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L’Aquila, Futuris: centrale garantirà energia termica per utenze domestiche e industriali di Bazzano-sud

intervista a Antonio Nidoli

Seconda parte dell’approfondimento sulla centrale per la produzione di energia elettrica da biomasse di Bazzano. Parla Antonio Nidoli, Amministratore e Presidente di MA&D Spa, che ha curato lo sviluppo del progetto della centrale, ma anche Consigliere di Amministrazione di FUTURIS AQUILANA, che realizzerà e gestirà l’impianto. A lui abbiamo chiesto di aiutarci a capire, al di là delle polemiche già abbondantemente riportate dai media, il progetto industriale che sta dietro l’impianto in costruzione a Bazzano.

(parte seconda – efficienza dell’impianto e tutela della salute)

Lei ha già toccato diversi punti importanti: la vendita eventuale dell’energia termica prodotta dalla centrale, il rapporto con le associazioni del settore agro-forestale, le emissioni in atmosfera, ecc.. Ha messo tanta carne al fuoco. Al di là della correttezza della procedura autorizzativa e di ogni altra considerazione di merito, non utilizzare il calore prodotto dall’impianto non è forse uno spreco?

Dal punto di vista autorizzativo, la centrale di Bazzano è una centrale elettrica. Non è considerata in assetto cogenerativo: in parole più semplici è stata autorizzata solo ai fini della produzione di energia elettrica e non come impianto di produzione congiunta di energia termica ed elettrica.

Questo non significa che il calore coprodotto dall’impianto debba essere buttato via. Al contrario: abbiamo studiato e proposto una rete di teleriscaldamento per le aree e per le abitazioni (progetto CASE) vicine. L’Area Industriale di Bazzano Sud non è metanizzata: ciò significa che le utenze industriali devono ricorrere al GPL, un combustibile molto caro. Ecco la ragione che ha fatto capire subito ai decisori locali l’opportunità di realizzare una piccola rete al servizio delle utenze industriali di Bazzano Sud e delle abitazioni. Il che va benissimo visto che nell’ambito del progetto C.A.S.E. c’è già quanto serve per l’allaccio alla futura rete.

Non solo: a seguito dell’entrata in vigore del D.M. 6 luglio 2012 siamo stati indotti a ridurre la potenza elettrica installabile della centrale. Di conseguenza è aumentata la disponibilità di energia termica che l’impianto sarebbe in grado di cedere a utenze sia industriali sia di tipo residenziale.

Quali sono i principali dati tecnici d’impianto?

L’impianto di Bazzano è un impianto a griglia mobile. Dispone di un’unica caldaia da 23,5 MWtp ed è un impianto a ciclo chiuso combinato con doppio scambiatore.

E’ piuttosto efficiente ed assicura una combustione perfetta grazie ad una linea di abbattimento dei fumi che è stata molto curata in fase di progettazione: prevediamo di migliorarne le prestazioni di almeno il 20% rispetto a quelle degli impianti tradizionali ad oggi in esercizio.

Una delle maggiori criticità degli impianti a biomassa riguarda il loro bilancio emissivo. Ad esempio, a differenza della Regione Abruzzo, nelle aree di superamento o a rischio di superamento la Regione Emilia-Romagna accorda l’autorizzazione di impianti per la produzione di energia a biomasse con potenza termica superiore a 250 kW solo a condizione che si sostituiscano sorgenti emissive esistenti e che sia assicurato un saldo complessivo pari almeno a zero delle emissioni in atmosfera di PM10 e NO2. Questo significa che per certe aree in Emilia-Romagna l’autorizzazione viene concessa a patto che il progetto dimostri anche che l’entrata in funzione dell’impianto mantiene la qualità dell’aria ambiente, laddove buona, e la migliora negli altri casi. La Regione Emilia Romagna prevede inoltre che il computo emissivo sia fatto anche valutando le emissioni del traffico indotto per il trasporto delle biomasse alla centrale …

Nulla da eccepire al riguardo. Anzi, è proprio la legge che, tra le sue finalità, prevede di “mantenere la qualità dell’aria ambiente, laddove buona e migliorarla negli altri casi“. Anche per questa ragione auspichiamo la costruzione di una rete di teleriscaldamento a servizio delle imprese dell’Area Industriale di Bazzano Sud e delle famiglie del progetto C.A.S.E., e la contemporanea sostituzione di quegli impianti termici oggi poco efficienti ed alimentati con combustibili più inquinanti. La normativa italiana per gli impianti a biomassa prevede “bonus” laddove siano realizzate sistemi di teleriscaldamento. E’ evidente, quindi, che “mantenere la qualità dell’aria ambiente, laddove buona e migliorarla negli altri casi” migliora il piano finanziario della centrale di Bazzano.

Per quanto riguarda il nostro impianto, non si registrano superamenti dei valori di emissione previsti dalla legge: nessuno sarebbe sconsiderato da investire 33.000.000 di euro in un progetto che violi la legge od anche “border line”. L’iter autorizzativo è stato analizzato più volte, da cima a fondo, ed è stato ritenuto impeccabile anche dal punto di vista del rispetto della normativa in campo ambientale.Tornando alle emissioni in atmosfera siamo invece molto rammaricati del fatto che sia stata data molta enfasi ai primi esiti – negativi per Futuris Aquilana: http://news-town.it/cronaca/1264-biomasse,-studio-univaq-%E2%80%9Ceffetti-inquinanti-sottostimati%E2%80%9D.html– del noto studio condotto dall’Università dell’Aquila, pubblicato nel 2012 sulla rivista Atmospheric Environment, ma che non sia stato dato adeguato risalto alle conclusioni definitive di quello stesso studio, di segno opposto e che hanno dimostrato che l’impianto rispetta totalmente la legge sulla qualità dell’aria. –http://news-town.it/images/corrigendum_1.pdf-. Visti i “bonus” che la normativa prevede per gli impianti a biomasse più virtuosi, siamo tra i primi ad essere concretamente interessati ad abbassare ulteriormente le emissioni dei fumi in atmosfera. Infine, per quanto riguarda le emissioni del traffico per il trasporto delle biomasse alla centrale, abbiamo cercato, anche per ragioni economiche, di ottimizzare tutto il sistema e di contenere il più possibile il traffico indotto: si tratta di solo 8 camion al giorno. I mezzi di trasporto diretti all’impianto inizieranno il loro percorso da tre “piattaforme” di stoccaggio della materia prima agricola e di successiva lavorazione ai fini di una rapida ed efficiente combustione in centrale. I mezzi di trasporto viaggeranno sempre a pieno carico in modo da ridurre al minimo il numero degli spostamenti ed i relativi costi.

In tema di filiera e approvvigionamento, che cosa offre Futuris agli operatori locali dell’agro-forestale? Perché dovrebbero considerarla un’opportunità e non una minaccia? (fine seconda parte – continua domani)

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