Ultime Notizie
HomeTutte le agenzieL'AquilaL’Aquila, da Roma niente soldi: “non contiamo niente”

L’Aquila, da Roma niente soldi: “non contiamo niente”

Che la questione L’Aquila non potesse essere discussa tra le varie ed eventuali si conferma vera: non comparendo tra gli argomenti dell’ordine del giorno di Palazzo Chigi c’era poco da sperare. Si sa: di speranze si illude ma non si vive. Così oggi il Governo non ha inserito i fondi per la ricostruzione dell’Aquila nel decreto al vaglio del Consiglio dei ministri. Ma il Sindaco Cialente spera ancora, anche se con qualche perplessità, nell’inserimento dei fondi nella legge di conversione dell’ultimo decreto Monti.

“Se continua così – ha detto il primo cittadino – sono pronto a sciogliere il Consiglio comunale. Questa città rischia di morire”. Il sindaco aveva ricevuto rassicurazioni qualche giorno fa da Roma: gli 80-85 milioni di euro che sono la rata per Cassa depositi e prestiti per accendere un mutuo da 1,4 miliardi per la ricostruzione dell’Aquila e del cratere, potevano essere stanziati seguendo le due strade.

Secondo Cialente è colpa dell’Imu: se non ci fosse stata la necessità di congelare la tassa sulla casa avremmo avuto l’inserimento del miliardo per la ricostruzione dell’Aquila all’interno del decreto emergenze approvato oggi dal governo.  Solo un mese fa, Antonio Catricalà allora sottosegretario alla presidenza del Consiglio nel governo Monti e oggi vice ministro dello Sviluppo economico – che era in contatto diretto con Giorgio Napolitano – “aveva trovato il famoso miliardo di euro. Oggi non si trovano 85 milioni” – ha detto Cialente – è giusto non farla pagare a chi non ha una casa e ha un reddito basso, ma chi può permetterselo deve pagarla. Se fossi io il presidente del Consiglio non farei pagare l’Imu sulle case italiane che sappiamo essere costruite male. Investirei quei soldi, lasciando l’Imu, in una grande operazione di manutenzione straordinaria, invece così si dà l’illusione alle persone che vivono in zone sismiche, dove le scosse purtroppo sono attese, di non pagare o pagare una tassa su una casa che probabilmente gli crollerà addosso e che sarà la loro tomba. Questo è un Paese ormai allo sbando su tutti i punti”, ha concluso sconsolato.

 “Ieri Vasco Errani – ha proseguito il Sindaco – un vero presidente di regione, ha convocato una conferenza stampa con tutta la Giunta regionale nella quale ha evidenziato che l’Emilia Romagna ha a disposizione 10 miliardi, ricostruiranno tutto. In proporzione, L’Aquila avrebbe dovuto avere almeno 30 miliardi. Noi non ci siamo”.

“Non ci siamo perché contiamo poco, l’Abruzzo conta poco, non c’è stato un Consiglio regionale per la legge. Diamo questi ultimi dieci giorni di tempo per coprire l’emendamento, se non verrà coperto penso che tutti gli aquilani dovranno tirare le somme, anche se non vedo il clima di qualche decennio fa, quando gli aquilani, forse anche sbagliando, avevano voglia di combattere”.

Ha poi concluso dicendo che la Regione non ha interesse sull’Aquila e sulla ricostruzione, che non si è attivata, che non c’è accordo… e via dicendo nel solito palleggio di colpe e responsabilità con il quale le amministrazioni di colore diverso ci intrattengono quotidianamente sui tg, distogliendo a bella posta  l’attenzione da possibili azioni di responsabilità ed educando pazientemente i cittadini ad una facile rassegnazione.

 

 

Print Friendly, PDF & Email