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La Valle Peligna, dunque, è un’area enormemente svantaggiata, pur non appartenendo ad un sistema locale avente i parametri di disoccupazione richiesti (anche se per pochissimo)

di Modesto Lolli, Presidente Comitato Piccola e Media industria Confindustria L’Aquila

Maria Assunta Rossi, Vice Comitato Piccola e Media industria Confindustria L’Aquila

 

 

Zona Franca Urbana: un progetto da cui la Provincia dell’Aquila non doveva essere esclusa. (Rivedere il resto)Il progetto ZFU (zona franca urbana) – già riconosciuto per le aree costiere ( Pescara, Chieti e Lanciano), ritenute idonee ad esserne interessate – corrisponde al riconoscimento di una fiscalità di vantaggio per le piccole e medie aziende già presenti o da insediare. Tale fiscalità si concretizza in misure di esenzione da imposte sui redditi, IRAP, ICI per i primi 5 anni di imposta, e di esonero dei contributi da lavoro dipendente. Un simile riconoscimento, però, arrecando alle zone che ne fruiscono degli indubbi benefici, se assegnato alle sole aree costiere, finirebbe per acuire il divario tra queste e l’Abruzzo Aquilano, in particolare andando a svantaggio della Valle Peligna, ovverosia un territorio fortemente toccato dalla crisi occupazionale ed industriale. Ciò comporterebbe pesanti ripercussioni sulla crisi economico-sociale che incombe, e non da ieri, su tutto il territorio. La provincia dell’Aquila, con in testa la Valle Peligna, risulta essere oggi, probabilmente, l’area economicamente più depressa dell’intero comprensorio regionale, eppure, malgrado questo, i “soliti ignoti” l’ hanno esclusa dai benefici della zona franca urbana. Sanno questi signori, solitamente burocrati ben remunerati e politicanti ammaestrati, quanto danno stanno facendo all’economia di queste zone? È l’interrogativo più che legittimo da porsi. Oltre al danno anche la beffa. Quella dell’87.3.c. Nei dibattiti elettorali, negli spot televisivi delle emittenti locali, per una “grande autopromozione” si è spesso fatto riferimento ai benefici dell’ 87.3.c. In seguito ad interminabili lungaggini burocratiche e decreti attuativi, coloro che hanno investito in nuove attrezzature e tecnologie di vario genere, e che sono riusciti a districarsi nelle maglie procedurali, hanno ottenuto la tanto sperata conferma del beneficio. Già. È stata loro recapitata una comunicazione da parte dell’Agenzia delle Entrate. Quale era il suo contenuto? Questo: Si può usufruire di tali benefici a partire dal 2013 o 2015 salvo possibili revoche da parte degli Uffici competenti per mancanza di fondi!! Con buona pace di chi ha acquistato e pagato le attrezzature, in quanto le fatture da ammettere dovevano essere quietanzate. A questo punto non resta che pagare anche gli interessi passivi. Chi voleva fare degli investimenti nei due anni scorsi è stato fermo aspettando che uscisse questa legge che poi si è rivelata un’autentica bufala! Proprio un bell’aiuto alle imprese!! (Che significa?) Disoccupati o inoccupati? Le parole del burocratichese: un inutile e complesso labirinto Argomento di primaria discussione è la recentissima adesione al Programma Pari da parte dei Datori di Lavoro che, se interessati, devono attingere da una graduatoria. Tale graduatoria è però resa esigua da una interpretazione del tutto burocratica della norma, incomprensibile a causa di una sostanziale differenza tra lavoratori Disoccupati e Inoccupati. Entrambi risultano infatti senza occupazione!!!!! Interpretazioni di questo tipo servono solo ad imbrigliare chi è preso quotidianamente da mille e mille problemi di gestione della propria impresa, e continua a sperare in una qualche provvidenza che da altre parti senza distinzione di “RAZZA” (che significa?) crei occupazione e soddisfazioni economiche. La questione è presto detta: quale lavoratore “DISOCCUPATO” cerca occupazione quando ha il mensile della cassa integrazione garantito? È da chiedersi: sono consapevoli i burocrati della Regione e degli Enti preposti che continuamente veniamo illusi e usati da coloro che ci governano? Il nostro compito è quello di lavorare con serietà e professionalità e non quello di impegnare tutto il nostro tempo a risolvere problematiche inique, ingiuste e legate a interpretazioni di parole che, anziché chiarificare, rendono ogni lettura inaccessibile. (Piuttosto che sproloquiare populisticamente di cassaintegrati, e’ il caso di far capire qual’e’ la differenza fra I due termini e con quali conseguenze) L’informazione che non c’è I disoccupati della Provincia dell’Aquila non si iscrivono al collocamento perché non ne conoscono l’importanza “sulla carta”. Se ci si trova nella condizione di voler assumere dei neolaureati nella propria impresa, tra i requisiti da prediligere c’è sicuramente l’iscrizione al Centro per l’impiego (ex ufficio di collocamento): se risulta essere attiva da almeno due anni, infatti, dà diritto ad ottenere degli sgravi fiscali sull’assunzione previsti nella legge 407/90 e quindi incentiva l’impresa a formare il neolaureato alle esigenze dell’impresa. Nella Provincia dell’Aquila, però, la disinformazione è tale che moltissimi studenti, in cerca del primo lavoro post laurea, non sono neanche a conoscenza della possibilità di iscriversi al Centro per l’impiego, né delle conseguenze che questo implica. Questo dato è emerso in seguito ad una selezione del personale ed ho rilevato che su ben 17 ingegneri nessuno era iscritto da almeno due anni. (Esiste l’apprendistato) Gli effetti sono evidenti, e si rispecchiano in dati completamente falsati in cui risulta che la nostra Provincia abbia un tasso di disoccupazione minore rispetto alle altre, mentre invece è di semplice mancata registrazione dei disoccupati che si tratta. Ad aggravare la situazione, contribuisce anche uno scarso ed inadeguato servizio mediatico che non assolve affatto alla sua funzione informativa: al termine dell’edizione del tg regionale – su rai tre – viene tenuta dalla redazione una rubrica nelle intenzioni dedicata a chi cerca lavoro, ma che in realtà non fornisce nessun tipo di indicazione effettivamente utile a chi vuole un impiego, limitandosi a segnalare dei lavori disponibili. Questo servizio, così come è realizzato, non ha utilità alcuna, e andrebbe sfruttato in maniera molto più produttiva, ad esempio facendo informazione sulle tematiche di cui sopra. Fatti come questi hanno grosse ripercussioni sulla situazione provinciale, in particolar modo quando si decide di aiutare chi ne ha bisogno, partendo dal dato principe che è sempre quello del numero dei disoccupati! Vedi legge sulle Zone franche urbane. Una politica che politica non è: la conquista delle poltrone a scapito dei lavoratori Dopo gli ultimi scandali regionali relativi ai 120 milioni di euro regalati ad una clinica privata, agli stipendi d’oro dati agli organizzatori dei Giochi del Mediterraneo a Pescara, allo sperpero di 10 milioni di euro per il Palazzo Pescarese che dovrebbe essere anche la 3° sede del Consiglio Regionale, i nostri politicanti in questi giorni continuano a pensare solo a come farsi eleggere, quale casacca indossare per continuare o impossessarsi della gestione del Potere e dei lauti privilegi che così gli spetterebbero. Dei problemi che affliggono le famiglie, le micro e le piccole Imprese non interessa a nessuno. Le solite voci in politichese continuano a parlare del “Polo elettronico”, della scuola e della città della cultura, ma non si rendono conto che l’elettronica è finita da un bel pezzo e che l’unica cultura è quella di continuare a parlare del sesso degli angeli e a mettere i bastoni fra le ruote ai pochi pazzi che ancora tentano di fare impresa. A distanza di poco più di un mese dalle elezioni nessuno dei due schieramenti ha fatto un programma, sicuramente verrà improvvisato come al solito, con il risultato di continuare a prendere in giro ed umiliare quelli ingenui che ancora lavorano.
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Il bando per le mense scolastiche della provincia dell’Aquila:

il Sindaco Cialente promette “giustizia” per le aziende dell’Aquilano

ma poi dichiara di non avere alcun potere per l’efficienza dell’Ammistrazione Comunale. E, alla fine, spuntano i vermi…

 

Tempo addietro Confindustria L’Aquila aveva segnalato al Sindaco On. Cialente, che il bando di gara pubblicato lo scorso giugno per l’appalto delle mense scolastiche dell’Aquila e provincia risulta inconguente nella forma e nel contenuto. Una serie di contraddizioni e di strane condizioni, infatti, impedisce che un servizio così delicato possa essere aggiudicato al migliore e, fatto gravissimo, immotivatamente esclude di netto la partecipazione delle Pmi locali. I requisiti richiesti nei capitolati sono tali da consentire l’ingresso in gara alle sole aziende nazionali, con evidente nocumento per le imprese del territorio e per la comunità stessa. Inutile citare i Sentieri del vino, dell’olio, del formaggio e tutte le altre centinaia di manifestazioni di prodotti tipici, e le altre centinaia ancora di sagre che il Comune stesso annualmente finanzia con una considerevole voce di spesa… qualora qualcuno avesse dimenticato che l’agroalimentare è una delle eccellenze del capoluogo. Evidentemente ci piace spendere l’immagine di città del gusto ma  poi preferiamo andare a mangiare fuori…

In una conversazione informale il Sindaco aveva rassicurato gli imprenditori su un personale interessamento circa la vicenda: giusto il tempo di vedere “le carte” e si sarebbero rivisti.

Dunque, all’incontro con il Direttore Antonio Cappelli e il Presidente del Comitato Pmi Modesto Lolli, il Primo cittadino ha dichiarato che “anche loro (SINDACO E DIRETTORE GENERALE ndr) avevano rilevato un certo numero di incongruenze nonché di inesattezze, tuttavia adesso il bando è stato pubblicato, e non possono fare nulla. L’unica soluzione è un ricorso al T.A.R. da parte delle imprese”.

Lo sgomento ci ha impedito di fare qualsiasi considerazione, stanti le disposizioni circa l’istituto della Revoca, la responsabilità personale del dirigente che firma il procedimento, l’efficacia ed efficienza della P.A., i provvedimenti a carico del personale dirigente.

L’epilogo pratico e tragico della vicenda è stato di impatto notevole: sul giornale di qualche giorno fa, infatti, è riportato che le imprese che, tramite gli appalti di cui sopra, hanno ottenuto di poter servire le nostre scuole, lo facevano con cibo avariato. Imprese nazionali. Che, senza colpo ferire, hanno avuto il via libera senza essere “intralciate” dalle Pmi locali, escluse – ripetiamolo: immotivatamente – dalla gara di appalto.

 

Zona Franca Urbana: un progetto da cui la Provincia dell’aquila non può essere esclusa

Il progetto ZFU (zona franca urbana) – già riconosciuto per  le aree costiere ( Pescara,  Chieti e  Lanciano), ritenute idonee ad esserne interessate – corrisponde al riconoscimento di una fiscalità di vantaggio per le piccole e medie aziende  già  presenti o da insediare. Tale fiscalità si concretizza in misure di esenzione da imposte  sui redditi, IRAP, ICI  per i primi  5 anni di imposta, e di esonero dei contributi da lavoro dipendente.

Un simile riconoscimento, però, arrecando alle zone che ne fruiscono degli indubbi benefici, se assegnato alle sole aree costiere, finirebbe per acuire il divario  tra queste e l’Abruzzo Aquilano, in particolare andando a svantaggio della Valle Peligna, ovverosia un territorio fortemente toccato dalla crisi occupazionale ed industriale. Ciò comporterebbe pesanti ripercussioni sulla crisi economico-sociale che incombe, e non da ieri, su tutto il territorio.

La provincia dell’Aquila, con in testa la Valle Peligna, ,  risulta essere oggi, probabilmente, l’area economicamente più depressa dell’intero comprensorio regionale, eppure, malgrado questo, i “soliti ignoti” l’ hanno esclusa dai benefici della zona franca urbana. Sanno questi signori, solitamente burocrati ben remunerati e politicanti ammaestrati, quanto danno stanno facendo all’economia di queste zone? È l’interrogativo più che legittimo da porsi.

 

 Oltre al danno anche la beffa. Quella dell’87.3.c.

Nei dibattiti elettorali, negli spot televisivi delle emittenti locali, per una “grande autopromozione” si è spesso fatto riferimento ai benefici dell’ 87.3.c. In seguito ad interminabili lungaggini burocratiche e decreti attuativi, coloro che hanno investito in nuove attrezzature e tecnologie di vario genere, e che sono riusciti a districarsi nelle maglie procedurali, hanno ottenuto la tanto sperata conferma del beneficio. Già. È stata loro recapitata una comunicazione da parte dell’Agenzia delle Entrate. Quale era il suo contenuto? Questo: Si può usufruire di tali benefici  a partire dal 2013 o 2015 salvo possibili revoche da parte degli Uffici competenti per mancanza di fondi!! Con buona pace di chi ha acquistato e pagato le attrezzature, in quanto le fatture da ammettere dovevano essere quietanzate. A questo punto non resta che pagare anche gli interessi passivi. Chi voleva fare degli investimenti nei due anni scorsi è stato fermo aspettando che uscisse questa legge che poi si è rivelata un’autentica bufala! Proprio un bell’aiuto alle imprese!!

 

 

Disoccupati o inoccupati?

Le parole del burocratichese: un inutile e complesso labirinto

Argomento di primaria discussione è la recentissima  adesione al Programma Pari da parte dei Datori di Lavoro che, se interessati, dovrebbero  attingere da una graduatoria. La graduatoria è però  resa esigua  da una interpretazione burocratica della norma, incomprensibile a causa di una sostanziale differenza tra  lavoratori Disoccupati  e Inoccupati. Entrambi risultano infatti  senza occupazione!!!!! Interpretazioni di questo tipo servono solo ad imbrigliare chi è preso quotidianamente da mille e mille problemi di gestione della propria impresa, e  continua a sperare in una qualche provvidenza che da altre parti senza distinzione di “RAZZA” crei occupazione e soddisfazioni economiche. La questione è presto detta: quale lavoratore  “DISOCCUPATO” cerca occupazione quando ha il mensile della cassa integrazione garantito? È da chiedersi: sono consapevoli i burocrati della Regione e degli Enti preposti che continuamente veniamo illusi e usati da coloro che ci governano? Il nostro compito è quello di lavorare con  serietà e professionalità  e non quello di impegnare tutto il nostro tempo a risolvere problematiche inique,  ingiuste e legate a interpretazioni di parole che, anziché chiarificare, rendono ogni lettura inaccessibile.

 L’informazione che non c’è

I disoccupati della Provincia dell’Aquila non si iscrivono al collocamento perché non ne conoscono l’importanza “sulla carta”

Se ci si trova nella condizione di voler assumere dei neolaureati nella propria impresa, tra i requisiti da prediligere c’è sicuramente l’iscrizione al Centro per l’impiego (ex ufficio di collocamento): se risulta essere attiva da almeno due anni, infatti, dà diritto ad ottenere degli sgravi fiscali sull’assunzione previsti nella legge 407/90 e quindi incentiva l’impresa a formare il neolaureato alle esigenze dell’impresa. Nella Provincia dell’Aquila, però, la disinformazione è tale che moltissimi studenti, in cerca del primo lavoro post laurea, non sono neanche a conoscenza della possibilità di iscriversi al Centro per l’impiego, né delle conseguenze che questo implica. Questo dato è emerso in seguito ad una selezione del personale ed ho rilevato che su ben 17 ingegneri nessuno era iscritto da almeno due anni. Gli effetti sono evidenti, e si rispecchiano in dati completamente falsati in cui risulta che la nostra Provincia abbia un tasso di disoccupazione minore rispetto alle altre, mentre invece è di semplice mancata registrazione dei disoccupati che si tratta. Ad aggravare la situazione, contribuisce anche uno scarso ed inadeguato servizio mediatico che non assolve affatto alla sua funzione informativa: al termine dell’edizione del tg regionale – su rai tre – viene tenuta dalla redazione una rubrica nelle intenzioni dedicata a chi cerca lavoro, ma che in realtà non fornisce nessun tipo di indicazione effettivamente utile a chi vuole un  impiego, limitandosi a segnalare dei lavori disponibili. Questo servizio, così come è realizzato, non ha utilità alcuna, e andrebbe sfruttato in maniera molto più produttiva, ad esempio facendo informazione sulle tematiche di cui sopra.

Fatti come questi hanno grosse ripercussioni sulla situazione provinciale, in particolar modo quando si decide di aiutare chi ne ha bisogno, partendo dal dato principe che è sempre quello del numero dei disoccupati! Vedi legge sulle Zone franche urbane.

 

 

Una politica che politica non è: la conquista delle poltrone a scapito dei lavoratori

Dopo gli ultimi scandali regionali relativi  ai 120 milioni di euro regalati ad una clinica privata, agli stipendi d’oro dati agli organizzatori dei Giochi del Mediterraneo a Pescara, allo sperpero di 10 milioni di euro per il Palazzo Pescarese che dovrebbe essere anche la 3° sede del Consiglio Regionale, i nostri politicanti in questi giorni continuano a pensare solo a come farsi eleggere, quale casacca indossare per continuare o impossessarsi della gestione del Potere e dei lauti privilegi che così gli spetterebbero. Dei problemi che affliggono le famiglie, le micro e piccole Imprese non interessa a nessuno.

Le solite voci in politichese continuano a parlare del “Polo elettronico”, della scuola e della città della cultura, ma non si rendono conto che l’elettronica è finita da un bel pezzo e che l’unica cultura è quella di continuare a parlare del sesso degli angeli e a mettere i bastoni fra le ruote ai pochi pazzi che ancora tentano di fare impresa.

A distanza di poco più di un mese dalle elezioni nessuno dei due schieramenti ha fatto un programma, sicuramente verrà improvvisato come al solito, con il risultato di continuare a prendere in giro ed umiliare quelli ingenui che ancora lavorano.

 

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