Ultime Notizie
HomeTutte le agenzieL'AquilaL’Aquila. Salone della Ricostruzione, Il “mattone”, inventato dai sumeri, si affaccia al terzo millennio deciso a sbaragliare la concorrenza e mandare in pensione il cemento armato

L’Aquila. Salone della Ricostruzione, Il “mattone”, inventato dai sumeri, si affaccia al terzo millennio deciso a sbaragliare la concorrenza e mandare in pensione il cemento armato

Ci sono materiali che vengono usati in edilizia fin dalla preistoria. È il caso dei laterizi, impasti di argilla in forme predefinite lasciati essiccare al sole oppure cotti in adeguati forni. Oggi li chiamiamo con molti nomi: mattoni, forati, tavelle, coppi, tegole, pianelle, a seconda dell’uso cui sono destinati.  Ma pochi sanno o immaginano che furono i Sumeri i primi a praticarne la cottura e utilizzarli per i loro splendidi edifici, capolavori che ancora oggi ammiriamo, come la porta di Ishtar da cui si entrava a Babilonia. Sopravvissuti nei secoli a guerre, incendi, sismi e saccheggi, i laterizi vennero largamente usati dai greci, dagli etruschi e dai romani in età imperiale. Chi non ha mai ammirato i mercati traianei a Roma o la basilica di Massenzio? Proprio i laterizi conoscono oggi una nuova età d’oro, riscoperti dalla bioedilizia.

L’ingegner Vincenzo Bacco è un esperto del settore, cui si dedica con passione e dedizione. Lavora per la “Di Muzio Laterizi”, un’azienda di Alanno che produce laterizi dal 1935.

Nell’immaginario collettivo il laterizio è ritenuto un materiale povero, il cui impiego ha carattere quasi passivo, di semplice riempitivo. Al contrario, se opportunamente studiato, conformato e prodotto, un elemento di laterizio è in grado di soddisfare oggi le più moderne richieste del costruire sano e sicuro in tema di CONTENIMENTO ENERGETICO, STATICA, ACUSTICA e RESISTENZA AL FUOCO. Ovviamente, a queste prestazioni vanno aggiunte le caratteristiche peculiari del prodotto: un materiale salubre, ecologico, che non subisce trasformazioni chimiche nel corso del tempo. In questo senso, nonostante sia tra i materiali più antichi usati in edilizia, il laterizio è assolutamente attuale in quanto strettamente allineato ai criteri che oggi definiscono la “sostenibilità” ambientale di un edificio.

Nel dicembre 2012 l’azienda per cui lei lavora ha ricevuto il premio Confindustria Green “per l’esclusiva innovazione di un eco-laterizio”.

Abbiamo accolto con grande piacere questo riconoscimento, che premia un prodotto innovativo per diverse ragioni: l’alleggerimento dell’argilla con farina di legno vergine, ricavata dai tronchi appena tagliati (quindi priva di additivi chimici necessari per ogni successiva lavorazione); l’organizzazione dei setti interni che crea un elevato numero di camere d’aria, migliorando le prestazioni di isolamento termo-acustico; il  dispositivo laterale multincastro, che permette di affiancare gli elementi eliminando i problemi di prestazione termica della zona di accostamento dei blocchi, comune a tutti i blocchi con semplice giunto verticale di malta. Tutto questo, però, è possibile solo se si dispone di un impianto produttivo di altissima tecnologia. L’azienda Di Muzio rappresenta, in questo senso, un gioiellino dell’Abruzzo. Da decenni presta molta attenzione al miglioramento, sia  in termini di ciclo produttivo che di prestazione di prodotto, inclusa la sicurezza e semplicità di posa in opera.  Infatti anche se un materiale è stato pensato e prodotto per le migliori prestazioni una messa in opera maldestra o errata può comprometterne l’efficacia. Per questo stiamo indirizzando la nostra produzione verso soluzioni che agevolino il lavoro del posatore, riducendo al minimo la possibilità di errore. È un impegno produttivo elevato, che richiede impianti ALTAMENTE tecnologici. Contrariamente a quello che si potrebbe immaginare pensando a un’azienda che produce laterizi, qui abbiamo di fronte un’impresa che ha una qualità di tecnologia sofisticatissima. A dicembre siamo stati premiati per le alte performance dei due nuovi tipi di blocco denominati ISOL”A” (spessore cm 35 e cm 40), realizzati con procedimenti attenti alla sostenibilità ambientale. Impieghiamo strettamente acqua piovana, impastiamo l’argilla con il vapore, in modo da ridurre la quantità di acqua necessaria per l’impasto e di conseguenza l’energia necessaria per essicazione e cottura. Dedichiamo molta attenzione al recupero del calore risultante  in eccesso e lo re-immettiamo nel circolo produttivo. Crediamo nel rispetto dell’ambiente e nella sua valenza economica. In 3000 anni di storia il laterizio non ha mai dato problemi alla vita umana. Né sulla salute, né in termini di sicurezza, né di confort.

Qual è il nuovo traguardo? Che cosa dobbiamo aspettarci dalle vostre ricerche?

Da gennaio, visto il successo, abbiamo cercato di fare un passo avanti. Il nostro contributo è nella direzione di prodotti che disperdano sempre meno. Vogliamo arrivare a valori in linea con il traguardo che la bio-edilizia si propone per il 2020: edifici a consumo zero. Per questo abbiamo studiato insieme a varie Università, e in primis quella dell’Aquila, come migliorare ulteriormente il grado di ISOLAMENTO TERMICO dei nostri laterizi. Stiamo lavorando su un nuovo modello, una forma caratteristica che permetterà di ridurre non solo i margini di errore di posa ma cercherà anche di annullare il più possibile le falle per così dire “fisiologiche”: ad esempio quelle create dalle “tracce” che si fanno per l’alloggiamento delle canalizzazioni dell’impiantistica. Inevitabilmente, queste compromettono la piena efficacia della prestazione di una muratura in laterizio dal punto di vista dell’isolamento termo-acustico e della stabilità. Abbiamo ideato un blocco che permetterà di INSERIRE LA CANALIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI senza dover distruggere mezzo blocco per eseguire le tracce. Ma non basta. Non ci fermiamo mai. La direzione in cui vogliamo andare è quella del miglioramento dei laterizi che possono essere impiegati con funzione strutturale, portante. Vediamo un futuro in cui gli edifici normali, di 2 o 3 piani, in zone classificate sismiche, siano interamente realizzati in muratura, senza pilastri né travi. Una sorta di ritorno all’antico attraverso le tecnologie più avanzate: strutture portanti costituite da un sistema di laterizi innovativi. Laterizi che, come il blocco che il prossimo mese esporremo al Salone, permettono di costruire EDIFICI RESISTENTI AL SISMA e con maggiore sicurezza rispetto agli edifici tradizionali in cemento armato.  La filosofia dell’azienda è MIGLIORARE I PRODOTTI. Particolarmente oggi. Nei momenti di crisi è quasi obbligatorio, da manuale. In più, noi investiamo in conoscenza.

Di Muzio Laterizi presenterà le ultime novità del settore al Salone della Ricostruzione dell’Aquila, dal 13 giugno p.v.

Print Friendly, PDF & Email