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L’Aquila. Salone Ricostruzione, con VAL-tile va in scena la pietra naturale (come non l’avevate mai vista)

Argomento interessante per la ricostruzione/restauro di una città che molto della sua bellezza deve proprio all’uso della pietra locale – nelle sue varietà ancora in parte da indagare. Ma quanto vale il mercato della pietra naturale oggi in Italia? Nel 2012 il commercio mondiale ha movimentato quasi 96 milioni di tonnellate di materiali grezzi e lavorati per un valore di 21,5 miliardi di €. Ai primi posti negli scambi Cina, Turchia e Italia. La domanda mondiale è in aumento del +12,67% rispetto al 2010. Se si tiene conto delle sole quantità la crescita sfiora addirittura il +31%. La Cina è protagonista assoluto del mercato internazionale con una quota del 32,6% in crescita del +6,3% rispetto al 2010 ma in leggero calo se si considera il 2011. L’Italia, che ha avuto una produzione stimata in circa 9 milioni di tonnellate, perde progressivamente quote di mercato sia in termini di valore che di quantità ma con una sostanziale tenuta dei prezzi. Il prodotto made in Italy tende sempre più a caratterizzarsi per i segmenti di alta qualità del mercato lasciando buona parte della restante fetta di mercato ai suoi competitors fra i quali spicca la Turchia. L’industria lapidea mostra tutte le problematiche alla base del dibattito in atto sulla metamorfosi dell’industria italiana e sul ruolo che la crisi assume nell’accelerare il processo di cambiamento per un settore apparentemente tradizionale, sempre più slegato dalla domanda interna ed aperto alla domanda mondiale. Per attuare il cambiamento, sarebbe necessaria un’organizzazione distrettuale che favorisca lo scambio di innovazioni tra attività di estrazione della materia prima, di lavorazione della pietra e di costruzione di macchinari e accessori, con alcune imprese leader che ottengono le grandi commesse mondiali e le distribuiscono in outsourcing nel distretto, con micro imprese che sviluppano nuovi prodotti di nicchia.

“Continuiamo a pagare le difficoltà del nostro tessuto imprenditoriale di medie, piccole e spesso piccolissime imprese che faticano a fare rete, a creare una filiera, a trovare sinergie” dice Giuseppe Cristallo, Brand manager della Val-Tile, azienda pugliese che produce e commercializza pavimenti e rivestimenti in pietra naturale e che esporrà al Salone della Ricostruzione dal 13 giugno.

Siamo un’azienda giovane e dinamica, sappiamo di avere diversi atout sui nostri competitors che intendiamo sfruttare al meglio, puntando sul design, sulla ricerca di stile, sull’alta qualità del prodotto finito, che ci permette di competere con successo sui mercati internazionali. A tutto questo aggiungiamo la nostra personale filosofia: immergersi nella natura, ricercare materiali unici, studiare e realizzare progetti esclusivi. Per questo lavoriamo costantemente per innovare, anche nell’ambito dei prodotti naturali.

Come si fa a “innovare” un prodotto naturale che è tra i più antichi, come la pietra?

Noi lo facciamo. Prendiamo per esempio la collezione “CHIO”, che vedrete al Salone. Il nome sarà probabilmente noto a molti, viene dell’antica isola dell’Egeo orientale che era famosa già ai tempi della Magna Grecia per le sue preziose cave di marmo. Bene, questa collezione è stata realizzata selezionando le migliori e più esclusive pietre preziose (ardesie, quarziti e arenarie) provenienti dalle più svariate parti del mondo. Ma la nostra creatività e la continua ricerca di idee alternative ci ha portati ad andare oltre. Abbiamo preso le pietre naturali della collezione “CHIO” e le abbiamo trasformate in una sorta di tele, lasciando che altri materiali si incontrassero con le pietre, che si fondessero con creatività, dando vita a qualcosa di nuovo e diverso, capace di suscitare emozioni. Abbiamo usato le pietre come canovacci per questa esperienza “materica”, usando su di loro il cuoio, il legno, il metallo e il vetro. Ed è nato “VENIS”, un progetto in cui la materia incontra la materia, gli elementi si combinano tra di loro. Anche questo esporremo al Salone. E vi sorprenderà scoprire l’estetica che si genera anche grazie alle numerose combinazioni di montaggio, che peraltro garantiscono soluzioni e geometrie perfettamente integrabili con gli ambienti e le strutture circostanti. Per rispondere alla sua domanda, “VENIS” è un progetto che esalta la naturalezza degli elementi di cui si compone e che, allo stesso tempo, ammicca al mondo dell’innovazione nell’accezione più pura e semplice possibile.

Dunque nel vostro caso l’innovazione è sul piano creativo?

Certo, ma anche tecnologico. Abbiamo messo a punto una nuova ed esclusiva tecnica di incisione laser sui listelli in legno e cuoio con una definizione di texture fino a oggi mai ottenuta su un materiale naturale. Una tecnica con la quale si possono realizzare infiniti decori e disegni personalizzabili. La stessa applicata anche sulla nostra collezione “NEURAL”, che comprende un’esclusiva gamma di marmi e mosaici. Ogni tessera del mosaico entra a far parte di un contesto, di un disegno che si sviluppa su una superficie più ampia e che può essere personalizzato.

Sembra di capire che vi attestiate su una fascia medio-alta di mercato.

Assolutamente no. Abbiamo un vasto mercato in Germania, in Russia e anche in Svezia. Ma non direi che realizziamo prodotti “per ricchi”. Anzi, vorrei proprio precisare una cosa importante: tante volte si dà per scontato che il costo di una pietra naturale sia superiore a quelle del gres porcellanato effetto pietra, ma… ne siete proprio sicuri? Venite al Salone a scoprirlo.

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