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L’Aquila. Ricostruzione post-terremoto: 4 arresti, indagato il vicesindaco

Nell’indagine sulla ricostruzione post-terremoto del 2009, tra gli indagati c’e’ anche il vicesindaco dell’Aquila Roberto Riga, con delega proprio alla ricostruzione. Le indagini, effettuate da personale della Squadra Mobile dell’Aquila in collaborazione con quelle delle Questure di Perugia e Teramo, sono partite dai lavori di puntellamento (messa in sicurezza) dopo il terremoto devastante del 6 aprile del 2009 di Palazzo Carli, sede del Rettorato, nel centro storico della citta’. Attraverso le intercettazioni telefoniche e movimentazioni bancarie gli investigatori hanno “fotografato” l’esistenza di un presunto sistema di tangenti, radicato nel tempo e nel territorio, in particolare per i lavori di messa in sicurezza di edifici danneggiati. Ulteriori dettagli saranno forniti nel corso di una conferenza stampa che si terra’ in Questura alle 11. “Il reato piu’ grave accertato – ha detto il capo della Squadra Mobile dell’Aquila Maurilio Grasso – e’ quello della corruzione, in cui imprenditori fornivano tangenti per potersi aggiudicare gli appalti post sisma”.  Si tratta di funzionari pubblici, attuali o passati, imprenditori, faccendieri e tecnici: sono gli indagati nell’operazione “Do ut des”, che fonda il suo pilastro investigativo sulla catastrofe naturale che il 6 aprile del 2009 provoco’ 309 morti, 1.600 feriti e oltre 65.000 sfollati, nonche’ la devastazione del patrimonio immobiliare dell’Aquila. Gli arrestati sono: Pierluigi Tancredi, aquilano, all’epoca dei fatti consigliere comunale e delegato per il recupero e la salvaguardia dei beni costituenti il patrimonio artistico della citta’, attuale direttore del Settore Ricostruzione Pubblica e Patrimonio del Comune dell’Aquila; Daniela Sibilla, all’epoca dipendente e collaboratrice del consorzio dei beni culturali della provincia dell’Aquila; Valdimiro Placidi, aquilano, all’epoca direttore del Consorzio dei beni culturali della Provincia dell’Aquila e assessore alla Ricostruzione; Pasqualino Macera, all’epoca funzionario responsabile Centro-Italia della Mercatone Uno spa. Sulla tragedia del terremoto si inseriscono le azioni illecite e continuate di imprenditori e politici, che hanno colto nell’immediato la possibilita’ di realizzare profitti personali illeciti. Le indagini sono partite dalle indebite condotte di un imprenditore veneto (amministratore di una societa’ per azioni) che, comunque, intendeva procacciare lavori sulla ricostruzione per l’azienda, e che ha trovato la disponibilita’ corruttiva in alcuni amministratori pubblici aquilani e nei loro sodali, pronti a ricevere tangenti, approfittando della situazione emergenziale. Gli altri indagati, sottoposti a perquisizione domiciliare e negli uffici di appartenenza, sono ritenuti a diverso titolo responsabili degli stessi reati che hanno portato all’emissione dei provvedimenti restrittivi per gli arrestati, ossia millantato credito, corruzione, falsita’ materiale ed ideologica, appropriazione indebita. Gli indagati sono: M.D.G., aquilano, direttore del settore Ricostruzione Pubblica e Patrimonio del Comune dell’Aquila, all’epoca dei fatti Funzionario responsabile dell’Ufficio Ricostruzione del Comune dell’Aquila; F.M., ingegnere umbro all’epoca dei fatti direttore e progettista dei lavori per le opere provvisionali di messa in sicurezza di Palazzo Carli, sede dell’universita’ dell’Aquila; D.L., imprenditore; R.R., aquilano, all’epoca dei fatti assessore all’Urbanistica del Comune di L’Aquila, attuale vicesindaco dell’Aquila. Oltre 13 le perquisizioni eseguite, domiciliari, in alcune ditte, dentro gli uffici del Comune dell’Aquila e presso la Asl cittadina. I particolari dell’operazione saranno forniti in conferenza stampa in Questura alle 11.

Terremoto: sindaco L’Aquila, mi sento fortemente tradito

“E’ stato un fulmine a ciel sereno, mi sento fortemente tradito”. Queste le prime dichiarazioni del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, a commento dell’operazione ‘Do ut Des’ su presunte tangenti in alcuni appalti del post terremoto. “Sono un garantista pero’ l’unica cosa che mi sento di dire – ha aggiunto – chiedo veramente, disperatamente, alla magistratura e all’autorita’ giudiziaria, piena luce, comunque e dovunque illuminando qualsiasi angolo, qualsiasi luogo di questa amministrazione comunale. Cio’ perche’ la cosa drammatica e’ che qualsiasi ombra sul processo che va dalla prima emergenza fino ad oggi per quanto riguarda il processo della ricostruzione getta un discredito terribile, danneggia gravissimamente l’immagine di una citta’ che deve convincere non solo l’Italia ma il mondo che deve essere ricostruita. Dalle pochissime notizie che ho in questo momento – ha proseguito Cialente – si tratterebbe di un fenomeno molto limitato, in particolare di una societa’ che ha utilizzato il puntellamento a palazzo Carli, sede del nostro rettorato. Ma questo non vuol dire. Ripeto, qualsiasi ombra, qualsiasi pelo nell’uovo rovina l’intera immagine della citta’. Dopo di che spero che tutti gli indagati possano dimostrare la loro innocenza. Ho sempre raccomandato la massima trasparenza, ecco perche’ mio sento fortemente tradito. Abbiamo i riflettori del mondo puntati addosso”. Il sindaco ha quindi parlato, in particolare, di due degli indagati finiti ai domiciliari: Vladimiro Placidi e Pierluigi Tancredi. “Placidi – ha ricordato il primo cittadino – fu nominato assessore il 15 dicembre 2009 quando dopo mesi terribili in cui andavamo avanti con 4/5 assessori rafforzammo la Giunta. Quella di Placidi fu una nomina di un assessore tecnico perche’ fu nominato responsabile della ricostruzione dei beni culturali in quanto direttore del Consorzio dei beni culturali dell’Aquila del quale il Comune era maggiore azionista, diciamo cosi’. Per quanto riguarda Pierluigi Tancredi, invece, era consigliere di opposizione (Fi, ndr) nei primissimi giorni successivi al sisma. Mi disse che era disponibile a dare una mano. Dopo una settimana gli firmai una delega affinche’ seguisse la ricostruzione degli edifici storici. Ma la notte stessa, io dormivo in camper, fui raggiunto da circa un migliaio di sms di cittadini arrabbiatissimi su questa cosa. Cosi’ il giorno dopo lo chiamai dicendogli guarda la citta’ non capisce questa cosa, per cui la delega gli rimase per 24 massimo 48 ore”. Pierluigi Tancredi era stato precedentemente assessore al Bilancio e alla Cultura quando l’Amministrazione era guidata dal sindaco di centrodestra Biagio Tempesta.

Terremoto: Confindustria, tolleranza zero se prove certe

(AGI) – L’Aquila, 8 gen. – “Alla luce degli ultimi eclatanti fatti di cronaca, Confindustria L’Aquila non cede alle tentazioni giustizialiste oggi in voga, ma ribadisce la linea garantista fino al terzo grado di giudizio. Gli imprenditori confermano, pertanto, fiducia piena e totale nei confronti della Magistratura e delle Forze di Polizia. Ma se le prove sono certe e i dubbi dissipati, allora – dice Confindustria – ‘tolleranza zero'”! “Esperienze recenti – si legge in una nota dell’associazione – ci insegnano che basta un solo caso, dopo arresti clamorosi e conseguenti dimissioni da organi amministrativi, che si trasforma in assoluzione piena o, peggio, in un non luogo a procedere, per gettare fango non solo sugli organi di giustizia, ma financo su coloro che invocano tolleranza zero, sul primato della legalita’ e sul rispetto delle regole. In un momento estremamente delicato come quello che stiamo vivendo caratterizzato da tante imprese e famiglie ridotte allo stremo, da alti livelli di tassazione, dai mancati pagamenti della Pubblica Amministrazione, da una burocrazia asfissiante e dalla mancanza del credito che quasi istigano a delinquere, fortissima sarebbe la tentazione di auspicare alla fine del terzo grado di giudizio, anche per alcuni delitti che offendono la concorrenza e impoveriscono l’economia, di iniziare a pensare di ‘buttare le chiavi’… Gli ulteriori provvedimenti di restrizione della liberta’ che minano l’immagine gia’ compromessa di una intera comunita’ e che vanno a discapito di un sano e virtuoso processo di ricostruzione morale e fisica del comprensorio aquilano – afferma Confindustria – mai potranno pero’ offuscare la grande dedizione al lavoro, alla legalita’ e al rispetto delle regole di imprese, cittadini ed istituzioni che nella quasi totalita’ rappresentano una comunita’ sana e fondata sulla grande abnegazione al lavoro ed al rispetto delle regole della concorrenza”.

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