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L’Aquila, Salone della Ricostruzione: il Capoluogo “ri-appare” nel cantiere sociale dell’arte

Da fuori sembra tutto regolare ma all’interno dell’ex Agriformula un pezzo del cuore di L’Aquila prende forma, secondo un progetto di ricostruzione che per il Cfe (Comitato Filiera Ricostruzione) deve andare di pari passo nell’edilizia come nel tessuto sociale.20150427_121145

Portici, pavimentazione, archi… riprodurranno luoghi storici della Città mentre altri pannelli ne proporranno di nuovi, così come gli studenti dell’Accademia di Belle arti dell’Aquila li hanno immaginati per il futuro del capoluogo. Uno spazio espositivo di 561 mq nel per il quale i giovani allievi hanno lavorato come operai, e al fianco degli operai, prima nei locali della Coedil dei fratelli Scimìa e adesso nell’ex Agriformula. Il tutto con l’intenzione di avvicinare il difficile percorso della ricostruzione, nel quale i cittadini a volte faticano ad identificarsi e a partecipare, e di riattivare le relazioni sociali ormai sconnesse dalla diaspora conseguita al sisma.

Dunque gli studenti in questi mesi lavorano e sperimentano la vita in azienda, tra il legno e il ferro di un’attività cittadina, la Coedil, che insieme al Cfe ha voluto aprire le sue porte per accogliere l’esigenza di avvicinare la scuola all’impresa e la gente alla ricostruzione.20150427_121258

La mostra fotografica, per la quale si sta procedendo alla selezione successiva al bando pubblicato un paio di mesi fa, persegue lo stesso scopo e per questo resterà in esposizione al Salone nei giorni dal 7 al 10 al maggio.

I capoprogetto del team, che conta le 13 persone deputate all’allestimento dello spazio espositivo nel quale si raccoglieranno le 10 aziende rappresentative del Cfe, sono 3: Lucia Paolucci, Edoardo Gaudieri, Francesca Maria D’Antonio: “ci saranno sorprese dal sapore tutto aquilano – hanno detto stamattina mentre lavoravano – con iniziative in serie destinate ad animare gli stands”.

Carmine Scimìa, Coordinatore Cfe, ci ha tenuto a ricordare agli aquilani che da due anni il Cfe si sta attivando con iniziative concrete per restituire la città a se stessa: “le due proposte di tutela del territorio sono quasi legge”, e in questi giorni si sta cercando di “mettere a fattor comune tra tutte le forze del capoluogo per un canovaccio unico da portare in Parlamento”:

  • tutela delle imprese in salute avverso il concordato in continuità: ad oggi le aziende con i conti in rosso possono accaparrarsi lavori e poi, con il bene placito della legge, sottrarsi ad ogni responsabilità e quindi scappare
  • individuazione di una entità terza che si sostituisce nell’immediato al debitore e saldi i conti, tale da evitare che i fornitori di lavoro o materia prima si ritrovino a chiudere i battenti a causa della spregiudicatezza autorizzata di chi viene e scappa. Per esempio, il Comune o il committente, nelle figure dell’amministratore di condominio/proprietario/consorzio, in una qualche forma potrebbero essere ritenuti quali “incaricati di pubblico servizio”: in questo modo sicuramente avremmo un’attenzione altissima nell’assegnare i cantieri, attenzione che oggi non si rinviene perché sembra quasi che nessuno sia chiamato a rispondere per chi viene all’Aquila con i conti in rosso e trova qui la sua rigenerazione

Già solo l’aver ottenuto finalmente che “il Comune sia nostro interlocutore diretto nel ricevere e pubblicare sul sito le dichiarazioni di insolvenza da noi segnalate è un successo che va nella direzione di un’autotutela, doverosa laddove si stanno muovendo aziende provenienti da ovunque e che nulla hanno da perdere. Un’intesa che fatto crescere la filiera in termini di autorevolezza e consapevolezza” – conclude Scimìa.20150427_121357

Domani alle ore 12, conferenza stampa all’Api per la presentazione del calendario delle iniziative del Cfe all’interno del Salone della Ricostruzione.

 

 

 

 

 

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