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L’Aquila, Salone Ricostruzione. D’Intino (Ance Abruzzo): ridateci Bertolaso, non la persona ma il metodo

Il presidente regionale dell’Ance Antonio D’Intino  ha aperto il workshop di apertura del terzo Salone della Ricostruzione con una frase provocatoria: «Ridateci Bertolaso, non la persona ma il metodo». D’Intino ha spiegato come il quel periodo il governo fosse presente 24 ore su 24 nel territorio aquilano. «Ora tutto è passato agli enti locali», dice D’Intino, «ma ora le cose non vanno in modo soddisfacente. Chiedo che sia almeno ripristinato un comitato operativo, che dica, magari in streaming quante pratiche vengono evase dal genio, i contributi ammessi, i progetti presentati, i cantieri avviati, quelli conclusi, quante imprese sono state pagate e quanti cittadini sono rientrati a casa e abitazioni lasciate dalle famiglie. Così i cittadini saranno informati e sapranno di chi è la responsabilità di ritardi e inadeguatezza per colpa di altri. Spero che non corrano mesi per far nascere questa struttura. Quando, nel 2010, pensammo al Salone della ricostruzione eravamo ancora in emergenza stavano iniziando i lavori di riparazione degli edifici meno danneggiati dal sisma. Si respirava , pur se nella drammaticità del momento, un clima di grande coesione, di entusiasmo e speranza in quanto erano stati predisposte procedure snelle e c’era la disponibilità reale dei fondi necessari. Oggi il clima è cambiato, da almeno un anno regna confusione ed incertezza sulle modalità, sulla governance e sulle somme necessarie per la ricostruzione. Certo, le tipologie di intervento sono diverse, ora si interviene sui centri storici, su edifici fortemente danneggiati la cui riparazione richiede competenze e finanziamenti ingenti. Detto questo, però, devo sottolineare che siamo di fronte ad un’altalena di informazioni e di prese di posizioni contrastanti che, permettetemi, lascia tutti sconcertati e alimenta un clima di sfiducia e rassegnazione anche nei cittadini. Il calo di iscrizioni nelle scuole è un chiaro indice di questa situazione. Il tema dell’incontro di oggi è lo Stato dell’Arte della Ricostruzione. Ringrazio ancora tutti gli intervenuti che sono, di fatto, i principali attori del processo e, spero, ci aiuteranno ad avere un quadro della situazione. Questo mio intervento non vuole essere polemico ma, ritengo, sia necessario affrontare la realtà in termini anche critici e senza filtri ed ipocrisie. Di questo mi scuserete. Le informazioni, finora, sono state perlopiù trasmesse attraverso la stampa e, consentitemi, ritengo che pochissimi, tra cittadini, professionisti ed imprese, sono riusciti a farsi un quadro chiaro della situazione vivendo la ricostruzione in un clima di confusione. Sarebbe interessante rileggere tutte le locandine sulla ricostruzione degli ultimi mesi, e farne  una mostra, sono certo, che emergeranno nella loro drammaticità, purtroppo, i timori da me espressi sul clima di confusione e contraddizione, tra momenti di disperazione e  momenti di esaltazione, tra certezze (poche) ed incertezze (molte). Disperazione ed amore per la propria città che traspaiono, ad esempio, anche dalla recente lettera del Sindaco a Berlusconi. In base a quanto detto», conclude D’Intino, «chiedo almeno una cosa: che sia ripristinata una sorta di “Comitato Operativo” che ogni giorno, informi dettagliatamente, magari in streaming (visto che va di moda), tutti, su quante pratiche sono state evase dal Genio Civile, su quanti contributi sono stati ammessi, su quante schede parametriche e progetti sono stati presentati, su quanti cantieri sono stati avviati, su quanti ne sono stati conclusi, su quante imprese sono state pagate, su quanti cittadini sono rientrati, su quante abitazione (MAP, Progetto Case, etc.) sono state lasciate dalle famiglie, sul saldo dei fondi ancora disponibili……..etc, etc. Questo sarà di stimolo per amministratori e dirigenti ed i cittadini saranno informati e potranno giudicare l’operato di ciascuno ed individuare le responsabilità per ritardi ed inadeguatezza che oggi, come al solito, sono sempre per colpa di altri. Ma gli altri, come ho detto prima, siamo sempre noi! Spero che questa mia proposta sia condivisa e che non occorrano mesi per decidere a chi spetta la competenza per convocare e coordinare questa struttura e che non siano necessari altri consulenti. Concludo con un appello all’unità ed alla coesione da parte di tutti, contiamo molto nel sostegno di Giovanni Legnini, sottosegretario alla presidenza del consiglio, che raccoglie un’ eredità pesante e, da abruzzese, sono sicuro, saprà prendere di petto i problemi e contribuire a risolverli, in uno spirito che ponga al centro i problemi e non le posizioni di parte o di bottega. Io voglio ringraziarlo per quanto sta già facendo e per quanto farà perché conosco le sue capacità e la sua tenacia».

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