbiamo fra l’altro appena compiuto una scelta coraggiosa: la Confesercenti aquilana è tornata in centro, è la prima grande confederazione di imprese a prendere questa decisione e ne siamo orgogliosi. Siamo in corso Federico II, nel palazzo dell’ex Standa, e di questo va dato un riconoscimento importante al gruppo dirigente provinciale e comunale della Confesercenti».

Cosa pensate della situazione dell’Aquila a quattro anni dal terremoto?

«La situazione è asfittica. La Confesercenti ha aiutato da subito le imprese a ricollocarsi, agevolando la realizzazione di gallerie commerciali. Ma questo ovviamente non basta. La certezza delle risorse, che pare essere in dirittura d’arrivo, dovrà per forza di cose cambiare la situazione. Ad oggi le burocrazie incrociate e i commissariamenti hanno prodotto obiettivamente poco».

Che cosa auspicate per il futuro dell’Aquila?

«Vogliamo che L’Aquila torni ad essere la città di riferimento per le aree interne dell’Abruzzo e possa svolgere pienamente il suo ruolo di capoluogo regionale. La crisi della città inizia prima del terremoto, e abbiamo tutti il dovere preciso di far sì che ci siano nuove certezze nell’occupazione. Noi siamo convinti che il terziario possa essere il settore primario della città, ma occorrono scelte strategiche forti. Chi lavora nel turismo conosce il potenziale della città: va resa fruibile al più presto perché l’Abruzzo non può permettersi il lusso di tenere nascosto il proprio biglietto da visita».

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