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L’Aquila. Salone Ricostruzione. Mastrangeli presenta le nuove travi in legno lamellare

Quella di Felice Mastrangeli e una micro impresa artigiana nata nel febbraio del 1987 ma con tre generazioni di artigiani del legno alle spalle. Dall’inizio prodotto arredamenti di interno in legno massello compreso porte e portoni da esterno.

Cosa portate al Salone della Ricostruzione? C’è qualche novità? Qualche prodotto innovativo?

Al Salone della Ricostruzione porto alcuni prodotti tradizionali come porte di varie tipologie, tavolo fratino, ma il vero motivo per cui partecipo è la presentazione di un nuovo prodotto che fino a oggi non esiste sul mercato e cioè travi in legno lamellare ricoperte con lastre di 8 millimetri di legno sia di pioppo che di castagno.

Da dove nasce questa idea?

L’idea nasce dalla necessità di adoperare nelle ristrutturazioni e soprattutto nella ricostruzione di tetti a vista di antichi edifici con vincoli storici,travi in legno massello ma certificate per le nuove norme tecniche di costruzione. La nuova trave presenterà internamente e strutturalmente le caratteristiche per la quale viene certificata, ma esternamente apparirà come una trave in legno massiccio poiché le lastre di rivestimento, con spessore non inferiore a 6 millimetri, non presenteranno giunzioni verticali alla linea della fibra del legno.

 Sembra un prodotto interessante.

La mia idea è stata premiata con un brevetto (il numero 0000098288 in data 17/04/2012) rilasciato dalla Camera di Commercio dell’Aquila e mi ha permesso di partecipare nello scorso ottobre al Saie di Bologna nel padiglione delle innovazioni.

Che significato ha per voi partecipare al Salone della Ricostruzione?

Da questa manifestazione mi aspetto un lancio sul mercato dell’edilizia poiché essendo un nuovo prodotto ha bisogno di essere divulgato.

Come giudica la situazione dell’Aquila a quattro anni dal terremoto?

Purtroppo la situazione economica del momento non gioca a favore della ricostruzione dell’Aquila e dei comuni del cratere, consapevole del fatto che comunque ci vorranno degli anni per completare l’opera, non perdendoci d’animo, ognuno nel nostro piccolo può contribuire con il proprio bagaglio culturale a quantomeno velocizzarne l’esecuzione.

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