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L’Aquila, la circolare di Confindustria del 17 luglio “spiega lo scandalo” dei fondi sisma

La circolare inviata ieri l’altro da Confindustria L’Aquila a  tutti gli Associati (era il 17 luglio), getta disdoro e lede l’onorabilità della sottoscritta non solo quale persona e quale imprenditore ai tempi associato, ma soprattutto quale giornalista.  Va comunque detto che  l’inchiesta giornalistica in corso non subirà brusche frenate a causa degli attacchi diretti alla persona e, pertanto, i nostri Abbonati potranno continuare ad essere costantemente informati sul fondo sisma.
Addirittura, e questo fa sorridere, la circolare attribuisce a Maria Paola Iannella – direttore di questa testata – la volontà di generare confusione tra i due fondi sisma: singolare perché è stata proprio Agea nell’esercizio del suo dovere di cronaca a svelare ai giornali e agli Associati che i fondi erano due. E’ scritto nero su bianco.
Di seguito ripercorriamo brevemente la posizione ufficiale di Confindustria circa la questione fondi sisma e il conto Rivisondoli così come le abbiamo evinte dalla circolare.

Trascina in campo Confindustria Abruzzo ponendo in capo a questa l’apertura e la chiusura del conto Rivisondoli omettendo che il contendere è sull’attività aquilana e non su quella della Federazione che invece ha tutto in regola.

Riperpetua la commistione tra le azioni legali avverso le lettere anonime e quelle (mai) intraprese nei confronti della scrivente.

Nella circolare – in buona sintesi, in quanto i 250 imprenditori associati l’hanno già ricevuta – Confindustria narra che “in seguito all’attività di razionalizzazione dei costi avviata per il progetto Confindustria Gran Sasso, il contratto di collaborazione con la sottoscritta è stato interrotto”. Che, “conseguentemente, la stessa ha intrapreso una devastante campagna denigratoria nei confronti di Confindustria con email dal contenuto diffamatorio contro il direttore Antonio Cappelli e contro il condirettore Carlo Imperatore”. Che ha avviato una “campagna quotidiana a mezzo stampa, dai contenuti non corrispondenti a verità, diretta a screditare Confindustria L’Aquila, la sua governance e i suoi dirigenti. Che stimola quotidianamente le testate giornalistiche locali, generando, volutamente, confusione tra fondi solidarietà sisma, iniziativa QIP del Comitato Abruzzo Nazionale di Confindustria, CGIL, CISL e UIL, conto Rivisondoli, peraltro aperto e chiuso da Confindustria Abruzzo, etc”..

Che “le informazioni false e confuse vengono rilanciate da alcuni quotidiani e siti web, con titoli sensazionalistici al fine di vendere qualche copia in più”. Che è stata inviata una “lettera anonima contenente le medesime infondate accuse, falsamente proveniente dallo stimato condirettore, il quale ne ha smentito ovviamente la paternità”.
Che l’ex “consulente è stata espulsa da Confindustria, che tutte le decisioni assunte sono state sempre e preventivamente condivise con il Consiglio Direttivo, sottoposte all’attività di vigilanza del Collegio Sindacale e opportunamente rendicontate”.
Che per “fare fronte alle forti, continue ed estenuanti provocazioni, tutta la struttura operativa avrà un profilo molto basso nel soddisfare tutte le richieste di informazioni e chiarimenti che pervengono”.
Che Confindustria ha già “provveduto a tutelare l’Associazione depositando una specifica denuncia-querela ed un esposto all’Ordine dei Giornalisti, e a richiedere l’intervento immediato da parte degli Organi di Polizia Giudiziaria”.

Insomma, una Maria Paola Iannella potentissima, una Caltagirone.

 

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