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L’Aquila. Ricostruzione, Aielli: spenderemo meno dei 5,7 miliardi preventivati

È intervenuto Paolo Aielli, uno dei due responsabili degli uffici speciali per la ricostruzione (insieme a Paolo Esposito), al convegno organizzato dall’Ance e dall’associazione culturale Abruzzo Moderno, “L’Aquila una sfida per il paese” aggiornando la città sullo stato della ricostruzione. «Da aprile 2013 a oggi, meno di un anno, ha riferito Aielli, sono stati finanziati cantieri per un miliardo e 400 milioni di euro, un lavoro enorme se si pensa che i primi soldi sono i 570 del dicembre del 2012. A oggi siamo nella situazione che abbiamo più progetti che fondi, un anno fa era il contrario. Avevamo i soldi ma non riuscivano a spenderli celermente. Proprio grazie a questa nostra capacità di lavoro, in considerazione dello stato di avanzamento dei lavori, siamo stati autorizzati a impegnare anche i fondi 2015 e 2016. Fino a ora, dal 2009 al 2013, per tutto il cratere, sono stati spesi quasi dieci miliardi di euro, di cui 5 per la ricostruzione pubblica e 4 circa per la gestione delle situazioni di emergenza e degli eventi straordinari. I dati positivi che stiamo esaminando sono stati possibili grazie al fatto che con la legge Barca siamo usciti dalla gestione straordinaria e siamo entrati in quella dell’ordinarietà, che ha visto la costituzione degli uffici speciali nominati dal governo d’intesa con i sindaci locali. È questo che ha cambiato le cose. Noi da parte nostra abbiamo introdotto la trasparenza nei parametri di valutazione per cui oggi tutti sanno quali siano i principi in base ai quali si fanno le valutazioni, per primi noi stessi e i nostri uffici. Altro elemento di cui siamo stati portatori è stata la diminuzione dei costi degli interventi di ricostruzione: paradossalmente costeranno meno di quanto sono stati preventivati, un fatto assolutamente insolito nella tradizione. È stato possibile grazie alla programmazione e alla pianificazione che abbiamo eseguito su tutti i costi riuscendo così a prevederli e quindi a gestirli. Dunque il piano di ricostruzione dell’aquila che è stimato in 5,7 miliardi probabilmente costerà di meno. Nel 2016 vedremo il da farsi, ovvero se chiedere lo stanziamento di altri fondi. Anche sulle reti gas, ottica, idrica, elettrica, telecomunicazioni, fogne, abbiamo proceduto con una visione totale elaborando un progetto unico. Per esempio su quella elettrica sappiamo che ciascun utenza potrà accogliere la produzione di energia provenienti da altre reti. La rete ottica gestita dall’università, migliorerà la qualità dei servizi degli uffici pubblici. Questi ultimi due sono esempi per dire che su gas, acqua telecomunicazioni etc. le abbiamo progettato in maniera univoca».

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