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L’Aquila. Comitato della filiera dell’edilizia: Squinzi all’Aquila, solo uno spot?

Abbiamo appreso con piacere dai mezzi di informazione che sarà presto a L’Aquila il Presidente nazionale di Confindustria per discutere pubblicamente su come ricostruire e ripartire dopo la catastrofe del sisma. È ovviamente sempre gradita la presenza di un rappresentante nazionale, seppur non appartenente al nostro sistema associativo, anche per mantenere acceso l’interesse sul questo territorio che, troppo spesso, balza agli onori della cronaca per fatti penalmente rilevanti che non descrivono certo il reale stato delle cose.

Siamo però delusi e perplessi per il fatto che il Presidente Squinzi interverrà ad un convegno di inaugurazione di una struttura commerciale di materiali per l’edilizia, tra l’altro non proveniente da questo territorio, che ha evidentemente ritenuto opportuno investire nel più grosso cantiere d’Europa.

Ben venga qualsiasi tipo di investimento che conduca anche ad assunzioni e incrementi commerciali ma non si può, così com’è avvenuto in questo caso, ignorare del tutto il mondo delle imprese dello stesso settore che in questo comprensorio operano da sempre, a prescindere dalle opportunità della situazione odierna.

Il CFE raggruppa la gran parte degli operatori locali del settore, dato che quelli provenienti da fuori cratere non hanno inteso farne parte, proprio per portare avanti battaglie comuni ed offrire servizi in grado di far crescere imprese e opportunità lavorative.

Già oggi gli aderenti rappresentano una fetta di PIL locale importante con circa 104 milioni di fatturato e 224 dipendenti occupati in 21 imprese associate. Per questo motivo avremmo gradito che, come avvenuto in precedenti occasioni, un incontro con un rappresentate così prestigioso ed in grado di incidere se non altro a livello mediatico e di opinione non fosse solo un’occasione di spot a favore di una catena commerciale ma un momento di autentica condivisione di problemi e proposta di soluzioni possibili.

Sarebbe stato utile organizzare un confronto sulla prossima iniziativa normativa, che potrebbe risultare un’autentica occasione o un insopportabile aggravio burocratico, sulle possibilità offerte dal recupero dei centri storici e anche su iniziative per evitare il “mordi e fuggi” che alcune imprese hanno praticato sul posto lasciando pesanti strascichi sulla popolazione, ma tutto ciò sarà impossibile perché il solo fine dell’incontro è quello di promuovere il rivenditore. Per questo, anche se con rammarico, il nostro Comitato non interverrà all’incontro che si rivelerà l’ennesima passerella sulle ancora tante macerie di questo comprensorio.

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