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L’Aquila, Salone Ricostruzione. Santilli (Camera Commercio L’Aquila): dobbiamo avere certezze per il futuro

La Camera di commercio dell’Aquila anche quest’anno, come le precedenti due edizioni, non poteva non essere presente alla terza edizione del Salone della Ricostruzione. Al presidente Lorenzo Santilli abbiamo posto qualche quesito alla vigilia dell’inaugurazione.

Che senso ha per lei il salone della ricostruzione?

Il salone della ricostruzione ha il senso non solo di tenere vivo il concetto della ricostruzione dell’Aquila, ma anche di mostrare tutte le possibili soluzioni con la rappresentazione delle imprese italiane che hanno tutte le caratteristiche per poter essere presenti, ma anche per dare al pubblico un’idea di tutto quello che può fare e vuole fare per ricostruire la propria abitazione.

Il salone si svolge proprio mentre in queste settimane è incorso il dibattito sull’arrivo o meno del miliardo di euro.

Il nostro problema è che credo che in qualsiasi tempo ci sia la necessità di avere l’opportunità di flussi continui di risorse con qualche piccola accelerazione e non brusche frenate. Dobbiamo avere la possibilità di programmare il futuro degli interventi, senza questo è complicato.

Cosa auspica per il futuro della città?

Dobbiamo avere la certezza di poter fare una programmazione seria sugli interventi che si debbono fare con una continuità certa delle risorse. È questo è necessario per la ricostruzione della città.

Quale messaggio porterete come camera di commercio al salone della ricostruzione?

È il messaggio che in questo momento porta tutta la città, ma soprattutto segnalare, all’interno del salone, lo stato di difficoltà in cui vive l’intero sistema delle imprese, che continuano a conoscere periodi complicati. Molte continuano a chiudere, mettendo a serio rischio il sistema economico reale del nostro territorio.

Qual è la causa principale di queste chiusure?

Le difficoltà in generale di cui parlavo prima, il calo dei consumi, la pressione fiscale, l’eccessiva burocrazia, la crisi economica, le lungaggini nei pagamenti della pubblica amministrazione. Credo siano sufficienti problemi per dimostrare lo stato di crisi nel quale versano le imprese della provincia.

A proposito di economia del territorio, che cosa pensa della possibile filiera del legno per il recupero di questo materiale come fonte di energia?

È un dibattito aperto da tanti anni. Il problema è che il nostro territorio deve verificare quanto crede nella green economy visto che ha fatto scelte di carattere ambientale. Tutto ciò che riguarda la green economy va agevolato.

Quanto crede il territorio alla green economy secondo lei?

Dipende da quanto questo territorio condivide le scelte fatte tanti anni fa, quando si decise di puntare sull’ambiente facendo sì che il nostro territorio sia protetto.

Cosa pensa, a distanza di quattro anni, della situazione dell’Aquila?

È una situazione difficile e complicata. Ancora oggi le prospettive, per alcuni versi, sono incerte. Il sistema delle imprese, con progetti di ampio respiro sulla ricostruzione, avrebbe potuto soffrire meno degli altri la crisi globale ma così non è stato. Ci ritroviamo come gli altri, con l’aggravante del terremoto.

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