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L’Aquila, ricostruzione: fondi in arrivo

Mentre dal Quirinale tutto tace, i ministri giungono, anche se solo telefonicamente, al capezzale della «Repubblica indipendente dell’abbandono». Nuove stelle polari per L’Aquila sono il ministro per la Coesione territoriale, Carlo Trigilia, e il collega con delega agli Affari regionali, Graziano Delrio. Cialente ha un filo diretto con entrambi. Il primo cittadino ora è più rilassato, il volto meno tirato: «Il ministro Trigilia, che mi aveva chiesto 24 ore per capire, mi ha assicurato che, martedì, 255 milioni relativi alla annualità in corso (finora impantanati nella sabbie mobili della burocrazia ndr) saranno accreditati al comune dell’Aquila. Subito procederemo alla pubblicazione di tutti i progetti in elenco (quelli che figurano già nella lista del sito del Comune in attesa di finanziamento) che riguardano soprattutto le case della periferia». Al sindaco è stato inoltre assicurato che in 20 giorni si trasformeranno in cassa per il Comune anche i 570 milioni di euro (sempre relativi alla delibera Cipe del dicembre scorso) relativi alla annualità 2014 anticipati grazie a una variazione di bilancio, frutto della protesta delle carriole a Roma. «Ciò significa che tra 20 giorni altri 300 milioni saranno indirizzati ai progetti – aggiunge -. Con queste somme a disposizione potremo attivare progetti per un miliardo e 100 milioni di euro. Il ministro Delrio ha dato inoltre assicurazione che il caso L’Aquila farà parte delle misure urgenti del decreto Spesa di imminente pubblicazione. Insomma, nel provvedimento sarà inserita la norma che prevede la riattivazione del mutuo Cassa depositi e prestiti dello Stato per un miliardo di euro. Un mutuo che costerà poco più di 50 milioni l’anno all’Italia ma che avrà un effetto moltiplicatore in termini di posti di lavoro e Iva che torna nelle casse dello Stato». Questo dunque il pallottoliere della ricostruzione. Ancora tutto da tradurre in fatti. «Se tutto ciò non accadrà andremo avanti con la protesta – ha continuato Cialente -. Se invece, come credo, tutto andrà per il meglio, a questo punto ci aspettiamo che i cittadini presentino subito i progetti perché con i due miliardi a disposizione potremo onorare il cronoprogramma e magari anticipare anche qualche altra parte di centro storico oltre all’asse centrale». C’è tuttavia ancora incredulità e diffidenza: «Mi aspetto che il premier Enrico Letta metta questa tabella di marcia nero su bianco e che faccia tutto quanto; è una questione di vita o di morte. Se i cantieri non partono entro giugno perderemo un altro anno».

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