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L’Aquila Confindustria, fondi sisma: si proceda a bando e selezione per la nomina del Direttore, per un futuro che non sia già il passato

Le ultime dichiarazioni della dirigenza di Confindustria lasciano perplessi: non sarebbe stato meglio chiarire quali fossero i meriti dei progetti delle mogli dei direttori beneficiarie dei fondi sisma Qip, quelli comunemente noti come fondi Ocse, e adoperarsi nella direzione di quella trasparenza con la quale sono state riempite pagine di giornali? Sicuramente saranno meritevolissimi, la partecipazione al fondo perduto sarà opportuna e tutti tacerebbero.

E’ così che si disinnescano le malelingue, le dichiarazioni di sabato scorso, invece, le alimentano: a chi non conoscesse questa Confindustria come portatrice di buon senso potrebbe sembrare che si sta cercando di spostare l’attenzione dai fatti noti verso altri appartenenti alla sfera dell’ignoto se non dell’occulto.

La Presidenza tace, dopo aver stimolato a parlare chiaro all’indomani dei primi dubbi sulle anomalie emerse in maniera oscura qualche giorno fa, adesso non interviene e non sembra aver avviato quei controlli e verifiche promessi. Almeno alla pubblica opinione nulla è pervenuto in questa direzione. Silenzio pure dai Sindacati, anche loro tacciono e ad oggi non è dato sapere se ci sono orientamenti e di che tipo.

Ora, pesano come macini le presunte anomalie apparse sulla stampa on line (vedi ampia rassegna stampa su google), che ormai da giorni ha pubblicato i nomi e i cognomi della moglie del direttore di Confindustria L’Aquila, della moglie del condirettore Confindustria L’Aquila, della moglie del direttore di Confindustria Abruzzo quali “beneficiari privilegiati” (cito testualmente dagli articoli apparsi).

I fatti degli ultimi mesi scoprono agli occhi di tutti un abbassamento del profilo intellettuale che mette in seria difficoltà la città e gli imprenditori. Da questi si evince una sola cosa: la necessità di procedere subito alla nomina di un direttore all’altezza delle sfide che attendono L’Aquila, massacrata dall’ignavia e dagli interessi di pochissimi furfanti. Un direttore che sia anche superiore agli imprenditori che rappresenta, capace di dare loro indirizzi e linee guida fatte di azioni e certezze: bando e selezione per meriti e competenze, come da tradizione storicizzata da parte di una Confindustria che non ha fatto mai parlare male di sé e che non ha mai dovuto invocare l’ignoto. Non ci servono cartomanti e fattucchiere, ma programmi ed esempi di buone prassi.

Un dirigente con “sangue nuovo”, progettualità, rinnovata linfa, che non abbia trascorsi nei fatti che stanno infelicitando la Ricostruzione, che esprima terzietà assoluta perché non ha fatti pregressi, di alcun tipo, nel bene e nel male. La leadership non si trova in una poltrona acquisita per ereditarietà, una pratica odiosa e fortemente criticata da sempre dalla Presidenza, e da tutti gli imprenditori, quando si è trattato di additare politici e pubblica amministrazione.

Il mandato del Direttore in carica è scaduto e, per questo, nella riservatezza delle buone pratiche, si può procedere a regolare nomina di un dirigente che si prefiguri come una promessa, non come una passato che non passa mai.

L’Aquila ha bisogno di una Confindustria al di sopra di tutto, anche delle dicerie, che pratichi le vie della legalità come ha sempre fatto nonché quelle dell’opportunità e dell’etica le quali, in particolare nel momento storico della Ricostruzione, sono importanti più delle prime. Qui i magistrati non c’entrano niente, inutile invocarli.

La situazione dei Qip fa il paio con quella dell’espulsione di Metafin srl: i documenti che Agea ha richiesto su “conti e spese” non sono stati resi disponibili, come pure le carte relative alla propria espulsione quale associato. Certamente anche su questo si dovrà fare chiarezza, ma chi può farla oggi? Forse chi ci ha concesso fondi alla moglie o ha espulso noi presumibilmente perché volevamo sapere di più sulle liquidità provenienti dalle donazioni post sisma? La situazione si profila come importante per la gestione futura, non tanto per il fatto in sé, che pure è grave e rimane scritto agli atti come una pagina brutta nella storia dell’Associazione.

Gli editti non reggono il trono del re.

DA ULTIMO. Qualora fosse di interesse di qualcuno, e ad ogni buon conto, di seguito riportiamo una tabella cronologica dei fatti (tutti documentabili) che ci hanno coinvolto, e lasciare che ciascuno tragga le proprie conclusioni:

– Richiesta di documenti per chiarezza sui bilanci di Confindustria L’Aquila a decorrere dall’aprile 2013 e protratta per mesi

– Voto contrario all’approvazione del bilancio nell’assemblea generale del 17 dicembre 2013 con dichiarazioni pubbliche fatte inserire a verbale

– Conseguente licenziamento, il giorno seguente al voto, di Maria Paola Iannella (direttore Agea) quale addetto stampa e direttore responsabile di Confindustria L’Aquila

– Richiesta chiarimenti sui bilanci a mezzo avvocato dell’associato Metafin il 19 maggio 2014, anche all’indirizzo della Presidenza e della Direzione di Roma

– Assemblea del Direttivo Confindustria il 26 maggio 2014: si svolge ad Avezzano anziché L’Aquila, all’ordine del giorno non prevede un’espulsione, il voto è espresso segretamente in via straordinaria

– Delibera di espulsione della società Metafin srl di Maria Paola Iannella il 26 maggio 2014 in luogo della consegna dei documenti richiesti proprio entro tale data

– Invio di una circolare da parte di Confindustria L’Aquila il 28 maggio 2014 all’indirizzo di tutti gli Associati, tranne che a Metafin/Agea, nella quale si comunica l’espulsione ex art.6, provvedimento genericamente riconosciuto come riservato “ai collusi e simili” con la mafia

– Agea apprende della propria espulsione all’assemblea generale di Roma del 28 maggio 2014 dove le viene negato l’accesso

– Lettera di Confindustria L’Aquila ad Agea in data 30 maggio 2014 nella quale si indica il motivo dell’espulsione: “pregiudizio morale ed economico” all’Associazione, quale sia il pregiudizio non lo sappiamo

– Conseguente espulsione di Maria Paola Iannella dai Comitati Pmi di Confindustria L’Aquila e di Confindustria Abruzzo

– Agea non fa ricorso perché non vuole più far parte di Confindustria: la chiarezza la persegue da impresa libera

– Agea non ha alcun contenzioso giudiziario con Confindustria, contrariamente a quanto qualcuno vuol far credere

– Ad oggi: siamo ancora in attesa di avere i documenti richiesti

Precisiamo che il tutto è stato gestito da Agea con il massimo della riservatezza, proprio per proteggere il buon nome dell’Associazione (come da lettera che abbiamo spedito anche a Confindustria Roma), e che per questo da Agea mai è stato divulgato alcunché ai mezzi di comunicazione. Che della questione bilanci, Agea ha investito il direttivo, il collegio sindacale, il consiglio dei probiviri, il presidente in persona ma che, al 7 luglio 2014, non ci sono stati consegnati neppure i documenti relativi alla nostra espulsione.

Ad oggi, l’impressione è che si stia cercando di sviare il discorso dai fondi sisma parlando di lotte intestine, rivolgendo calunnie e accuse di cui a tutti sfugge il contenuto ma non lo stile, che è quello della comune e popolare maldicenza.

Maria Paola Iannella

Ex Consigliere Pmi Confindustria L’Aquila

Ex Consigliere Delegato Pmi Confindustria Abruzzo

Amministratore Unico Metafin srl

Direttore Responsabile AGEA, Agenzia giornalistica economica d’abruzzo

 

 

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