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L’Aquila, fondi sisma Rivisondoli: Confindustria assente alla verifica dell’Assemblea Regionale

E’ prevista per domani, venerdì 15 aprile ore 16 nella sede pescarese, l’assemblea di Giunta di tutte le Confindustrie d’Abruzzo: all’ordine del giorno la “rendicontazione fondi sisma conto Rivisondoli”.

Ma Confindustria L’Aquila ha già comunicato con una lettera a firma del proprio Presidente Marco Fracassi che a quell’incontro non si presenterà: la rendicontazione separata – termine tecnico per indicare il dettaglio delle entrate e delle uscite corredate dalle “pezze d’appoggio”- secondo Confindustria è quella riportata da Il Messaggero il 4 aprile, cioè nel giorno successivo alla messa in onda della puntata di Report.

Il Direttore di Confindustria L’Aquila ha ritrovato la memoria il giorno dopo Report (nell’intervista ha dichiarato di non sapere nulla di quel fondo) e ad oggi pare ufficiale che i conti fondi sisma recapitati al quotidiano siano essi stessi l’attesa rendicontazione separata, quella che impongono il codice civile nonché la circolare di Cipolletta (ai tempi direttore di Confindustria Nazionale).

Sul Conto Ricostruiamo la sede (200 mila euro), invece, non v’è parola.

Le somme date alle 3 Confindustrie e ai Comitati delle Pmi e del Terziario Aquilano

Intanto Confindustria Chieti-Pescara e Confindustria Teramo non solo vogliono la rendicontazione ma non hanno dimenticato che in un precedente articolo di un anno fa (intitolato “Ecco le spese del conto Rivisondoli” apparso sempre sui quotidiani locali), sono state indicate come destinatarie di parte di quei fondi. Ora invece sono scomparse dal resoconto steso per la stampa. Si trattava di 30mila euro.

Restano, invece, nei conti di quelli che dovrebbero aver ricevuto i fondi sisma, i Comitati aquilani delle Pmi e del Terziario rispettivamente con 20mila e 12,5mila euro: si saranno accorti questi di aver gestito questi soldi? Qualcuno ha già detto di no, altri non rispondono.

Confindustria L’Aquila è la nuova “Confindustria Abruzzo Interno”

Nel mentre, la Confindustria L’Aquila si è ribattezzata “Confindustria Abruzzo Interno”, sottraendosi così all’obbligo di unificazione in una sola Confindustria regionale, come impone la Riforma Pesenti, e rimanendo da sola. E si, perché le altre 3 Confindustrie regionali sono praticamente già un tutt’uno, visto che Teramo ha già manifestato il desiderio di unirsi alla consolidata Chieti- Pescara abbandonando quell’antico progetto di Confindustria Gran Sasso e lasciando a piedi per sempre una L’Aquila che sta facendo di tutto per condannarsi all’isolamento.

Un fatto ha indignato particolarmente due Consorelle: l’Abruzzo interno sta solo all’Aquila o pure a Chieti e Teramo? E perché invece l’Abruzzo Interno sarebbe solo L’Aquila?

Roma appare informata – forse contrariamente ai 200 associati di L’Aquila – e ha detto si all’isolazionismo: un si che avrebbero dovuto dire le imprese invece che la burocrazia confindustriale. Dalla nuova Presidenza Boccia gli imprenditori si aspettano un’inversione di rotta: una politica attenta agli interessi delle aziende e poco a quelli degli impiegati. (E a proposito di impiegati… uno siede in rappresentanza degli imprenditori nella Giunta della Camera di Commercio: il Direttore di Confindustria L’Aquila. Il primo nella storia, a quanto pare, ad aver avuto” tanto spirito d’impresa” da assurgere a rappresentante della categoria)

AGEA non ha alcun contenzioso in corso: chi dice il contrario mente

Da ultimo, quanto ai “rancori della Iannella” e all’inchiesta di AGEA, Pingue continua a dichiarare alla stampa che “sono oggetto di cause giudiziarie”. Che strafalcione! I due esposti all’Ordine dei giornalisti sono stati respinti, la querela archiviata dalla Procura.

L’ex presidente vuole aggiungere qualche altro dato per amore di completezza?

AGEA

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