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L’Aquila, Salone Ricostruzione. Libia, opportunità per imprese e professionisti abruzzesi: pronta la più grande fiera del marmo e della ceramica

L’incontro ha fortemente incoraggiato gli imprenditori ad un intervento “serio” e immediato nella nuova Libia: chi si dà da fare oggi sarà un punto di riferimento certo nella Libia di domani. Capita spesso che gli imprenditori italiani si rendano disponibili ma poi, alla prova dei fatti, si tirino indietro: la parola data, per un libico, è molto più di un contratto e non dare seguito ad  trattative intercorse per la cultura locale è un forte deterrente, che mina la credibilità degli italiani ad oggi molto ben visti e forti di una presenza storica che ormai è tradizione

Marco Danieli, Responsabile Italia El Dawlia Co.

“L’imprenditoria italiana patisce una scarsa capacità manageriale, l’assenza di massa critica, l’esigua capacità di apporto finanziario. In questo momento, per entrare in Libia, bisogna essere ben informati, quindi epurare l’informazione ufficiale e cercare di leggere dietro la notizia. In questo momento l’Italia è presa da altre questioni e si concentra prevalentemente su queste, un esempio per tutti: pochissimi sanno che sono stati stanziati 30 miliardi di dollari per la ricostruzione del Paese. Non è un momento facile, bisogna essere accorti e per questo esistono entità come la nostra, è evidente che chi pensa di fare da solo incontra difficoltà serie e purtroppo, spesso gli italiani non riescono a cooperare, a lavorare in squadra, ad affidarsi. Sono accentratore e questo limita le loro grandissime e storiche capacità. Gli amici di Bengasi vivono nella loro anarchica sicurezza: hanno fatto la rivoluzione e sono ancora in fase di organizzazione di un sistema stabile, ma ciò non impedisce assolutamente di fare affari, anzi… il momento è quello giusto.

La prossima settimana firmiamo un intesa con Confindustria Marche per il più grande evento fieristico di tutta l’’Africa ormai alla 12esima edizione: la fiera del marmo e della ceramica. 150mila aziende si incontreranno in un raccordo reso possibile da Apil che per l’occasione metterà disposizione le sue tre sedi di Bengasi, Misurata, Tripoli ”

 Mohammed Garwesh, General Manager El Dawlia for Exhibitions

La Libia è la porta per l’Africa e l’Italia la porta per l’Europa. Dobbiamo essere attenti a stabilire rapporti giusti perché è vero che gli italiani hanno un canale privilegiato ma bisogna considerare che i libici hanno una grande concretezza e in questo momento vogliono tecnologia e non contratti. In Libia c’è tutto il mondo, inglesi, turchi e cinesi si contendono il mercato, anche con i costi bassissimi, e sono ovunque ma per comunanza di tradizioni noi continuiamo a scegliere gli italiani. Dovete aiutarci a farlo: noi vogliamo alzare il livello e ragionare su master Plan non sul ribasso dei costi.

Ȓ fondamentale che in queste operazioni intervengano gli enti preposti e che sullo sviluppo del management svolga un ruolo l’università. Per un motivo: offrono garanzia per l’interlocutore libico che non sa con chi si sta rapportando. Può accadere che lo stesso imprenditore in un colloquio indipendente sia silenziosissimo e in un contesto, diciamo garantito da una Istituzione, sia invece loquacissimo e disponibilissimo.

Tenete presente che oltre alla costruzione delle 140 scuole, dei 33 ospedali eccetera ci sono anche importantissimi progetti di tipo sociale, ed è evidente che su questi preferiamo la presenza italiana rispetto a quella di culture molto distanti da noi.

Quando dai media sentite parlare solo di criminalità provate a ragionare invece sui dati. Il Pil della Libia è al 16/17% dovuto ad attività non oil. Questo significa che c’è moltissimo da fare in diversi settori da costruire o far decollare.

Arch. Gamini, professionista libico

Voglio ringraziare Napolitano e D’alema per la carica di cavaliere del lavoro che mi hanno conferito e il cui ricordo è in me vivissimo.

Ho lavorato per moltissimi anni in Italia e per questo mi permetto di raccomandare massima serietà: gli italiani ragionano sui contratti, i libici sulla parola data. Una differenza culturale che potrebbe decidere favorevolmente o sfavorevolmente sull’ingresso degli italiani in Libia. Determinazione, concretezza, appropriatezza delle proposte sono i requisiti essenziali da tenere come un faro nella notte. Ora le porte della Libia sono spalancate ma la nostra cultura ci porta a chiuderle lentamente e in maniera definitiva a chi non rispetta le regole della nostra tradizione.

L’Italia per noi è un valore aggiunto al quale non volgiamo rinunciare.

Sono intervenuti anche Lino Ruggieri, Responsabile APIL Abruzzo, Daniela Scimia, Agenzia per lo Sviluppo – Azienda Speciale CCIAA L’Aquila, Gianni Frattale, Presidente Ance L’Aquila e Agostino De Re, direttore della Cna Provinciale. Convegno a cura della Camera di Commercio de L’Aquila, ANCE Abruzzo, ANCE L’Aquila.

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