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L’Aquila, chi vuole ancora assumere negli enti pubblici?

Cisl propone assunzione per i 150 precari Asl.
Ma che gioco fa chi vuole trasformare i contratti dei precari in contratti a tempo indeterminato a carico degli enti pubblici, cioè dei cittadini?

 

Sicuramente non cura l’interesse collettivo, orientato alla diminuzione della spesa pubblica, come impongono Bruxelles, il Patto di stabilità e la costituzione italiana che comanda la selezione per pubblico concorso aperto a tutti gli aventi diritto.
Dal Patto di stabilità in poi, abbiamo assistito, e continuiamo ad assistere, ad assunzioni continue, che derogano a tutti i principi di garanzia, tutela del diritto e interesse collettivo, che altro non è se non pretendere di avere personale selezionato per merito e per necessità delle competenze offerte.
Il Patto di stabilità è, paradossalmente, diventato il via libera per entrare nella pubblica amministrazione senza concorso: poiché non si poteva assumere (causa debito enorme) si procedeva con contratti a tempo ad personam, contratti che dopo qualche anno sono diventati a tempo indeterminato attraverso una paroletta nuova: stabilizzazione.
Stabilizzazione significa assunzione ed ecco che il gioco è fatto: fatta la legge gabbato lo santo. Si assume senza concorso chi si vuole, senza selezione, senza concorso, senza niente di niente. Un gran successo non c’è che dire.
Aver creato una pletora di precari, quasi sempre amici degli amici e dei parenti, ci fa ritrovare oggi una schiera di lavoratori che scendono in piazza a chiedere di non vedersi gettati per strada. E personaggi che, dopo aver creato il bisogno con promesse di stabilizzazione future, oggi demagogicamante perseguono l’obiettivo fingendo di tutelare gli interessi dei lavoratori e del lavoro. La solita legge della raccolta del consenso, che non è una legge dello Stato, anzi, non è la legge di nessuno. Creare il precariato, però, e in più all’interno della P.A. (bell’esempio di legalità…), è un’offesa al lavoro, ai lavoratori e al diritto del lavoro: se c’era bisogno di personale si doveva razionalizzare quello che c’era o procedere con un concorso e non deviare dalle regole con una mezza assunzione:  “intanto imbucati, ché una volta che stai dentro chi ti caccia più” è una frase che abbiamo sentito tutti e che conosciamo tutti, di tutte le generazioni.
Adesso è troppo facile dire che in 150 richiano la disoccupazione. Troppo facile far pagare ai cittadini, con le proprie tasse, le buste paga che a centinaia stanno entrando nei “nostri libri paga” per volontà di chi ogni anno deve fare la propria campagna elettorale a suon di stipendi fissi pagati dagli altri.
Deve essere diffuso  quotidianamente presso l’opinione pubblica che il debito pubblico italiano è il terzo più grande del mondo, e che il nostro Pil è sufficiente ogni anno a pagarne solo 1/3. Allora? Chi e come pagheremo questi nuovi ingressi? 
Dobbiamo chiedere a questi Signori dove vogliono portare l’Abruzzo: alla banca rotta o verso l’obiettivo comune dello sviluppo economico attraverso la progettualità, le riforme e la programmazione? In questo modo si crea solo conflitto tra le categorie sociali, conflitto deleterio e distruttivo, utile solo a chi vuole cavalcarne l’onda per conservare posizioni acquisite e di rendita. Guerra tra schiavi invece che contro chi sfrutta il bene collettivo.

Di seguito il comunicato di oggi sui precari della Asl dell’Aquila.
Si apre uno spiraglio per i lavoratori precari della Asl dell’Aquila. La Regione ha autorizzato con delibera commissariale la trasformazione dei contratti a tempo determinato delle Asl abruzzesi in contratti a tempo indeterminato. Lo ha comunicato il direttore generale della Asl, Giancarlo Silveri, alle organizzazioni sindacali in un incontro ad Avezzano. “Nella delibera”, spiega il segretario regionale Cisl, Gianfranco Giorgi, “si fa riferimento alla possibilità, per l’anno 2011, di provvedere alla sostituzione degli attuali rapporti di lavoro a tempo determinato relativi al personale sanitario, professionale, tecnico e amministrativo, in rapporti di lavoro a tempo indeterminato nel caso in cui si tratti di figure professionali che svolgono funzioni indispensabili per le esigenze aziendali. Il tutto per far sì che la spesa per il personale precario rientri ne limiti stabiliti dalla legge 122/2010”. La trasformazione potrà avvenire automaticamente “per coloro che sono già stati assunti a tempo determinato in quanto vincitori di concorso o comunque idonei nella graduatorie a tempo indeterminato o per il personale attinto a graduatorie di concorso a tempo indeterminato ancora valide. E’ prevista, inoltre, la possibilità di svolgere nuove procedure concorsuali pubbliche”. “La Asl, contestualmente”, sottolinea Giorgi, “dovrà procedere alla riduzione della spesa per il personale con contratti a tempo determinato per un importo uguale alla spesa che l’azienda dovrà sostenere per le nuove assunzioni”. La Asl dovrà redigere, come prevede la delibera regionale, un piano in cui vengono indicate le assunzioni  in base alle figure professionali necessarie. Piano che andrà presentato, entro 15 giorni, al commissario per il rilascio del nulla-osta definitivo e che “dovrà porsi in termini di piena coerenza e compatibilità con la ristrutturazione della rete ospedaliera e con il riordino del sistema sanitario regionale”. “Invitiamo la Asl a fare presto”, dice Giorgi, “per garantire una continuità dei servizi e delle prestazioni sanitarie nonché per il mantenimento dei livelli occupazionali indispensabili al buon funzionamento delle nostre strutture sanitarie. Va dato atto, infine, al commissario regionale, Chiodi, e al manager della Asl, Silveri, dell’impegno e del lavoro svolto per far fronte alle reali necessità del nostro territorio, alle prese con molteplici problemi dopo il terremoto, e più in generale di tutto l’Abruzzo. Auspichiamo che il Governo recepisca in tempi strettissimi la delibera, visti i paletti imposti dal blocco delle assunzioni e dalla legge Brunetta, che rischiano di far perdere alla nostra provinciaulteriori 150 posti di lavoro, riferiti al personale sanitario precario”.

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