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L’Aquila, appalti gonfiati alla Questura: al via processo

In una città dove anche i prefetti hanno riso raccontando di aver fatto finta di piangere davanti alle macerie della casa dello studente, una delle inchieste giudiziarie più emblematiche è senza altro quella relativa all’appalto per la ristrutturazione della Questura, anche lei gravemente danneggiata dal sisma del 2009.

Mercoledi prossimo al tribunale di Bazzano si aprirà il processo.

Imputati sono l’ex provveditore interregionali alle Opere pubbliche Giovanni Guglielmi, il responsabile del procedimento Giuliano Genitti, il direttore dei lavori Lorenzo De Feo, Carlo Clemente rappresentante dell’amministrazione pubblica per conto della quale aveva firmato il contratto con la ditta esecutrice dei lavori. Il reato contestato, ovvero l’abuso d’ufficio, fa riferimento alla clamorosa lievitazione dei costi dei lavori di ristrutturazione.

Almeno all’inizio, dovevano costare 3 milioni di euro, come da preventivo della società Inteco spa – la stessa che aveva ricevuto, con procedura d’urgenza, anche l’affidamento del puntellamento della struttura appena dopo il sisma. Poi però la Inteco ha presentato via via un conto diverso. I numeri sono lievitati clamorosamente, fino ad arrivare a un preventivo di spesa di 18 milioni di euro. A bloccare tutto è intervenuta la Corte dei Conti.

Proprio per quell’appalto Guglielmi fu sostituito dall’attuale provveditore Donato Carlea che revocò l’affidamento diretto alla ditta esecutrice e ha disposto una gara, e i lavori saranno eseguiti dalla nuova ditta per 4,6 milioni di euro.

La difesa tenterà di dimostrare che la moltiplicazione dei costi fu dovuta a motivi tecnici, per la scoperta man mano che si procedeva nei lavori, di danni non inizialmente considerati. E non per un tentativo di truffa proprio sotto il naso degli agenti di polizia.

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