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L’Aquila Confindustria Qip: le mogli dei direttori beneficiarie dei fondi sisma

Riappare oggi l’articolo di Abruzzoweb che dopo aver riportato i nomi dei “beneficiari privilegiati” del fondo sisma Qip ne aveva sospeso la pubblicazione. L’apertura della seconda redazione del testo è tutta per Agea che aveva commentato la notizia chiedendo che fosse colta l’occasione per compiere un atto da tempo dovuto, sul quale c’è molto da dire: la nomina del direttore di Confindustria L’Aquila a mezzo bando, cioè con selezione per merito e competenza, come da tradizione storicizzata per un’Associazione che da sempre invoca l’attribuzione delle cariche per comprovate ed accertate capacità. Che sull’ereditarietà delle poltrone, sulla individuazione dei ruoli, sulla trasparenza e le legalità, sull’etica, sulla gestione del buon padre di famiglia, sulla Confindustria da gestire come un’impresa… si è spesa senza risparmiarsi mai.  Dopo la nostra espulsione (Metafin srl), di cui ad oggi ignoriamo la causa giacché non ci vengono resi i documenti del provvedimento, la tempesta sui Qip è una seconda occasione di riflessione circa la carica dirigenziale da conferire a breve, visto che luglio è l’ultimo mese di contratto dell’attuale direttore Cappelli. Un conferimento importante, stante non solo il rilievo che l’Associazione dovrebbe avere per il tessuto imprenditoriale e per lo sviluppo del territorio, ma anche per il particolare momento storico che attraversa L’Aquila: la Ricostruzione chiede la terzietà assoluta di chiunque ne ricopre cariche significative. E i fatti di cui sopra ne sono la riprova. Sterzare davanti alle buche è un istinto naturale, e va preservato.

Di seguito l’articolo della testata che ha fatto lo “scoop dei fondi sisma Qip”:  per correttezza lo riproponiamo integralmente. Al termine nella stesura originaria viene riportato anche il nostro commento alla notizia: lo stralciamo, essendo lo stesso da noi già pubblicato (clicca qui).

Maria Paola Iannella

Ex Consigliere Pmi Confindustria L’Aquila

Ex Consigliere Delegato Confindustria Abruzzo

L’ARTICOLO DELL’1 LUGLIO 2014

“Da tempo gli imprenditori rilevano incongruenze rispetto alla gestione dei Qip”.

È di Maria Paola Iannella, ex consigliere del comitato Piccole e medie imprese di Confindustria L’Aquila, la prima denuncia “a volto scoperto” sulla gestione dei bandi e sui criteri di assegnazione da parte del Comitato Abruzzo, costituito da Confindustria, Cgil, Cisl e

L’uscita della Iannella dall’associazione datoriale è stata piuttosto turbolenta tanto che è in atto un contenzioso molto aspro.

Al centro della questione ci sono i Qip (Quick impact projects), interventi di microfinanza a fondo perduto (per un totale di 410 mila euro) dedicati nuove iniziative imprenditoriali con sede nei Comuni del cratere e in quelli ricompresi nei territori che ospitano gli 8 macro-progetti finanziati già nel 2010 dal Fondo Sisma, costituito dai proventi delle donazioni dei lavoratori e delle imprese di tutta Italia a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto del 6 aprile 2009.

Le risorse assegnate con i Qip vanno dai 3 mila ai 12 mila euro: contributi a fondo perduto tra i 3 e i 7 mila euro, mentre tra i 7 e i 12 mila euro era previsto un cofinanziamento al 50%.

In una nota, diffusa dall’Agenzia giornalistica economica d’Abruzzo (Agea, di cui è direttore responsabile proprio la Iannella), la giornalista critica fortemente i criteri di assegnazione dei Qip.

Nei giorni scorsi si sono susseguite segnalazioni anonime su presunte “anomalie” nell’assegnazione dei finanziamenti a persone che ricoprono ruoli di vertice e dirigenziale all’interno di Confindustria, comunque parenti o strettamente legate a questi ultimi.

Premesso che le segnalazioni anonime sono un segnale di forte disagio e malessere in qualsiasi realtà perché celano dietro personalismi, dispute “private”, antipatie e rapporti ormai deteriorati e che la denuncia senza volto e firma lascia sempre il sospetto che chi segnala la mancanza di trasparenza non è prima di tutto lui stesso trasparente o non libero di parlare pubblicamente; Abruzzoweb ha deciso di verificare.

E dopo attenti approfondimenti, si è riscontrato che in effetti nell’elenco dei 46 vincitori del bando ci sono i nomi di dirigenti dell’associazione di imprenditori e di loro parenti: Gianluca Bucci, presidente Sezione Servizi e Terziario avanzato di Confindustria L’Aquila, Guido Cantalini, vice presidente delle Pmi Confindustria L’Aquila, Laura Tinari, vice presidente Giovani Imprenditori Confindustria L’Aquila, Rosa Cioffi, moglie del direttore di Confindustria L’Aquila, Katia Di Cesare, moglie del condirettore Carlo Imperatore e Gabriella Pulcini, moglie del direttore regionale di Confindustria Giuseppe D’Amico.

Le notizie pubblicate hanno fatto rumore e provocato imbarazzo nelle altre rappresentanze sindacali. Tanto è vero che sulla curiosa vicenda si è registrato un silenzio assordante: l’unico a prendere posizione perché interpellato da Abruzzoweb è stato il presidente di Confindustria L’Aquila, Fabio Spinosa Pingue, che ha sottolineato l’assoluta trasparenza e invitato chi sa a denunciare pubblicamente.

Il silenzio è stato denunciato anche da qualche cittadino che poi, improvvisandosi comunicatore provetto e discutibile moralista, ha accusato la nostra testata on line di aver cancellato il secondo pezzo sulla questione, facendo balenare un intervento della “Censura” e chissà quale tipo di pressioni che hanno consigliato l’oscuramento della ‘parentopoli’.

In realtà, come succede spesso, la causa è molto più semplice: il vertice del giornale ha momentaneamente sospeso l’articolo quando si è reso conto che, nonostante la verifica, le segnalazioni anonime avevano tirato in ballo una persona estranea al “sistema di beneficiari privilegiati”. A riprova del fatto che le segnalazioni anonime sono da prendere con le molle.

Queste, infatti, insistevano anche su Federica Tomassoni, dipendente di l’Aik, società nata nell’ambito di uno degli otto progetti già finanziati dal Fondo sisma.
Una circostanza che non rappresentava un impedimento alla partecipazione al bando, bensì un requisito di merito e veniva dichiarato, attraverso apposito modello, nella presentazione della domanda.

A proposito delle responsabilità nel percorso di selezione delle nuove società e delle assegnazioni dei fondi, è bene chiarire che non abbiamo elementi per ritenere che ci siano state illegittimità o illegalità: fino a prova contraria per Abruzzoweb, che non si vuole sostituire ai giudici, ogni partecipazione e ogni finanziamento sono da ritenere leciti e corretti formalmente come bando aperto a tutte le start up costituite e costituende.

Ma come molti ritengono, le decisioni sono discutibili dal punto di vista dell’opportunità e dell’etica, soprattutto in un’associazione che ha sempre fatto battaglie culturali di trasparenza e legalità. Secondo molti la distribuzione sul territorio sarebbe dovuta essere più qualificata.

“Difficile per Confindustria ignorare il nome delle mogli dei suoi dirigenti quali beneficiari dei finanziamenti”, tuona ancora la Iannella. “Attendiamo i provvedimenti promessi da parte del presidente”, scrive riferendosi a Spinosa Pingue, che ad Abruzzoweb aveva invitato a segnalare le presunte irregolarità per poi intervenire con verifiche e controlli.

La Iannella, sempre nella nota, dichiara di aver partecipato al bando, ma di essere stata esclusa, mentre “pare che qualcuno – scrive – non abbia partecipato al bando ritenendo poco chiaro quel canale speciale riservato a chi aveva già beneficiato dei fondi”.

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