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L’Aquila, Ance: i soldi da Roma servono ma pure la competenza e la volontà

“Massima solidarietà al Sindaco Cialente sui contenuti della sua battaglia, crediamo però che si debba percorrere con convinzione la strada istituzionale prima di qualunque altra”. E’ quanto dichiara il Presidente di ANCE L’Aquila Gianni Frattale sulla protesta del Sindaco. “E’ sperimentato ormai – continua Frattale – che le forme eclatanti di protesta  raggiungono obiettivi minimi e temporanei e quasi sempre al ribasso, di cui non possiamo più accontentarci. Le rassicurazioni, per ora teoriche, che giungono al Sindaco da telefonate romane, non devono far abbassare la guardia, come accaduto finora, per ritrovarci di nuovo fra qualche mese alle prese con gli stessi problemi. I finanziamenti devono essere messi nero su bianco, e resi fruibili ed in cassa per tempi programmati fin da oggi.  Questo è il vero obiettivo da centrare. Le imprese sono stanche di lavorare per sei mesi l’anno obbligando i propri dipendenti alla cassa integrazione o al licenziamento”.

Frattale continua con una proposta. “La fase del Governo delle larghe intese suggerisce oggi di abbassare i toni e cambiare strategia: il Sindaco dovrebbe a nostro avviso chiamare tutti i parlamentari eletti in Abruzzo di ogni parte politica, i due sottosegretari Legnini e Quagliariello, il Ministro Lupi, che con l’Abruzzo ha confidenza, e lo stesso Barca che si è defilato con troppa fretta dopo averci messo in questo impasse, ben sapendo che le risorse da lui liberate e annunciate con trionfalismo avrebbero avuto un iter non compatibile con l’avvio dei cantieri in primavera e che comunque poco avrebbero risolto senza una nuova individuazione di fondi.

Si trovi, insieme ai sindaci del cratere, alle categorie e ai sindacati, la via per finanziare la ricostruzione senza più scuse. Neppure la crisi può essere un motivo valido per negaci questo diritto. Non siamo ad Haiti. Un Paese dell’occidente democratico non cincischia sulle catastrofi.

Si prendano in tale sede impegni precisi e trasversali, visto che solo tre mesi fa nessuno dei candidati alle elezioni ha fatto mancare la ricostruzione nel proprio programma elettorale.

Il Sindaco deve avere l’abilità istituzionale e politica di mettere tutti davanti a questo dovere, invitando anche il Presidente del Consiglio Enrico Letta. Ci dimostrino i big della politica che “L’Aquila questione nazionale” non è solo un trito slogan buono per trarsi d’impaccio nelle occasioni pubbliche locali, da quattro anni a questa parte.

Infine si cominci da casa nostra a far funzionare il meccanismo della ricostruzione affrontando le emergenze più volte segnalate dei ritardi nei pagamenti, delle pratiche accumulate, delle macerie ancora da rimuovere nei cantieri, del funzionamento degli Uffici Speciali che a primavera inoltrata non sono ancora pienamente operativi, della trasparenza dei dati sulla ricostruzione e tutto quello che ostacola quotidianamente l’avvio dei lavori.

Le proteste simboliche possono attirare l’attenzione per il tempo di un servizio al tg del giorno e valgono giusto il contentino di una manciata di milioni per placare le crisi di nervi. Ma col dramma sociale ed economico in atto nel cratere sono le soluzioni definitive che dobbiamo ottenere”.

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